FORUM

È un linguaggio profondo e complesso quello con cui ci parlano coloro che abbiamo amato e non sono più con noi, ineffabile come il paese che abitano. I sogni e i ricordi sono il solo passaggio per questo luogo in cui le epoche della vita si confondono, "un'isola sospesa sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati". Così, attraverso il filtro essenziale della memoria e del sogno, Dacia Maraini ci racconta in questo libro intenso e intimo come Bagheria coloro che ha amato, che l'hanno amata e che vivono ora solo attraverso i ricordi: “nel giardino dei pensieri lontani” rievoca e incontra la sorella Yuki, il padre Fosco, Alberto Moravia, Giuseppe Moretti - l'ultimo compagno scomparso prematuramente per una malattia crudele - l'amico carissimo Pasolini e un'inedita e fragile Maria Callas. Perché il racconto ha il potere di accogliere e abbracciare come in una grande festa le persone amate, restituendo al momento della fine, che oggi sempre più si tende a negare, a nascondere, quel sentimento estremo di bellezza e consolazione che gli è proprio. Dacia Maraini ci regala una storia sincera e struggente, un ritratto memorabile di sé che mescola affetti privati e pubblici, felicità e dolore. Un libro capace di emozioni rare, forte di una vita vissuta fino in fondo e del coraggio della narrazione della maggiore scrittrice italiana.
scrivi il tuo messaggio Il forum anno per anno

la grande festa
perchè non è possibile averla a Castelvetro in luglio alla serata d'estate presso Villa Cialdini. Cerchiamo ogni anno di contattarla senza risultato. Ho avuto la fortuna di conoscerla tanti anni fa ad un congresso dell'UDI, ora organizzo maniferstazioni per la mia associazione e sarei tanto felice di poterla ospitare. Associazione "Dama Vivente"
Maria Capitani

una storia per lei
salve , sono un suo fan. Probabilmente non è una semplice questione di stile. Ho scoperto, attraverso alcune sue interviste e storie che abbiamo molti gusti in comune, primo fra tutti il piacere del viaggio (ma non dimentico l'amore per artisti come magritte o l'amore per l'oriente dato che ho studiato lingue orientali ...). Penso che un libro si scriva per se stessi, non per gli altri, che sia una forma di sfogo. Se lo stile e gli argomenti sono validi ha successo, è indubbio; se però il libro fa anche breccia nel cuore dei lettori, tocca gli armonici su una corda di uno strumento, non solo le note schiette e, cogliendone l'essenza vera, si fa proprio. Premessa a parte (che voleva essere un complimento ), sarei interessato a regalarle una storia, se non ci scriverà niente sarà un semplice regalo, una storiella. Se non risponderà, resterò suo fan comunque!
Eros Masaia
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare qui uno stralcio delle sua storia? Grazie

la grande festa
Ho visto la trasmissione "le storie" di C.Augias dove Lei ha partecipato con il suo libro "la grande festa". Condivido quanto ha detto in trasmissione, ma su una cosa non sono d'accordo: a proposito delle donne dell'ultima generazione (giovani mamme) che come lei diceva "non vogliono più partorire con dolore". Il mio pensiero è questo: "tutto quello che c'è e serve per migliorare la qualità della vita è giusto che venga utilizzato." Il dolore del parto per alcune è poco, per altre troppo. Se si può aiutare il momento difficile non vedo cosa ci sia di negativo. O il dolore serve a qualcosa? un saluto
giovanna Alfieri

traduzione
gentile signora Dacia Maraini, prima di tutto complimenti per i suoi libri che da anni leggo con interesse. Ho 50 anni e sono una traduttrice: sto tentando di inserirmi nella professione di traduttrice letteraria, che per me è principalmente una passione. Purtroppo non conosco nessuno nell'ambiente e, come dice un mio amico che ora lavora all'estero: "in Italy, it is not important WHAT you know but WHO you know". Io persisto nel credere che non sempre sia così. Infatti, l'anno scorso sono entrata in contatto, via internet, con una casa editrice, con la quale ho effettuato uno stage, ottenuto certificazione di traduttrice letteraria a seguito di regolare prova scritta e che pubblicherà, in formato e-book, un libro da me tradotto. Mi scusi, quindi, se approfitto di questa occasione per propormi anche a Lei. Ovviamente resto a disposizione per inviare mio CV ed effettuare una traduzione di prova. La ringrazio vivamente, cordiali saluti.
Laura Respiggi

Invito
Gentilissima Dacia, Le scrivo a nome di un'Associazione Culturale Onlus che organizza in provincia di Avellino un festival della letteratura: una manifestazione itinerante, su più Comuni che consiste in incontri con autori, narratori, poeti, giornalisti. sarebbe un onore e un privilegio averLa ospite per la presentazione del suo ultimo libro. Le ho scritto già un paio di volte, ma senza successo.
raffaella luise
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare un recapito mail? Grazie

Traduzioni in francese
Buongiorno signora Maraini, sono traduttrice letteraria e risiedo a Parigi. Con grande piacere (e un certo orgoglio patriottico) ho avuto modo di constatare che molti dei suoi romanzi sono presenti, tradotti in francese, negli scaffali delle librerie della capitale. Nessuna traccia pero' delle raccolte di poesie e delle opere teatrali. Vorrebbe avere la gentilezza di indicarmi se (e in tal caso quali) i suoi libri di poesia e teatro sono stati tradotti in francese. Molte grazie e continui a dare voce al meglio della nostra letteratura oltre i confini. Cordialmente G. Montanari
Gabriella

presentazione
mi chiamo Mary Eleonor Wilkns pseudonimo letterario ( Mattia Bianchi 31 anni Milano) nata a New York 1958, scrittrice giornalista per il New York Times ho deciso di scrivere alcuni testi con un personaggio fittizio femminile per essere più libero, un personaggio con una sua vita propria inventata da me - il mio sito internet www.maryeleonor.altervista.org
mary eleonor wilkns

Una bella lettura
Grazie Dacia! Oggi, 31 gennaio 20012, le parole "...la lira di Orfeo riprenderà a suonare scendendo dal cielo stellalo",hanno messo in movimento la mia mente. Grazie ancora cara Dacia.
Pina Giord


Gentile Signora Maraini, ho letto il suo bel libro la grande festa, così personale così sincero. Descrive il dolore (non il lutto) quando si perde una persona cara molto elegantemente. Il dolore è atroce è come una ferita non curata bene, a volte si medica, a volte no. Le persone che hanno fatto parte della sua vita nonostante tutto sono vive nel ricordo vive nel pensiero, ed è il bene che lega ad esse. Il pensiero di ricordarle vivamente in noi verso gli altri è l'amore puro e semplice. Ne sò qualcosa anch'io ho perso mio padre all'età di 6 anni, la mammma da qualche anno e mio fratello. Ma non piango lacrime, piango dolore fisico e tristezza, ma il bene mi aiuta a ricordare a conservare il mio amore che ho per loro. La malattia è una brutta cosa ma fa maturare e aiuta a capire fa crescere. Lei ha degli occhi splendidi vivi che combattono. Anche io ogni giorno devo combattere sul lavoro su ogni piccola cosa, anche se a volte capisco che mi lascio andare per piccole cose. Saluti
Adri

Invito
Gentilissima Dacia Maraini, sono Raffaella, sto organizzando un festival della letteratura, una manifestazione itinerante. caratterizzata da incontri con autori, narratori, poeti, giornalisti, che leggeranno passi scelti di alcuni classici della letteratura italiana, si confronteranno sul tema dell'identità e della differenza,e sul tema dell'esilio (è previsto un incontro con studiosi spagnoli)... nel tentativo di ravvicinare la distanza tra Cultura e Società, portando i libri, gli autori, il dibattito, in uno spazio pubblico che, necessariamente, dobbiamo 'riconquistare'. Sarebbe un sogno avere una testimone di eccezione come Lei... ad aprire o a chiudere la rassegna, a farci volare tra la Memoria e il Sogno. Come potrei contattarla?
Raffaella

Teatro itinerante
Cara Dacia, ho visto una trasmissione su RAI3 in cui si parlava della scuola di teatro da te fondata. vorrei ricevere notizie ulteriori. Saluti
Lucia

invito
Buongiorno,a nome dell'Amministrazione Comunale di Subiaco vorrei InvitarLa a presentare il suo libro "La seduzione dell'altrove" presso la Biblioteca Comunale. La nostra Città sarebbe lieta di accoglierLa e di mostrarLe le sue bellezze naturalistiche ed artistiche. Con l'occasione Le porgo i miei più distinti saluti. Il Consigliere delegato alla Cultura Dott.ssa Veronica Micozzi Per contatti: Biblioteca Comunale di Subiaco tel.0774822800 sig.ra
Maria Rosaria Zaccaria
Buonasera, potrebbe inviare un indirizzo mail al forum? Grazie

Recensione
Gentilissima Dacia Maraini, sono a scriverLe per comunicarle che il suo libro La Grande Festa è stato recensito in un articolo di Andrea Galgano alla seguente Url: http://polopsicodinamiche.forumattivo.com/t312-dacia-maraini-e-la-grande-festa Se le può fare cosa gradita, potrei spedirle l'articolo in pdf o trascriverlo anche su questa casella. con i migliori saluti, Irene Battaglini, CEO di Polo Psicodinamiche, Prato. www.polopsicodinamiche.com
Irene Battaglini

Si figuri!
Sono ferma in questo spazio da dieci minuti e non trovo il coraggio di scrivere. La stessa afasia del "sarto" di fronte al Cardinal Federico ! Ora provo a scrivere e spero di riuscire a dire almeno "Si figuri"! Si figuri che sono una di 75 anni, ho letto Bagheria, Per voce sola, adoro Marianna Ucria, mi sono commossa leggendo Buio e non avrei mai osato sperare di poterle dire grazie per le ore belle passate in compagnia dei suoi libri. Dal momento che ho trovato il coraggio di farlo le dirò anche che ho scritto un libercolo di centododici pagine e l'ho intitolato "tre donne intorno al cor..." vorrei inviarglielo. Non oso sperare che lo legga, so che non può dedicare nemmeno un attimo del suo tempo per le mie scemenze! Per me basterà sapere che lo ha sfogliato una persona come lei. La ringrazio e la saluto
Maria Raffaella Ricciuti

Incontri con i lettori
Cara Sig, Maraini, Sono una sua lettrice e mi piacerebbe essere informata delle date in cui le potrebbe capitare di venire a Catania, per incontrare i suoi lettori in occasione della presentazione di qualche nuovo libto o per qualunque altro motivo.Non sapendo a chi rivolgermi lo chiedo direttamente a Lei.Ho già avuto questa gioia una sola volta alcuni anni fa presso la Facoltà di Scienze Politiche di Catania. Le voglio bene.
Dori Costa
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può gentilmente inviare al forum un suo indirizzo mail? Grazie

Il Moravia e il bambino
Ciao Dacia, proprio ieri sera ho partecipato alla serata dedicata al tuo libro su Il bambino Alberto, durante la quale ho avuto l'onore di presentare il mio secondo romanzo per adolescenti "un sogno in carne ed ossa" alla presenza di Beppe Costa che ci ha parlato della sua amicizia con il Moravia, del quale ho letto tutte le opere; mi è dispiaciuto non poterti conoscere di persona perché apprezzo molto alcuni tuoi racconti che ho letto (come "Memorie di una ladra) ma ho saputo che sei stata impossibilitata a venire. E' stato comunque presentato anche il tuo nuovo libro che spero di poter presto acquistare. Mi piacerebbe ricevere alcuni tuoi preziosi consigli, specialmente riguardo al modo migliore di promuovere un libro, perché nonostante stia avendo ottime possibilità, gli ostacoli sono molti, specie per arrivare al pubblico dei giovanissimi a cui è rivolta la mia collana. Complimenti per ogni tuo lavoro e grazie.
Maura Lisci

Diritti
Gentile Dacia, Sono un'editrice albanese e sto cercando di capire chi gestisce i diritti di traduzione per l'albanese del titolo "La lunga vita di Marianna Ucrìa". Le sarei molto grata se potesse darmi un'indicazione. La ringrazio in anticipo. Cordiali saluti Loreta B.
Loreta Berhami

ho provato a scriverti alla tua email, ma senza successo
Carissima Dacia innazitutto anche se un po in ritardo... Felice 2012... ed un grazie di cuore per come mi hai ''dipinto'' nel Tuo "La seduzione dell'altrove" .....finalmente sotto Natale mi é stato recapitata la pubblicazione. Per quanto riguarda il Festival di Medellin, non so piu' se ti ho fatto inviare le informazioni .... Purtroppo da fine novembre al 17 dicembre (mia partenza in vacanza per Bordeaux; sono rientrato settimana scorsa) tra lavoro, arrivo delle masserizie ..e quindi tutte le problematiche legate alla messa in cantiere per sistemare casa dopo due mesi di hotel.... ho perso un po il controllo delle iniziative e del ritmo di lavoro... Adesso per fortuna posso dedicarmi a tempo pieno a seguire con costanza gli impegni (gradevoli e gratificanti... val la pena dirlo) di lavoro ...... Potresti per favore inviarmi un recapito telefonico al quale chiamarti? Preferisco il contatto diretto... al freddo anche se utilissimo contatto informatico... In attesa di un Tuo gradito
angelo mazzone
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare al forum un suo indirizzo mail? Grazie

incontro con Moravia
Il giorno piu bello per me non ricordo l'anno alla stazione di Lamezia per uno sciopero vedo il Maestro con Carmen Llera, corro da lui, lasciando la valigia, e gli domando come sta scusandomi per il disturbo. Gli chiedo l'autografo felice, mi allontano e mio marito si arrabbia. Dopo un paio di giorni mi viene rubata la borsa nella quale tenevo il taccuino con la preziosa reliquia... la saluto caramente. Sua fedele lettrice.
Giovanna
Cara Giovanna Mi dispiace che le abbiano rubato la borsa con la firma di Alberto. Se vuole vedere da vicino qualcosa che lo riguarda e che forse le ricorderà quell'incontro, fra foto, filmati, quadri, libri e altro, vada a visitare la Casa Museo Alberto Moravia in Lungotevere della Vittoria 1 a Roma. Vedrà che ne uscirà commossa. Chiami il 060608 , risponde il Servizio prenotazioni. Sa che la Casa ormai appartiene al Comune. Ci provi. Poi mi sa dire. Un caro saluto da Dacia m

Un po' di attenzione
Dolce Dacia, è l'ennesimo messaggio che ti scrivo. Ho il grande sogno di farti leggere il mio libro "La stanza vuota" e sentire il tuo parere. Lo so che non è il tuo lavoro e che hai rifiutato di farlo a tanti. Ma non potresti fare un'eccezione?Io te l'ho già spedito alla sede della Rizzoli di Milano in data 7 dicembre e aspetto ardentemente un tuo cenno. Sono sicura che potrai aiutarmi a comprendere se la mia scrittura ha un qualche valore o se è meglio che rimanga la medicina adatta a curare le ferite della mia anima. La mia è una richiesta di aiuto gridata a voce alta che non può essere rifiutata! Sto aspettando con il cuore in gola una tua risposta! Un abbraccio forte.
Giulia Madonna
Cara Giulia Non ho ancora visto il suo libro. Probabilmente la Rizzoli l'ha mandato a Roma, ma io sono in montagna a scrivere in tranquillità. Appena potrò lo farò. Però tenga conto che ho una stanza piena di manoscritti e libri da leggere. Con calma li leggo tutti, ma non può chiedermi di darle la precedenza perchè sarebbe una ingiustizia verso gli altri che aspettano da piu tempo. Mi dispiace, ma guardi che io sono una lettrice come un'altra. Non sono un critico e neanche un editore. Non sarebbe meglio il giudizio di un editore? Saluti affettuosi da Dacia m

libro" La Colonna Fantasma "
Cara signora Dacia, spero abbia ricevuto il mio libro che Le ho spedito a Pescasseroli, dove credo Lei abbia trascorso qualche giorno di vacanza. Gradirei sempre un suo stimato parere, se avrà l'occasione di leggerlo, nel frammezzo dei suoi molteplici impegni. Come Le dicevo nella mia lettera, vivo anch'io su un altopiano dell'Abruzzo: "L'altopiano delle Rocche", che avrei piacere, se già non lo conosce, di farLe da "Cicerone" se avesse l'intenzione di visitarlo. Ho letto il suo ultimo libro "La Grande Festa" e debbo renderLe merito dell'eleganza e della raffinatezza della prosa dei suoi racconti. Con sempre maggiore stima.
ermanno pizzola
Caro Ermanno sono ancora a Pescasseroli, ma non per vacanza. Sono qui per scrivere in pace, lontana dalle distrazioni e dagli impegni cittadini. Prego lei, come gli altri amici del Forum di mandarmi qualche pagina del libro scritto. Posso fare una analisi del testo.;Lo faccio volentieri e con sincerità, ma non ce la faccio a leggere tutto. con molti auguri, Dacia m

Baci poem
Ciao! I'm writing because I fell in love with a poem of yours while in college in 1998. I can't find it anywhere. Please tell me the book name so I can purchase. It goes...vorrei vorrei vorrei un bacio che sappia di notti africane. Un bacio leggero e profondo Che voli come il vento agosto... Grazie Mille!
Holly Gary
Cara Holly Adesso sono in montagna e non ho con me i miei libri di poesia. Se lei parla di mie poesie tradotte in inglese, ci sono due libri "Travelling with a gate of a fox" e "Devour me too" Sono state tradotte da una scrittrice e poetessa canadese di lingua inglese, Genni Gunn. Non ci sono altri libri di poesia tradotti in inglese.Altre poesie sì, tradotte da David Platzer, un americano che vive a Parigi ma non sono mai uscite in libro. Un caro saluto da Dacia maraini




invito al 46° Congresso Nazionale di Psichiatria
Buongiorno, dovrei inviare alla Signora Maraini una lettera di invito da parte del Presidente SIP per partecipare in qualità di relatore al 46° Congresso Naz di Psichiatria che si terrà a Milano dal 7 all'11 ottobre 2012. Mi servirebbero un indirizzo postale e e-mail e, se possibile, contatti telefonici di un assistente. Molte grazie Alessandra Arlati Assistente del Professor Claudio Mencacci Presidente del Congresso SIP
Alessandra Arlati
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Potrebbe cortesemente inviare un suo indirizzo mail al forum? Grazie

Poesia
Carissima Dacia, Le scrivo per farle i migliori auguri per l'anno nuovo. Per me sarà un anno particolare, mi sono iscritta all'università con l'intenzione di approfondire la mia passione per la filosofia. E' dura, anzi a volte sembra impossibile riuscirci con i bambini così piccoli, sono già tornate quelle paure dell'adolescenza che mi impedivano di confrontarmi in modo sano con il mondo. Non so perchè le comunico questo, forse ormai Lei per me rappresenta una cara zia, e mi piace renderla partecipe. Comunque, sono felice!. Le mando un abbraccio, e Le chiedo ancora un giudizio su una mia poesia. Sia severa...ma non troppo: E nel tempo ho custodito un rimpianto, di un risveglio senza il pane del mattino e di un gioco, che si avvale delle pause di una musica suadente. E rifiuto quel riflesso a me avverso, che vuol svendermi alla noia e all'assalto, che si ammala del suo pregio, che gioisce di uno scarto. Alla strada mi rivolgo, nella corsa che corrode, in attesa di uno schianto.
Roberta Borgia
Cara Roberta Intanto brava per avere scelto una materia così difficile come la filosofia! Certamente non porterà soldi. Ma viva la faccia: una giovane che non pensa al futuro in termini solo economici. anch'io amo la filosofia e amo chi racconta i filosofi, come ha fatto Plutarco, una delle mie letture preferite. La parte narrativa insomma. In quanto alla sua poesia, è costruita in modo classico, ben articolata e con un pensiero forte. La pregherei e pregherei tutti coloro che mi mandano le loro poesie, di mettere una cesura /, fra un verso e l'altro sennò si casca nel brodo. Quello che manca , cara Roberta è la libertà linguistica e la visionarietà propria alla poesia. UN poco rigidi i suoi versisebbene dignitosi , le consiglierei di frequentare con piu insistenza la poesia moderna.

ALDA MERINI
CHI COLTIVA LA POESIA E LA BELLEZZA DESIDERA CHE SE NE CONSERVI LA MEMORIA.A NOME DEL GRUPPO "IL MURO DEGLI ANGELI" LA INVITO A MOBILITARSI ADERENDO A QUESTA CAUSA.LE ALLEGO IL SITO FACEBOOK www.firmiamo.it/Salviamo-Casa-Merini E' rimasto poco tempo,la prego di firmare e diffondere.Sarò felice di accoglierla nel nostro Gruppo dove sono presenti altri Artisti e le figlie della Poetessa ALDA MERINI GRAZIE ^_ ^ Rita Lembo + 6000 Angeli
RITA LEMBO
Cara Rita Lembo Certo se si può fare qualcosa per mantenere viva la memoria di Alda Merini, aderisco subito. buon lavoro e a presto, Dacia m.

COLLODI
Gentile Dacia Maraini, vorrei darle del tu ma l'appartenere alla sua stessa generazione me lo impedisce. Ciononostante la lettura de LaGrandeFesta mi ha fatto sentire in grande sintonia con lei ed i suoi pensieri sul finire della vita sono da qualche tempo anche i miei.Ho ripensato anche ai Grandi che furono suoi amici in una luce diversa ed inaspettata,g. La sua serenità e l'ampiezza degli orizzonti mi hanno affascinato.Da Massone, come il Collodi, vorrei darle una interpretazione di Pinocchio che lei, da "profana", ha intuito perfettamente, probabilmente meglio di molti fratelli che non hanno la sua capacità di intuire l'animo umano. Visto da massone il Collodi ha nel suo lavoro uno scopo ben preciso, che è quello da lei indicato, e, per completare il suo pensiero,la metamorfosi diPinocchio, è il premio che egli riceve al termine del suo percorso iniziatico con la trasformazione da burattino (uomo non ancora totalmente libero, vincolato alla materialità degli elementi) a uomo, da profano a maestro!
Fernando Ferrari
Caro Fernando Ferrari veramente non ho mai pensato ad una lettura massona di Pinocchio, ma questa dimostra la grandezza del libro: può essere letto in mille modi e tutti credibili. IO l'ho interpretato nel senso di un desiderio profondissimo e commovente di paternità. Ma certo il tema della metamorfosi è importante. Un caro saluto da Dacia m

Invito per la presentazione del suo ultimo libro
Buonasera signora Maraini, ha delle nuove per la nostra richiesta? Aspettiamo sue. Grazie, a presto
Libreria del Teatro
Di quale libreria del teatro si tratta? In quale città? potete essere piu precisi? Mandate il vostro indirizzo mail al Forum per favore, grazie. Dacia m

Artamento
Cerco un cuscino da tenere sulle ginocchia per la lettura d'un ramanzo di 340 pp.Veloce da leggersi. Il titolo è 'Artamento'.Un originale "caso" giudiziario con 3(trè) anni di internamento nell'Opg di Reggio emilia di cui6 mesi in Comunità al Fatebene fratelli di S.Colombano al Lambro.Nell'abisso di perizie psichiatriche forensi e pericolosità sociale da oggi revocata.Pareri favorevoli di editori-anche scritti. Alcuni spettacoli teatrali,ritagli stampa da Stravaganze. Al giudice ho detto 3anni fà,e oggi lo confermo,che sono finito qui perchè "avevo tanta ragione da passare dalla parte del torto" Come fare tesoro se non mediante la capacita eponima che mi ritrovo? Il classico" schiaffo" che abbatte il castello delle prove contenute nel fascicolo. Il P.M che ammette di avere sbagliato. I colleghi della cronaca, in tribunale, che mi abbandonano. Nell'intero romanzo non ho usato mai il termine "giustizia" o molto poco che io ricordi:troppo usato specie dsa quando "grazia" non più d'uso
Mauro
Caro Mauro Non ho capito molto della sua lettera e non ho capito cosa posso fare per lei. Si spieghi meglio per favore. Un saluto affettuoso da Dacia m

Lettera
Cara Signora Maraini gli abbiamo mandato una lettera poco prima di Natale. Sarebbe molto interessante sapere cosa pensa Lei di tutto quello che abbiamo scritto. Cari saluti le due studentesse da Münster
Le due studentesse da Münster
Care studentesse di Münster Potete rispedire la vostra lettera al Forum? Io non l'ho vista, non so se si sia persa. A presto, grazie, dacia m

Circolo della Rosa Verona
A che recapito è possibile inviare alla sig.Maraini un libro ed un invito? Circolo della Rosa Verona Grazie
Circolo della Rosa Verona
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Potete inviare tutto a Rizzoli (via Rizzoli 8, Milano) all'att.ne della signora Maraini. Grazie

M. Cannata - contatto
Le scrivo per conto della dott.sa Maria Cannata presidente del circolo della Rosa di Verona, la quale si vorrebbe mettere in contatto con Lei per presentargli la sua opera prima "La luna e la figlia cambiata". Se ci desse questa opportunità la ringraziamo profondamente. Un cordiale saluto Lucia Gabrielli de "Gabrielli editori"
Lucia Gabrielli

novas cartas portuguesas
cara Dacia, sto cercando di raggiungerla al mail che mi ha cortesemente inviato ma mi tornano indietro i messaggi...che fare??? La ringrazio per l'attenzione
livia apa
Cara Livia Apa In effetti ho cambiato indirizzo. Mandi il suo a Gianluca del Forum,ricordando la prima lettera, lui me lo passerà. Grazie, Dacia m

un saluto
gent dacia ci siamo conosciuti anni fa a rimini ci ha presentati una amica comune, subito dopo mi hanno rubato il borsello con dentro tutti gli indirizzi e numeri e non ho potuto mettermi in contatto con lei, è passato del tempo ma vorrei scriverle. saluti
marco brogi
Caro Marco Intanto mi scriva qui sul Forum. Un caro saluto da Dacia m

Trepidazione
E' con la trepidazione di una donna che attende notizie dall'amato, che ormai da più di un mese entro nel forum con la speranza di trovare un riscontro alla mia richiesta. Ma ad oggi non ho trovato nulla, nessun cenno nessuna risposta. La delusione è tanta, ma la speranza non si affievolisce. Gentile Sig.ra Maraini, mi ripresento. Sono Lidia Macaluso, avvocato di Canicattì e presidente in coming per l'anno sociale 2012-2013 del " Club delle Mamme". Si tratta di un'associazione di mamme, che ha lo scopo di promuovere la cultura e sopratutto la solidarietà nei confronti di chi è meno fortunato. Sarei davvero onorata se Lei volesse presenziare ad un incontro, che organizzeremmo nei modi e nei tempi che Lei vorrà. La sua gradita presenza ci farebbe sentire delle isolane meno isolate ed abbandonate dalle eminenti personalità della nostra terra di cui siamo fiere. Nella speranza che la mia trepidazione si trasformi in gioia Le auguro un sereno 2012
Lidia Macaluso
Cara Lidia Mi dispiace averla delusa. Io verrei volentieri a conoscere le mamme della sua associazione ma fino a giugno sono impegnata sempre, non ho un giorno libero. Mi dispiace. Mandi il suo indirizzo al Forum, cercherò di risponderle privatamente. Un carissimo saluto da Dacia m

Richiesta da una studentessa
Gentile signora Maraini, ho consigliato a una mia studentessa diciottenne dell’ultimo anno del corso di International Baccalaureate ( Clarissa Rodio) di scrivere il suo Extended Essay per la letteratura italiana sul tema “ Aspetti del femminismo nel romanzo La lunga vita di Marianna Ucria” che reputo uno dei più bei romanzi del Novecento. Ha appena finito di leggerlo , ne è entusiasta e vorrebbe tanto rivolgerle qualche domanda ( poche, le prometto). Se lei mi autorizza dico a Clarissa di scriverle. Nel ringraziarla le auguro che il Nuovo Anno sia per lei sereno e di grande soddisfazione per il suo lavoro.
Silvia Campagnoli, Vittoria International School T
Cara Silvia Campagnoli, Certo, può dire alla sua allieva di scrivermi. Anche a lei chiedo di spedire il suo indirizzo al Forum. Gianluca me lo manderà. Grazie, a presto, Dacia m

Versi
Cara Dacia, dopo il primo tentativo andato male (le scrissi alcuni versi, mancanti in tutto di punteggiatura, forse svanita per errore nella foga di trascriverli), ritento: Tempo occupavi il mio spazio, e il mio tempo tutto, e io, che coloravo di baci profumati l'aria appesa al collo, frantumavo le mie dita ai tuoi avidi passaggi, avidi come il ricordo che serbo di noi, adunati all'incrocio del vento che sospira ai sospiri, e ritocca il tormento come fiele che striscia. Sipario è sipario la vita, ognuno gioca la sua parte, fino a quando, il dado tratto, non ci troveremo con formiche tra le mani a rimirare questo interminabile ludibrio di finte esposizioni e applausi di carta. Un caro saluto, la abbraccio caramente,
mariagrazia tumbarello
Cara Mariagrazia Tumbarello La sua poesia vorrebbe colpire l'ìimmaginazione con la scelta di accostamenti inusuali, e in parte ci riesce. Ma è come se volesse nasscondersi dietro le parole. Manca la sincerità disperata della poesia. Insomma ho l'impressione che lei teatralizzi i suoi sentimenti e questo nuoce alla comunicazione. Provi ancora. Auguri da Dacia m

Richiesta disperata!!
Mia cara poetessa ho bisogno di un consiglio Amo scrivere è la mia passione che molti vogliono levarmi...! Non so che fare!!!
Enza Mazzocchi
Cara Enza Mazzocchi Lei dice che le impediscono di scrivere, ma come e chi? Basta una matita e un foglio di carta, per scrivere. E' un mestiere così umile e povero che chiunque può provarci. Vada avanti se veramente ne ha voglia. Anche se gli altri non apprezzeranno quello che scrive, sarà stato un bene per lei costruire con le parole una casa, la sua casa, con dentro gli spazi e i ritmi del suo pensiero. Auguri da Dacia m

Per una giovane scrittrice
Gent. ma signora Maraini, da tempo pensavo di rivolgermi a lei, sia perché la stimo come scrittrice, sia perché so che viene spesso in Abruzzo, nella mia terra. Ho una figlia che ha sempre avuto grande passione per la lettura e per la scrittura,conseguendo sempre eccellenti risultati nell'ambito scolastico.Lei si è cimentata fin da piccola nella scrittura ed è riuscita in parte a coronare il suo sogno pubblicando due romanzi con due diverse case editrici. Ciò l'ha sicuramente aiutata a coltivare la passione per la scrittura, tant'è che ha scritto un altro romanzo, che lei ritiene più maturo sia per lo stile che per il contenuto. Io non ho potuto leggerlo, ma mia figlia lo ha inviato ad un'agente letteraria, che lo ha trovato molto ben scritto e lo ha proposto a varie case editrici, ma senza risultato, con suo sommo rammarico. La trama riguarda anche il Giappone, della cui cultura mia figlia è una profonda conoscitrice ed estimatrice. Potrebbe leggere l'opera e darci un parere? Con stima.
rosby4
Cara Rosby 4 Perchè è lei a scrivermi e non sua figlia? E come fa a dire che è bello un romanzo che non ha letto? Lasci che si prenda la responsabilità di quello che fa.Se ha voglia di scrivermi, lo farà. Un caro saluto da Dacia m

Storie&Storie
Su un mio blog ho scritto una piccola riflessione a partire da La Grande Festa. L'indirizzo del blog è http://cahier.myblog.it/archive/2012/01/02/storie-storie.html Mi piacerebbe che lo leggesse. Grazie per le Sue storie.
Weilsimone
Caro Weilsimone Ho letto il suo giudizio su Storie e Storie. Grazie. Anche se non ho capito bene se lei sia d'accordo con me, nononstate la sua antipatia per i saggi. Il mio comunque non è un saggio bensì un racconto con delle riflessioni che lo accompagnano. A presto, Dacia m

...
Era lì, a quella finestra, aspettando che LEI arrivasse con la sua estrema bellezza chiedendo spazio a tutti e tutto e avvolgendolo con dolcezza. Lui attraversava con gli occhi il paesaggio fuori la finestra pian piano scurire e assumere tonalità misteriose, e pensava perchè la notte fosse considerata un pericolo, un'ombra che non perdona niente e nessuno se decide di prenderti con sè... LEI era così tranquilla e saggia nel suo manto blu che accoglieva i suoi pensieri più tristi per renderli indistinti... LEI era la notte e lui stava morendo, ma non aveva paura... la morte era una notte infinita, e lui amava la notte.
Marixa
Cara Marixa Capisco la sua antipatia per la grammatica. A volte chi sperimenta, salta le regole, ma bisogna pure che chi legge capisca."Lui attraversava con gli occhi il paesaggio fuori la finestra pian piano scurire ".... Non si capisce. La grammatica ha anche una funzione semplice, che è quella della logica. Lei non può stravolgere la logica per un puro capriccio estetico.Cerchi di essere più precisa quando scrive. Le auguri buon lavoro! Dacia m

RACCONTI
GENTILE DACIA, DOPO AVER SEGUITO I SUOI CONSIGLI LE INVIO I SEGUENTI. GRAZIE SE HA LA CORTESIA DI LEGGERE. LA RISACCA DELLA STORIA Non sapevo che anni dopo avrei appannato di lacrime lo sguardo di mia sorella , ma aveva una soffusa aura sentimentale mio padre quella mattina. Con l'incedere dinoccolato e le spalle curve , anche se piu' del tempo in cui avevano attratto mia madtre , usci'. Chissa', forse qualcosa , chissa' cosa , gli aveva ricordato che era il momento di agire. Ah si'!... ora ricordo..... La Linda , sua cugina , tornava a giorni dall'Australia perche' il marito , come era solito dire , se doveva morire , voleva morire in Italia. Per Bepi il richiamo delle ossa dei padri era piu' forte della parole della carne dei figli …..inglesi per giunta. Che rimanessero loro laggiu' : la moglie segue il marito e i figli il loro destino ! Mio padre usci' , quella mattina , perche' i fittavoli dovevano sgomberare la casa per la Linda che arrivava. Era la casa dove era nato . Poi, chissa' perche' , la sua famiglia aveva optato per la residenza attuale , sempre di proprieta'. Patrei anche cercarne le ragioni , ma sono fili che si aggrovigliano nelle vicende di parentela, nelle baruffe , nel figlio di.... che aveva sposato la moglie vedova di …. tutto si inoltra troppo nel terreno evanescente dei ricordi. Mio padre entro' quella mattina, e sali' in soffitta a cercare. Era l'otto settembre di molti anni prima e mio padre dovette abbandonare con furia e fretta rabbiose la caserma di Torino. Avrebbe attraversato a piedi e con mezzi di fortuna tutta la pianura per arrivare in Veneto senza farsi prendere dai tedeschi . Giunto a casa si penso' che per qualche tempo non c'era niente di meglio da fare che nasconderlo nel vecchio granaio , come ancora si chiama la soffitta nel dialetto veneto. In paese bisognava guardarsi dai fascisti e ancora a volte mi capitano tra le mani le cartoline dai posti piu' impensati , che conoscenti dall'animo nobile inviavano a Piero o alla Maria firmandosi col nome di mio padre , con buona pace del podesta'. Cercava , quella mattina , perche' era sicuro di trovarla. I fittavoli , nonostante avessero risieduto a lungo in quella abitazione , certamente non l'avevano trovata. Ci aveva messo ingegno per nasconderla , in quella curvatura del tetto tra i travi di legno ! Dall'abbaino della soffitta , mentre fuori la storia scorreva simile ai ramon del Piave che mangiavano sotto e facevano sprofondare gli incauti che si avvicinavano , mio padre osservava i passanti ed attendeva la domenica mattina per vedere mia madre andare a messa .La Franca allora aveva su per giu' diciassette anni ed era la sua morosa da quando ne aveva quattordici. Passava ignara con le amiche , sorridente nell'inconfondibile maglietta rossa , che sarebbe stata oggetto di ironia e scherzi negli anni a venire. Piu' tardi , quella stessa mattina , mio padre rincaso' , felice in volto. Quella che un tempo aveva riempita della sua piu' gran paura , di tutte le sue speranze , di ogni suo disiderio, di ciascun piccolo anelito di gioventu' ora , negli anni ottanta , tra le sue stesse mani , si rivelava essere solo una bellissima pentola di rame con il manico di ottone , lungo. Adesso non palpitava piu' che della brunitura ossidata dei metalli e della polvere copiosa del tempo e della storia. Era stata un talismano di liberta' ed aveva mantenuto la promessa. Ecco perche' una mattina , di fronte agli oggetti in rame da spartire , chiusa da poco un a bara di famiglia , dissi a mia sorella che quella pentola l'avrei tenuta io. E questo fu il perche' che la commosse. MIA MADRE Retrogrado! Questo l’epiteto con cui mia madre apostrofava mio padre con più convinzione. Sembrava che il concetto stesso di storia, di passato, dello scorrere asettico degli avvenimenti, la infastidisse. Era come se avesse voluto vivere solo il presente e il futuro, per cui la irritavano gli oggetti vecchi delle soffitte, le foto, che già subito dopo scattate celebrano il tempo andato, i libri stessi, che fissano pensieri già allontanati dal cervello, come a riverberare l’immagine di una realtà deformata, perché già sparita e non più completamente verificabile. Da qui in parte il suo continuo asserire che i libri non dicevano la verità e che gli scrittori, siccome lo sapevano, erano falsi. Emblematico, a questo proposito, fu l’episodio del libro “della” Montessori. Nata da poco mia sorella maggiore, mio zio paterno si prodigò nel tentativo di istruire mia madre sulle teorie pedagogiche più all’avanguardia, partendo logicamente dal suo taglio alto, intellettuale e razionale. Mia madre, con fare circospetto, prese in mano il libro “della” Montessori e lo stroncò al primo approccio. «I bambini vanno allevati in ambienti sereni, tranquilli... No l’è questa la me condision!!!». Chiuse il libro e la Montessori fu relegata nell’angolo estremo della libreria, oltre che dei suoi pensieri. Per ritornare all’aspetto romantico, se qualcuno in famiglia preso da melenso e lacrimevole sentimento, voleva conservare un qualche oggetto della sua infanzia, della sua gioventù, di una qualche presenza avita, doveva cercarsi gelosamente un improbabile nascondiglio, come fanno i cani con l’ultimo tozzo di pane avanzato: mia madre non avrebbe avuto pietà! Fu per questo che rimasi attonita, un giorno, a casa di mia sorella, insegnante di scuola media. Un ragazzino di I^ le aveva appena portato una collana, emersa tra le zolle del campo mentre il padre arava. Era una collana con perle, se così si potevano chiamare, di creta essiccata, molto irregolari e grezze, di varia grandezza,un tempo probabilmente infilate su di un cordino di fibre vegetali. Era chiaramente antica; con poco margine di errore, era di età paleoveneta. Rinvenimenti di questo tipo non erano infrequenti nella zona, e viste le numerose cave d’argilla dei dintorni, non era difficile desumere che, nell’antichità, l’area doveva pullulare di piccole fornaci per rifornire di vasellame e suppellettili vari le popolazioni locali. Mia madre seduta sulla panca della cucina, ad un certo punto, si trovò tra le mani questa collana, che era stata materia di ampie discussioni e valutazioni per una buona oretta precedente. “L’oggetto sbagliato, nelle mani sbagliate, della persona sbagliata” pensarono con un leggero fremito tutti i presenti! Ma l’ansia subito si stemperò, perché mia madre, per chissà quale recondito motivo, continuava a rigirarsi tra le mani quell’insieme di perle, come catturata dalla sua grazia. Per chissà quale recondito motivo, ai suoi occhi quel monile esprimeva un’armonia, come una consonanza di fattezze. Per chissà quale recondito motivo, quel manufatto suggeriva una strana dolcezza alla sua sensibilità. Per chissà quale recondito motivo, era presa dalla semplicità dei materiali e dalla pochezza fisica che esprimevano. Per chissà quale recondito motivo, soppesava quelle palline di terra brunita come se fossero rivestite di argento, come se fossero oggetti in rame, battuto da mio padre. Ad un certo punto, come stupita lei stessa di tanto rapimento, abbassò gli occhi, scosse leggermente la testa ed esclamò «Belle!». Ci aveva visto l’amore, e ne era rimasta colpita! INCONTRI Il silenzio insolito della casa era alleggerito dai brani di romanze che l’uomo seduto sulla poltrona giallo ocra del tinello ascoltava dal giradischi, da solo. Minuto, vicino alla libreria incombente e piena zeppa di romanzi, trattati, saggi, ed enciclopedie da antiquariato, galleggiava sulla malinconia dei suoi pensieri tra le volute di fumo, con le gambe accavallate, una ferma e l’altra a muoversi con tempo ritmato, come il martello sull’incudine. Questa l’immagine incorniciata tra gli infissi della porta mente Clara si apprestava ad entrare nella stanza, nel silenzio della casa, in assenza degli altri familiari. Subito la luce fioca dell’ambiente e la posizione dell’uomo la riportarono alla primissima infanzia, quando sulla poltrona, allora ricoperta di tappezzeria blu, campeggiava la sagoma del nonno. La mente glielo restituiva in quel momento non tanto con aspetto umano, quanto come un’ impressione, una massa indistinta, percorsa da una catena d’oro alla cui estremità pendeva, dentro ad un taschino, l’orologio anch’esso del prezioso metallo. Il nonno per lei era proprio così, come glielo restituiva il passato: un ammasso di materia cosmica. Sapeva poco di lui all’epoca, aveva diciassette anni, solo quello di cui su di lui si favoleggiava: il viaggio in America, le foreste in Alaska, il suo saloon di San Francisco con le entraineuse e la mitica Bessy, della quale nulla sapeva, se non, con certezza, che non era sua nonna. Ma ora davanti a lei si ritrovava suo zio, come un personaggio da comparsa, così voleva essere percepito in famiglia, un abitante estraneo di una casa condivisa con dei parenti, del quale non si conosceva niente se non tramite il racconto di altri. Una persona che compariva e spariva in una giornata di pioggia, avvolta in un impermeabile écrou, con un cappello di pelle calcato in testa, dentro ad una Alfa Sud rosso vivo. Ma era un’eminenza grigia. In realtà pesava sulle decisioni della famiglia come un macigno, ma soprattutto pesava sull’esistenza del padre di Clara, quasi a soffocarla, a calpestarla. Era il fratello maggiore di un figlio cadetto. Quando Clara frequentava la IV elementare, era accaduto un fatto strano che l’aveva colpita, era come se suo zio le fosse stato presentato per la prima volta. Quel giorno di novembre nella sua scuola era arrivato l’ispettore, circondato da un alone di agitazione. La maestra lo aveva accolto in classe con gentilezza ed apprensione ed aveva chiesto a lei di rispondere alle domande di quel signore gracile, ma che la metteva in una qualche ambascia. Forse soddisfatto delle risposte, l’ispettore si appartò a confabulare con l’insegnante per poi dirigersi deciso verso Clara. Clara rimase un po' meravigliata. Quell’uomo che incuteva tanto rispetto nella sua maestra, si era chinato verso di lei e le aveva sussurrato con un tono quasi umile: «Tuo zio è una persona molto intelligente». Varcata la soglia del tinello quindi, Clara, anche se con un po' di timidezza diffidente, ma con dalla sua la temerarietà dell’adolescenza, si apprestava a stabilire un contatto con quella specie di mostro sacro di circa sessant’anni. A dirla tutta, non è che non si fossero mai incontrati, ma i loro discorsi erano stati piuttosto battibecchi più che scambi di idee. Un annusarsi di caratteri a confronto. Clara sapeva di suscitare una certa stima nello zio perché quest’ultimo andava dicendo che la sua nipote più piccola, se doveva dire qualcosa, lo diceva in faccia. Questo almeno fu quello che una sua compagna di liceo, nipote del proprietario della ditta in cui lo zio era direttore, riportò a Clara. E ciò doveva per forza essere riferito a due episodi precisi, accaduti poco tempo addietro. All’offerta di dieci mila lire in cambio della cortesia di andargli a comperare un pacchetto di sigarette, Clara aveva risposto con fermezza allo zio che sarebbe andata solo se lei lo voleva, non se lui la pagava. E più o meno la stessa cosa era successa all’atto di percepire la liquidazione, quando lo zio espresse la volontà di comperare un regalo alle sue tre nipoti. Clara, interrogata in merito ai suoi desideri, si sentì rispondere che essi non corrispondevano ai tratti di una persona intelligente e quindi prontamente replicò che se lei non era intelligente non valeva la pena di sprecare il denaro. al che sua sorella maggiore si ritrovò con un regalo doppio, naturalmente senza alcun rimpianto da parte della menomata. Ma c’erano episodi anche più significativi dell’ammantarsi progressivo di rispetto nel rapporto tra i due. Un giorno lo zio, preso in mano un libro acquistato da Clara, sentenziò che la nipote aveva proprio una buona capacità di scelta, affermazione che, da quel momento in poi, costrinse Clara a rincorrere il suo desiderio di lettura per ogni dove, nella casa, fino a trovare soddisfazione completa solo sopra il comodino nella camera da letto del parente. Il vero trionfo, però, fu tributato a Clara quando portò a casa una nuova testata di giornale in alternativa a “Il Giorno” che suo padre e suo zio leggevano quotidianamente dagli anni seguenti il secondo dopoguerra. L’antifascismo che si imponeva tra le righe, la personalità di Mattei, l’autorevolezza dell’ENI quando Clara aveva 17 anni, erano però inesorabilmente solo uno stinto ricordo ed “Il Giorno” sapeva ormai unicamente di inchiostro al piombo. Il nuovo giornale dal formato ridotto aveva fascinosamente avvinghiato i due uomini di casa, che a dire il vero, senza commenti, ma alla luce dei fatti, mostravano di apprezzare all’ennesima potenza la nuova linea impartita all’opinione pubblica di famiglia. Con queste credenziali alle spalle, Clara si avvicinava allo zio tutto solo, assorto nei ricordi e sprofondato dentro a una nuvola di fumo. “Se l’uomo è intelligente” pensò “va incontrato sul piano dell’intelletto!”. Per cui, anche perché lo stava studiando a scuola, il suo pensiero scelse l’argomento, la I^ guerra mondiale, poi andò all’attacco. «Zio, quali furono le cause e le ripercussioni della prima guerra mondiale?». L’uomo si scosse, e lasciati i suoi pensieri librarsi in alto con il fumo, allargò un sorriso di triste compiacimento, ispessito dall’espressività dei suoi occhi acquosi, quasi pronti al pianto, di un intenso azzurro mare, bellissimi. L’argomento gli piaceva. Clara aveva colto nel segno ed un po' imbarazzata in piedi davanti alla poltrona, si appoggiò ad una sedia e si apprestò ad ascoltare. Le parole gli uscivano con la limpidezza degli zefiri estivi e si susseguivano come cascatelle nei dolci pendii di montagna. Res tene, verba secuntur! Era un uomo dai lineamenti regolari. Era ancora bello anche se meno che nella foto che lo ritraeva vestito da ufficiale dell’aviazione, quando aveva vent’anni. Piaceva alle donne, o almeno, alle donne era piaciuto. Da giovane era bravo in tutto. A scuola era bravissimo, tanto che il padre di Clara ripeteva spesso che agli esami di maturità, in quell’anno, il suo punteggio era stato inferiore solo al punteggio del nipote del vescovo di Treviso. Era un ottimo attaccante nella sua squadra di calcio. Sapeva cantare bene. Ma non era un uomo felice! Della sua vita aveva fatto poco. Continuava ad amare una donna che non era riuscito a sposare perché invisa, a torto o a ragione, a suo padre, il nonno di Clara. Di questo Clara era sicura perché lo aveva letto in una lettera vergata di pugno dallo zio stesso. “Ho avuto paura di mio padre” diceva. Ai figli di quella donna, ormai fermamente sposata ad un altro, riservava denaro ed attenzioni, senza riceverne molto in cambio, anche perché, alla prova dei fatti, in quella famiglia, occupava una posizione equivoca. E Clara fu molto sorpresa, un giorno, di sentirsi dire da uno di quei figli che loro due potevano dirsi cugini. In termini di sangue non era vero! La storia usciva dalla bocca del congiunto come le note da un flauto magico avviluppando Clara ai contenuti del discorso, come il fumo impregnava i tessuti della poltrona e i muri del tinello. Ne aveva letti di libri, lo zio! Ma era un uomo triste e a tratti dispotico. Costringeva Nino, il padre di Clara, ad alzarsi prestissimo alla mattina, per fargli pesare il fatto di tenere la contabilità della falegnameria, in comproprietà tra i due, dalla quale, però, Nino ricavava il sostentamento per la famiglia. Ne aveva messo di orgoglio sotto i tacchi, Nino! Lo avevano abituato a farlo fin dall’infanzia. Spesso diceva: “Quea volta i me a mandà mi a sbasarme!”. E si riferiva all’episodio in cui, morto un suo vecchio zio, suo padre e suo fratello, lo avevano mandato, solo, a fare le condoglianze ai membri di quella famiglia, con la quale erano in corso baruffe da tempo immemorabile. Ma quell’umiliazione inferta a Nino dai suoi parenti, gli valse almeno la stima dei beneficiari della sua carità, se è vero come può essere vero che per metà la storia del mondo è una storia di amore. Finita la trattazione di cornice, lo zio di Clara si apprestava ora a calare la narrazione della guerra nel Veneto, nel locale, nei posti in cui era stata combattuta: il Piave, il Montello, il Grappa, le Tofane, il Carso... Parlava quasi trasognato, con gli occhi vistosamente lucidi, accarezzando il cane che da poco gli era saltato in grembo. Era una persona dagli strani slanci, torti e contorti tra la predisposizione a dare, la necessità di ricevere gratitudine, la noncuranza dell’ambizione, l’orgoglio di ambire e l’albagia di poterci vivere senza, quell’orgoglio. Subito nel secondo dopoguerra, gli era stato proposto di diventare direttore della banca popolare del paese, appartenente al gruppo destinato a raccogliere in seguito i risparmi di uno dei bacini più floridi del nord-est. Aveva rifiutato, cedendo tale opportunità al marito di una cugina, addirittura battendosi perché questa sua linea venisse accolta presso chi di dovere. «La Chiaretta» diceva, parlando della cugina «l’a tanti fioi e Tulio l’a da mantegnarli!». Tulio, per inciso aveva aderito con fede al fascismo e come si diceva co l’era stat ora; Nino, lo zio e il nonno, pur fermamente antifascisti, lo avevano aiutato, perché la famiglia veniva prima di tutto. La dissertazione si stava avviando a conclusione proprio un po' di tempo dopo che l’ultimo disco si era fermato, estinguendo nelle parole dello zio la voce calda di Beniamino Gigli. Il cane si era addormentato e lo zio alzando l’indice, giallo di nicotina, ricordo anche dell’ultima sigaretta appena fumata, così terminò: «E questo fu il commento del generale austriaco sui due eserciti, austriaco ed italiano, rispettivamente “uomini di noce in gusci di ferro ed uomini di ferro in gusci di noce”». La lezione era finita e la bocca dello zio si dischiuse in un sorriso di compiaciuta e beffarda autoironia davanti alla nipote attonita. Dopo alcuni secondi, incapace di proferire un grazie, Clara si girò ad incontrare il titolo stampato sulla banda gialla in campo grigio del libro in posizione centrale rispetto alle mensole della credenza, come il corpo di mezzo di una villa palladiana, su quel ripiano da quando lei ne aveva ricordo. Il lungo viaggio attraverso il fascismo, lesse. Uscì dalla stanza e quella notte si addormentò contenta.
MORETTI CARLA

GRAZIE
SOLO PER DIRLE GRAZIE. L'intervista che le feci per "Writers Magazine" (ci siamo conosciute a GE, "Punto G", ricorda?) è stata pubblicata. La sua mail personale non riceve: se mi permette, le invierò una copia al suo indirizzo di Roma, dove già avevo mandato il mio libretto. Con lungo affetto (che è un privilegio delle scrittrici preziose come lei).
Laila Cresta
Cara Laila Cresta IN effetti ho cambiato il mio indirizzo elettronico. Mandi il suo a Gianluca del Forum. Me lo farà avere. A presto, Dacia m

Chiarimento
Gentile Signora Maraini, leggo le sue perplessità sulla mia lettera (monca per ragioni di spazio nel form) con la quale desideravo solo informare Lei ed i suoi lettori dell'avvenuto aggiornamento del mio sito d'arte www.ilcollezionistain.it, elencando la sintesi dei relativi argomenti in esso contenuti. Questo semplicemente perché sono stato un suo antico lettore ed estimatore. Grazie.
Giuseppe De Rosa
Caro Giuseppe De Rosa Mi dispiace che la sua lettera sia stata mutilata. Dobbiamo tirare le orecchie a Gianluca? Ma tenga presente che non è colpa sua se gli spazi sono ridotti sul Forum. Grazie delle informazioni. Spero che lei non sia solo un 'vecchio estimatore', ma anche un nuovo lettore. Io non ho smesso di scrivere. E immagino lei non abbia smesso di leggere. Un carissimo saluto da Dacia m

A Dacia Maraini
Cara Dacia, ho finito proprio ora di leggere il suo ultimo libro e l'ho trovato molto interessante, sia nella profondità di pensiero, nei temi che tratta, sia nella scrittura. Ho letto molti suoi libri e qualche anno fa ho anche pubblicato un lavoro sulle donne dove parlavo di lei come scrittrice e come donna. Mi piacerebbe farle leggere questo mio lavoro, ma non so come fare. Le vorrei anche inviare un altro mio libro scritto sotto forma di diario e racconti. So che è venuta a Fermo nelle Marche, ma non ho avuto l'occasione di incontrarla. Mi dispiace di aver perso questa opportunità. Spero in una risposta.
Bruna Tamburrini
Cara Bruna Tamburrini Grazie per le sue parole. Mandi il suo indirizzo al Forum. Me lo faranno avere. Scriva accanto PERSONALE, PRIVATO: a presto, Dacia m

progetto educativo
Cara sig.ra Maraini, sono un medico palliativista di padova,avrei bisogno di parlarle riguardo a un progetto educativo correlato alla malattia, la fragilità, il morire e la morte. parteciperà anche don Paolo Coccheri, musicisti scrittori. sto raccogliendo le prime adesioni e avrei molto piacere della sua partecipazione. in attesa di un suo cortese riscontro le invio cari saluti auguro per l'anno nuovo pace luce e libertà a lei e alle creature che ama MM
Monica Maccari

la grande festa
CARA MARAINI, SONO VITO AMORUSO,IN TEMPI REMOTI, NEI PRIMI ANNI SESSANTA CI SIAMO CONOSCIUTI GRAZIE A PIER PAOLO, RICORDO DI AVERE ANCHE COLLABORATO A UNA SUA RIVISTA DI ALLORA "TEMPO DI LETTERATURA". VOLEVO DIRLE CHE HO LETTO QUESTO SU ULTIMO LIBRO E LO TROVO STRAORDINARIO, E STRUGGENTE. UN CARO SALUTO
VITO AMORUSO
Caro Vito Certo che ricordo! sono passati tanti anni, ma siamo ancora qui. Di cosa si occupa adesso? Grazie per le belle parole sul libro. Mandi il suo indirizzo al Forum. Un carissimo saluto da Dacia m

Opinioni
Salve signora Maraini, non so se si ricorda di me. Io sono Gioacchino Amato, il ragazzo che le diede la copia del libro da me scritto "Dieci ore". Tempo fa le dissi che mi sarebbe piaciuto avere una sua opinione su quel mio esordio. Scioccamente non le lasciai un recapito, ed ora le scrivo per rimediare. Vorrei che le sue critiche mi facessero crescere e migliorare, confrontarsi è sempre un momento di crescita per chi ne ha più bisogno. La ringrazio per la cortese attenzione. Cordiali Saluti.
Gioacchino Amato
Caro Gioacchino Amato Non mandi il libro. Ho così poco tempo per leggere i manoscritti e ne ho una stanza piena. Mandi un capitolo sul Forum e così potranno averne una idea anche gli altri lettori. Un caro saluto da Dacia m

All'attenzione dell'amministratore
Gentile amministratore, ho scritto qualche mese fa il mio primo messaggio alla signora Maraini,parlandole del mio libro.Lei mi ha chiesto di inviarle il primo capitolo ma non avendo un indirizzo di posta o mail l'ho copiato sul forum e avendo a disposizione solo mille caratteri, ho pubblicato solo le prime righe. Questa è stata la sua risposta: "Caro Roberto La sua idea è buona. L'inizio sfolgorante. Ma si tratta di teatro o di prosa? E come pensa di continuare? Io comunque la incoraggerei. Vada avanti col sarcasmo, ne abbiamo bisogno. Auguri da Dacia m" Mi piacerebbe poterle inviare una copia del libro e chiederle delle informazioni sul mondo dell'editoria.Vista la mia inesperienza e avendo già avuto delle risposte da alcune case editrici, non so bene come muovermi. La ringrazio per la disponibilità.
Roberto

Grazie Dacia per la risposta
Gentile Dacia, Ho letto ora la sua risposta al mio post su questo forum. Sono contento che abbia manifestato l'intenzione di leggere il mio libro. Ha ragione: e' più facile dare pugni che carezze. In effetti con questo primo romanzo ho voluto sferrare pugni ma prima di tutto a me stesso, alla mia eccessiva propensione a somatizzare il dolore altrui, alla mia fragilità emotiva, alla forza che spesso vorrei fosse maggiore. Se lei vorrà darmi dei consigli su come trasformare questa esplosione che ho dentro in una carezza per il mondo le sarò i finitamente grato. Desidero imparare, apprendere, confrontarmi. Grazie per le sue preziose parole. Grazie infinite
Claudio Volpe

tesi
Gentile signora Maraini, sono al termine della mia carriera universitaria e ho deciso di concludere questo mio percorso di studi facendo una tesi su di lei perchè la stimo molto come donna e come scrittrice.Avrei molte cose da chiederle e magari fare un'intervista da inserire nella mia tesi. Dove posso scriverle? Distinti saluti
Loredana
Cara Loredana Sono sempre disponibile per le tesi. Mi mandi le domande. Ma mandi anche il suo indirizzo al Forum. Le risponderò. Un caro saluto da Dacia m

Gente non comune
Tempo fa ci siamo viste e le avevo chiesto un parere su un invito alla lettura di un libro di Jean Giono e il tema della neve. Non le deve essere piaciuto il libro perchè non ho avuto riscontro. Potrei ora avere un suo autorevole parere su una raccolta al femminile (interviste e storie: dalla sarta autodidatta al ministro)?
Fausta Genziana Le Piane

Sicilia
Cara Dacia, volevo sapere quando posso trovarla in Sicilia mi farebbe molto piacere conoscerla di persona,perchè l'ammiro come scrittrice e molto come donna. Cordiali saluti
Veronica

intervista
Gentilissima signora Maraini, sono Martina la ragazza dell'intervista mi fa molto piacere che l'idea di un'intervista è da lei gradita.L'intervista non è per nessun giornale e per la mia tesi di laurea incentrata sulla sua opera.Ho deciso di fare questa tesi su lei perchè è la mia scrittrice prediletta,la stimo molto come donna e molto come scrittrice e poterla intervistare per me è un onore.Vorrei però che l'intervista rimanesse riservata prima della discussione della mia tesi potrei avere un recapito dove contattarla. Con stima Martina

Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare il suo indirizzo mail? Grazie

grazie
la ringrazio per avermi risposto, l'altra volta le avevo chiesto di essere spietata nel suo giudizio, e mi era andata di lusso rispetto a questa sua ultima e definitiva risposta, o almeno così mi ero illuso che fosse. non sono un poeta, e lo so, ma la vita è un gioco e bisogna saperlo giocare perchè è un gioco maledettamente serio. ciò vuol dire che accetto il suo verdetto con assoluta serenità. e ho notato errori che prima nn avevo visto forse perchè preso dall'euforia o perchè sono un profano della scrittura e scrivo solo sul dettato dell'ispirazione (quanto dura l'ispirazione di un profano: il tempo che trova), e di certo nn trascorro il mio tempo a scrivere se nn di getto, anche se nn se ne cava un ragno dal buco a quanto pare. vuol dire che mi contenterò di giocare un gioco che rimarrà tale, solo per puro divertimento. auguri a lei. addio
giancarlo

richiesta
Gent.ma Dacia Maraini, un'amica mi ha consigliato di rivolgermi a lei per avere un giudizio sul libro che ho scritto e io in quel momento ho pensato che non l'avrei mai importunata. Poi ho scoperto il suo Forum, ho letto le sue risposte e ho preso coraggio. Posso inviarle il libro, già edito, all'indirizzo Rizzoli, via Rizzoli 8, Milano? Auguri per il nuovo anno e grazie, per l'attenzione che vorrà dedicarmi e soprattutto per tutto quanto lei fa per migliorare il mondo. Sinceramente
Chiara Recchia

risposta a veglia funebre
grazie per i suoi commenti gentile Maraini. Veglia funebre cubista è un capitolo di un racconto breve.
Roberto S. Fiesole

invito
gentile Dacia, per il terzo anno consecutivo Le scrivo per invitarla a tenere una conferenza alla III edizione Festival dell'economia ecologica di Piombino che si svolgerà dal 5 al 9 Giugnop.v. Avrei bisogno di accludere un documento di testo per illustrare il tutto, ma per sintetizzare i percorsi che accompagneranno le giornate ci faranno riflettere intorno agli indicatori della qualità della vita, come le sostenibilità sociale e democratica e la responsabilità ambientale che vuol dire lavoro, risparmio ambientale, cultura e formazione. Se vi fosse una Sua disponib ilità per questi giorni potremmo concordare le modalità della Sua partecipazione e quelle del Suo intervento. piombino vive in questi mesi una crisi industriale che ha portato 2500 persone in cassa integrazione. Lo sforzo si vuole fare va nellla direzione di far intravedere nuove forme di economia per la città, da un lato devastata dalle scelte industriali degli anni 50 dall'altra nicchia preziosa di parchi etruschi .
Rosaria Costantini

un caro saluto
non ho grandi cose da dire vorrei semplicemente esprimere la mia ammirazione sarei contenta di conoscerla, intanto un caro saluto
mluisa

Auguri!
Carissima Dacia, nell'augurarti ogni bene ti voglio raccontare che Isole, il mio libro cui tu hai donato una generosa prefazione, sta raccogliendo molti consensi, in modo lento, silenzioso ma continuo. Ciò che mi rende felice è che ha trovato grande corrispondenza in tante donne che si sono riconosciute e con le quali sono ora in contatto. Ha creato un bel circolo virtuoso che mi riempe di gioia. Trovo che questo sia uno dei tanti motivi e scopi della scrittura: la costruzione di legami basati sulla comune umanità. Per me, il vantaggio di non aver speso parole inutili e di aver dato un senso così preciso e puntuale al dolore. Trasformandolo in amore. L'editore è una persona meravigliosa (una donna!) e si impegna moltissimo e con grande passione. Ad ogni presentazione (ne abbiamo collezionate ben 12!). un pensiero di sincera gratitudine vola verso te, spero ti raggiunga. Desidero per te una vita sempre più piena di successi e di affetti profondi.
Gabriella V. Romano

auguri
Tanti cari auguri di Buon Natale da una sua nuova ma già affezionata lettrice. Un abbraccio
Ivana Gallo

Natale ad Opi
Sig.ra Maraini Sono il Sindaco di Opi Berardino Paglia Le invio gli Auguri di un Sereno Natale e di un Felice Nuovo Anno colgo l'occasione di invitarla a due appuntamenti che terremo ad Opi - il 28 dicembre 2011 ore 18:00 sala polivalente presentazione di un libro "ORNATA" il camoscio più bello del mondo a cura di un bravo fotografo Buno D'Amicis, commenti di Sandro Lovari e disegni di Stefano Maugeri, tutti interpreti validi e meritevoli. Libro che noi stiamo donando ai ragazzi delle scuole elemntari e medie come dono di Natale. -il 5 dennaio 2012 roe 21:00 chiesa parrocchiale "la sonata barocca in italia" curata da tre musicisti Ludovica Scoppola, Adriano Ancarani e Andrea Damiani. Esibizione di musiche antiche del 1500, 1660 e 1700, cons trumenti come Liuto, Torba, Violoncello, Chitarra Barocca, Flauto Dritto, da ascoltare in un'atmosfera natalizia. Se in questo periodo si trova a Pescasseorli, simo lieti di averla tra noi in questi appuntamenti di cultura ed arte.
berardino paglia

la grande festa
Gentile Dacia, ho appena finito di leggere La grande festa, bellissimo libro, sereno e straziante nello stesso tempo. Il racconto sulla malattia e la morte di Giuseppe Moretti mi ha fatto rivivere la storia di due grandi amici, un sociologo dell'Università di Milano e un attore, consumati dalla stessa malattia e dalla stessa sensibilità. Condivido l'idea che solo il raccontare storie ci salva dal dolore. Questo è il mio ultimo anno di servizio, il quarantunesimo, e il ventinovesimo da preside, venti nel Liceo "Einstein" di Rimini dove abbiamo avuto il piacere di ospitarla due volte. Lascio la scuola con un po' di malinconia, ma anche di fierezza per quello che di bello ho cercato di fare dando spazio alla letteratura, alla musica e al teatro: esperienze secondo me irrinunciabili nell'età della formazione, che ci hanno permesso di sopravvivere nell'ultimo orribile decennio. Un affettuoso saluto
Giuseppe Prosperi

Da comune lettore...
…tutto il mio apprezzamento per la leggerezza da fiaba nello scrivere della vita - e sopratutto della morte - in "La grande festa". Libro che mi ha portato, con una ricerca sul web, alla scoperta (per me) di quel capolavoro di suo padre che era - e rimane - "Gnòla delle fànfole". Quando penso a certi sopravvalutati "affabulatori" di oggi...
Giuseppe Dicorato

VALUTAZIONE POESIA INEDITA QUALORA POSSIBILE
AUTUNNO GIOVANILE Immensamente meraviglioso l’incommensurabile Tuo virtuoso dono d’una florida ed illibata giovinezza aspersa soavemente dall’euritmica pioggia ottobrina. Qual’etereo lindore trasparirebbe sempiterno, altresì permeato con sublimi sfumature autunnali se non germinato addentro zaffiree verdi età? Vi è forse aggraziata sinfonia che potrebbe essere orchestrata se ignuda dell’intelligibile, eccelso maestro? Chi sfocerebbe oceaniche, brunastre melanconie per una primavera ordunque vegliarda e livida, dacché brandisce un fulgente rivo fanciullesco esondante mere reminiscenze avulse alla vulnerabilità? Oh, amatissima gioventù sei plasmata ancor prima che la donna partorisca, tuttavia non sussiste stagione vitale in cui tu spiri; correre libera sovra i fiorenti poggi or ora mi è precluso, sebbene ciò, attingendo prodiga vigoria dal pensiero mai estinto, respiro l’argentino librarsi verso cerulei firmamenti. Felicissimi giovani anni, come Dio voi siete sempre presenti.
DANIELA MAGNI

Un po' di attenzione!
Dolce Dacia, è il terzo messaggio che ti scrivo sempre in cerca della tua attenzione. Sono arrivata a spedirti il mio libro alla Rizzoli a Milano, solo perchè casualmente ho letto tra i messaggi questo indirizzo. La spedizione è stata fatta il 7 dicembre e credo che sia arrivato già nelle tue mani. Io spero, spero davvero che tu lo legga e che poi mi faccia sapere qualcosa, qualunque cosa, sia buona che brutta! So che hai un gran cuore, l'ultimo tuo gesto di pura generosità e profonda nobiltà d'animo è ciò che hai fatto per la ragazza che è scomparsa a causa del terremoto di L'Aquila. Continuo a sperare e niente potrà fermare questo mio inesauribile sogno. Ti abbraccio forte e spero.
Giulia Madonna

Gocce
Cara Dacia Maraini, Le scrivo per conto di mio padre, scrittore e dirigente scolastico presso un istituto della provincia di Catania. L'anno scorso è stato pubblicato il suo primo romanzo dal titolo "Gocce": un romanzo breve ma intenso; una storia fuori dall'ordinario ma,allo stesso tempo,molto densa di significato. Mi chiedevo se Lei fosse disposta a leggerlo e magari poter ricevere un suo parere. Ne sarei davvero entusiasta oltrechè grata. Con immensa stima,
Chiara Pulvirenti

Poesie
ne approfitto per mandarle anche queste mie e per chiederle se "la consapevolezza musicale delle parole", di cui parlava nella sua risposta, si possa imparare o no? la ringrazio sin da ora per la sua gentilezza. dei suoi libri ho letto "buio" alcuni anni fa, mi ricordo ancora di quelle storie prese dalla cronaca che lei racconta in quel libro. storie nere come il buio appunto. Vivono in un altro mondo gli innamorati Irraggiungibili Rapiti nell’aureola del loro amore In un cielo d’estasi e di perfetta solitudine Loro non vedono e non sentono I volti e le voci insignificanti dei passanti Non vedono e non sentono che le stelle del loro amore Che splendono nei loro occhi Come frecce scintillanti nello splendore abbagliante del loro cielo Mano nella mano, camminano abbracciati, E non vedono e non sentono che Con un solo cuore La dolce canzone del loro amore./ /Quante sono le porte del tuo cuore Tutte le ho aperte Con le tenere chiavi dell’amore E poi me ne sono andato Lasciandoti nuda Come una canna al vento E cruda come una rosa nel deserto Della mia assenza Ma quando sono tornato Tu avevi già cambiato Le serrature alle tue porte E questo solo per darmi in sorte la morte E ho fatto a pezzi il mio cuore Sfogliando senza fortuna giorni e notti la luna Per riavere le tue chiavi Ma prima che la primavera svanisse per sempre Ho strappato alle tue labbra, assetate del mio sangue, con un fiore, Un ultimo bacio d’amore./ /Erravo senza meta sulla battigia Quando ho scorto Un luccichio tra le onde Che si avvicinava. Affidati al mare Come barchette di vetro Erano dei messaggi in bottiglia Delle lettere Le ho prese le ho aperte Ho cominciato a leggerle Ma man mano che le leggevo Venivo sopraffatto Come da un senso di stanchezza E dalla noia E più le leggevo più non le amavo E le lasciavo cadere Senza rimpianti Sulla riva Ma dall’ultima non riuscivo a separarmi Non mi stancavo mai di leggerla Più vi leggevo dentro più significava per me E più l’amavo e volevo rileggerla E provavo gioia Così me la sono stretta al cuore E da quell’istante giorno e notte Ho desiderato così profondamente Incontrare chi l’avesse scritta Che quando mi hai detto che è tua Io già ti amavo./ /Come un uccello era il tuo cuore E tu cantavi a tutte le ore Nell’ebbrezza del suo volo. Come un uccello era il tuo cuore Caduto nella rete Di chi tende lacci all’amore. E come un uccello in gabbia Non canti più ora Che non vola L’uccello del tuo cuore./ /Di questo amore Che bruciava come l’estate In fondo al cuore Cosa rimarrà Oltre le parole E a un po’ di sole Sulla pelle? Al macero andrà Ciò che non era vero./ /Amore mio, non dubitare mai del mio cuore L’odio non è che una mancanza d’amore Ma l’amore è una rosa con le spine Un fiore agrodolce che balla al vento Un mare di spuma sulle banchine Non ti ho mai odiata Neanche quando ti davo dolore Ti ho sempre amata E ferivo soltanto il mio cuore Con il tuo./
Giancarlo
Caro Giancarlo Non basta la passione a fare poesia. I suoi versi sono pieni di fiamme, ma mancano di quel ritmo che lei cita. Sono troppo "parlati", mancano di musicalità e di precisione linguistica. Allora meglio scrivere una lettera d'amore. E come lettera d'amore funziona, anche se ci sono delle contraddizioni logiche. Con molti auguri, Dacia m

Sul morire
Cara Dacia, ho letto il tuo bel libro "La grande festa", mi chiedo: come è possibile che anche una persona come te, con la tua cultura e i tuoi strumenti, permette che i suoi cari finiscano i loro ultimi giorni in un luogo orribile e spersonalizzante come l'ospedale? Perchè non ci riappropriamo finalmente oltre che della nascita e della vita anche della morte? Ciao
Carmen Beatrice
Cara Carmen Beatrice Non posso da sola cambiare un sistema, una abitudine culturale che appartiene a una intera epoca.Da soli possiamo protestare, e quello io faccio, con dolore. Un carissimo saluto da Dacia m

Il volo del cuore
la ringrazio per avermi risposto e approfitto ancora della sua gentilezza per mandarle questa mia e attendere con premura un suo parere. C’era una volta un passero triste, il quale soffriva di solitudine, nel bosco, dove viveva con gli altri uccelli, che non erano passeri, ma aquile avvoltoi pavoni civette falchi colombe cigni cormorani sparvieri cornacchie picchi e così via. Era solo e sempre più triste volava di ramo in ramo, avanti e indietro, senza alcuna meta, senza alcuna compagnia e senza pace, come un disperato. Ma un giorno, con l’arrivo della primavera, non si sa da dove fosse venuta, comparve una bella passerotta nel bosco, che non sapeva volare, e che come lui soffriva di solitudine, nonostante fosse sempre circondata da pretendenti di ogni tipo. La bella passerotta non appena lo vide, così povero, si intenerì di quel passero e un sorriso di gioia le inondò il cuore. E da allora non pensava che a lui, era come una magia, doveva incontrarlo, sapere, doveva conoscerlo. Sentiva che quel passerotto era come lei, aveva la stessa musica nel cuore, lo stesso battito d’ali la stessa voglia di vivere, aveva quella sua stessa tenera innocenza o candore, che cercava, senza mai trovare, negli altri, che sentiva diversi e distanti, con un’altra sensibilità un altro cuore un altro paio d’ali; d’altronde non erano neanche passeri. Così cantava tutto il giorno su quei voli del cuore per richiamare l’attenzione del passero triste e ritrovarlo, ma il passerotto era così triste e pessimista che si disperava e piuttosto che farsi trovare fuggiva lontano, a tal punto il cuore batteva forte nel suo petto che ogni volta gli mancava il fiato sulle ali, e quasi sembrava che volesse evitarla. “Ma come” diceva la bella passerotta “io canto per lui, gli dico che l’amo e lui che fa? se ne va! Lo chiamo con il mio canto, gli chiedo di venire da me, perché voglio conoscerlo, e lui niente! nemmeno risponde?! Ma chi crede di essere quel passero triste! Io che sono una così bella passerotta, circondata da corteggiatori pettoruti e dalle penne leggiadre e colorate che farebbero follie per me, perdo tempo con un poveraccio così! Devo essere impazzita! Lui vuole solo cantarmi le sue canzoni da lontano senza venire mai da me, ma d’ora in avanti ha chiuso con me, non lo ascolterò né gli rivolgerò mai più la parola”. E così fu. Da quel dì la passerotta chiuse il suo cuore al canto del passero triste, e giorno dopo giorno quel canto si fece sempre più melanconico, a volte si coloriva di nostalgia altre volte si venava di cieco furore e gelosia, perché il passero vedeva che la sua bella passerotta gli aveva voltato le spalle, e diventava sempre più mesto, col passare del tempo, il suo cuore. Sapeva che lei aveva ragione, doveva lasciarla perdere, dimenticarla, ma era pazzo di lei, non riusciva a farlo, non poteva perderla né starsene lì con le ali nelle ali a vedere come si rovinasse la vita; anelava che lei lo amasse alla follia, che lo aiutasse, aveva bisogno di una mano, anzi no, è più opportuno dire, in questo caso, di un’ala per risollevarsi per rincuorarsi per tornare a sorridere e a volare con le sue di ali insieme a lei che amava più della sua stessa vita. Ma lei, la bella passerotta, non aveva intuito, era egocentrica ed egoista, si sentiva solo ferita nell’orgoglio e nell’amor proprio per quel comportamento inaudito per lei, avvezza a tutt’altri modi e a tutt’altra specie di spasimanti: impettiti, coraggiosi, forti, fieri di sé e delle proprie ali, che la cercavano e le stavano addosso come api sul miele; e che sapendo del debole di lei per lui, lo odiavano, e facevano di tutto per allontanarli, e dividerli, per sempre. Così gli voltò definitivamente le spalle e si diede ai suoi ammiratori che venivano da ogni dove, sì, insomma le stavano dietro facendole la coda come uno strascico pieno di veli e di piume colorate. E fece tacere il suo cuore che gli parlava ancora del passerotto e del suo canto d’amore, sdegnata. Ma una sera avvenne che, mentre si accompagnava, giocando e ridendo piacevolmente, a uno dei suoi corteggiatori, questi, giunti in un luogo un po’ fuori mano, sfruttando il favore del buio, protese il becco rapace verso di lei e costringendola a indietreggiare in un angolo la spinse con le spalle al muro e le premette brutalmente le sue ali da predatore sul petto schiacciando le tenere ali sue sotto il suo peso in modo che la passerotta non riusciva più a muoversi né a liberarsi da quella stretta violenta e improvvisa che le faceva male al petto; ed era così terrorizzata che non riusciva nemmeno a fiatare. Avrebbe voluto gridare ma non ci riusciva, tale era la morsa di quella stretta, e la morsa ancora più terribile della paura. Si sentiva morire, era disperata la passerotta, aveva già le lacrime agli occhi e la rassegnazione dell’agnello destinato al macello quando l’aria fu straziata da un canto così struggente che tutti gli abitanti del bosco si destarono come da un sonno, e aprirono di scatto le finestre dei loro nidi… “che succede ?” si chiedevano tra dirimpettai, “da dove viene questo canto?” A quel canto a quelle voci di smarrimento e a quei rumori di finestre, che si aprivano e sbattevano, quegli allentò la stretta, per la sorpresa e lo sgomento, ebbe un attimo di esitazione che diede modo alla passerotta di liberarsi e sgusciare via, e non si sa come di tornare a casa in preda a una terribile tremarella. Nemmeno lei sapeva come era riuscita a tornarci tanto si sentiva mancare. L’aveva scampata bella, ancora tutta tremante e pallida come un lenzuolo si immerse fino a scottarsi nell’acqua bollente, doveva levarsi di dosso, far sparire, eliminare, quelle tracce sulla pelle che le davano la nausea, che la rivoltavano, facendola sentire come violata sporca umiliata. Indi, poi, si mise a letto, poverella, che tremava ancora, e precipitò nel lago di un sonno profondo e agitato, che la fece delirare per tutta la notte. L’indomani però già si sentiva un po’ meglio, il sole entrò dalla finestra con i suoi caldi raggi le restituì il vigore limpido del mattino; aveva ancora un po’ di paura addosso ma il peggio era passato. Stava ancora pensando, con un brivido lungo le ali, che solo grazie a un miracolo era sfuggita agli artigli di quell’avvoltoio, e ripercorreva con la mente quell’incubo, quando le sovvenne come da un’eco che giungeva da lontano, in un angolo remoto della sue mente, se non della sua anima, ancora confusa, di aver sentito nell’aria la struggente musica di un canto proprio un istante prima di liberarsi, che le aveva dato una forza e un’energia che nemmeno sapeva di avere. Ed era proprio quel canto di quel passero triste, che non aveva voluto più ascoltare che l’aveva salvata, che le aveva dato la forza, e che anche ora in quell’ora l’accompagnava come una carezza e la rincuorava di tenerezza, come il tocco soave di un angelo che la faceva sentire ancora preziosa e amata, dopo quella umiliazione e quei lividi che aveva lavato fino a raschiarsi le piume. Seppe così in quell’istante stesso perché aveva amato quel passerotto, perché era diverso dagli altri, era un passero come lei, che non le avrebbe mai fatto nulla di simile, non l’avrebbe mai violata quel passerotto, il quale non era andato da lei a pretendere né a riscuotere niente nemmeno quando gli aveva detto che l’amava; lui l’amava teneramente e non chiedeva che di amarla e proteggerla con il suo amore le sue premure, e c’era riuscito anche da lontano con il suo canto. Così tornò a cercarlo, come una disperata, in ogni angolo del bosco, ma sembrava come rapito dal cielo. Venne l’inverno freddo il gelo e la passerotta continuò a cercare quell’uccel di bosco sotto la pioggia la neve e la tempesta, disperandosi e pregando che tornasse per abbracciarlo con le sue ali e dichiarargli il suo amore; poi venne ancora la primavera, ma il passero triste del suo cuore non tornò. Poteva volare libero adesso e cantare in un altro cielo, aveva compiuto la sua missione, con il suo amore l’aveva salvata, le aveva insegnato ad amare. Ora sapeva volare finalmente. Le aveva lasciato l’amore nel cuore e un canto lieve come uno zefiro che le soffiava teneramente sulle ali in volo e non la lasciava mai.
Giancarlo


Gentile sig.ra Maraini, innanzitutto la ringraziamo per aver risposto alla nostra mail (non capita tutti i giorni di leggere un nome importante come il Suo tra gli amici che inviano una mail...sorvolo sull'emozione provata!) Come le dicevo stiamo ripercorrendo le tappe del'opera di Antonio Maddeo costruendo un documentario a lui dedicato poichè da noi è stato indiscusso caposcuola sia nel campo del cinema che del teatro sperimentale. Ad Enna, piccola cittadina ormai priva di stimoli e messa in ginocchio dalle ultime generazioni di amministratori, un uomo come Antonio ha fatto scalpore, ha scosso l'opinione pubblica rischiando anche la censura. Ostacolato, poi celebrato, poi ancora dimenticato, Antonio ha sempre avuto a cuore la sua piccola città e vi è rimasto anche quando Luchino Visconti l'ha invitato come aiuto regia, quando i suoi cortometraggi vincevano primi premi dappertutto, quando il suo teatro di strada veniva richiesto in tutta Europa. Relativamente alla sua opera cinematografica è stato svolto un lavoro molto faticoso di montaggio e restauro delle pellicole in 8mm e 16mm e a tuttoggi l'opera è fruibile e documentabile. Quest'opera, consiste di 6 cortometraggi, un mediometraggio (girati tra il '66 ed il '72) ed un lungometraggio, ultima sua opera, rimasta incompleta a causa della sua morte. Purtroppo per noi la documentazione filmica delle opere teatrali è davvero esigua e abbiamo pensato di colmare tale lacuna utilizzando fotografie di scena, musiche originali ma soprattutto le interviste di chi ha collaborato con lui a tutti i livelli. Abbiamo contattato il gruppo di attori e collaboratori al fine di raccontare l'esperienza della compagnia "Nuove Proposte", fondata da Antonio. Antonio ha inscenato una ventina di spettacoli tra il '73 ed il '93 (e non è poco per un impiegato dell'INAIL) avendo, anche in questa occasione, riconoscimenti in tutt' Italia e all'estero. A tal fine sarebbe davvero molto importante per noi una sua testimonianza relativamente alla messa in scena del suo testo "Procne e Filomena". A quanto ci raccontano i familiari e i collaboratori di Antonio, la Sua partecipazione allo spettacolo fu motivo di grande gioia per la compagnia e per l'intera cittadinanza e si pensò quindi di inscenare per Lei anche il "Salvatore Giuliano" (spettacolo tra i più fortunati di Antonio Maddeo). Il nostro documentario vuole raccontare e divulgare una bella storia; la storia di un uomo gentile che ha sognato di far cinema e teatro coinvolgendo bravi ragazzi; un sogno al centro della Sicilia, senza mezzi, senza politica, senza soldi; un sogno che si è avverato. Le chiediamo di accettare la nostra richiesta di una piccola intervista nel luogo e nel periodo che Lei riterrà più oppurtuno. La ringraziamo di cuore per la disponibilità un caro saluto Antonella Barbera e Fabio Leone PS Qualora fosse daccordo ad incontrarci potrà contattarci a questo indirizzo mail o ai nostri contatti telefonici
Fabio e Antonella
Buongiorno, potete inviare un vostro indirizzo mail? Grazie

Grazie Dacia!
Cara Dacia, volevo ringraziarti per l'ultimo libro e ti ho scritto una breve email ma ahimè, l'indirizzo dove ti scrivevo non è più valido, come faccio? Grazie! Ciao
Uberto Sapienza ( detto il ferroviere)

Informazione
Gent.ma Dacia Ho scritto alcuni messaggi all'indirizzo di posta elettronica indicatomi, ma mi ritorna indietro questo messaggio: "Utente marainid non esiste o è disabilitato oe 'disabilitato 550 5.1.1 ... utente sconosciuto." Volevo comunicare la data e l'incontro con gli studenti del liceo Amaldi in occasione della festa del libro, come da informazioni precedenti Desidero qualche chiarimento in proposito. un caro saluto Livia De Pietro
Livia De Pietro
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Mi può inviare il suo indirizzo mail? Grazie

CONDIVIDERE PER VIVERE: un appello alla signora Maraini
Gentile Dacia Marini, sono un ragazzo di ventuno anni che nel mese di maggio ha esordito col suo primo romanzo "IL VUOTO INTORNO". Mi piacerebbe fargliene avere una copia. Non le nascondo che col mio editore ci si sta muovendo provare a presentare il testo allo Strega. Forse ci sono buone possibilità. Io dal canto mio sto provando a contattare gli scrittori membri della giuria che riesco a reperire. Le scrivo l'incipit del mio romanzo,nel caso le piacesse potrei spedirgliene una copia. Spero sia possibile. Grazie: "Vomitando, Ettore. Sono nato vomitando me stesso, espellendo il mio essere come la defecazione dolorosa di una vita assente. Un parto infinito. Sono nato recuperando quella parte di me, fatta di spirito e consapevolezza, che avevo lasciato nel grembo di mia madre, dimenticata come fosse un’appendice di poco conto. Ero nato già una volta e il mio corpo era venuto fuori dal suo sesso ma senza accorgermene, non avevo portato con me la mia anima. L’avevo lasciata dentro, ancora attaccata al cordone ombelicale, a dormire nel liquido amniotico. A soffocare forse. Tranne il corpo, tutto di me era rimasto lì, in quel caos di vita, cellule e miracoli a tacere, a restare fermo. Ero un vuoto, uno dei tanti che riempiono l’esistenza. Un vuoto che col tempo ho imparato a controllare. La mia è stata una famiglia ridicola. Mio padre non c’è mai stato. Ha rappresentato il vuoto che per primo ha pesato sul mio essere. L’unica cosa che ha fatto per me è stato donare una sua eiaculazione alla donna che senza rendersene conto ha finito per ammazzare. Io sono nato con un destino già scolpito che è venuto fuori da mia madre prima di me. Era lì, nel pianto col quale ho salutato la vita per la prima volta e al quale ho fatto seguito io. Mio padre non era presente in sala parto mentre mia madre si ammazzava per sputarmi fuori da lei. Era a Parigi per lavoro. Una telefonata l’aveva raggiunto e gli aveva dato la notizia. Lui si era detto contento ma non era tornato in Italia. Mi ha visto per la prima volta, una settimana dopo che ero nato. Ha criticato mia madre per il nome che mi aveva dato contro il suo volere. L’aveva fatta sentire ridicola. - Achille, che cazzo di nome è Achille? Neanche mio nonno! - aveva detto e poi era tornato alle sue pratiche di divorzio. Mio padre era un avvocato divorzista, uno di quelli che indossano camicia e cravatta ventiquattro ore su ventiquattro. Di lui ho ricordato a lungo solo l’assenza, il silenzio, il suo transitorio e fugace passare. L’assenza di mio padre ai miei compleanni – diceva che erano feste per bambini -, l’assenza di mio padre alla finale del campionato di calcetto, l’assenza di mio padre ai colloqui con gli insegnanti, l’assenza di mio padre l’estate al mare, l’assenza di mio padre all’ora di pranzo, l’assenza di mio padre la sera dopo cena. Mio padre si chiama Aldo. Mia madre non lo chiamava mai in questo modo però. Pronunciava raramente il suo nome. Lo chiamava Lui. Mi diceva di comportarmi bene perché altrimenti Lui si sarebbe arrabbiato, di non entrare nel suo studio perché Lui se ne sarebbe accorto, di fare i compiti perché Lui avrebbe controllato. Mi diceva che Lui in fondo era buono. Assente ma buono. Io obbedivo. Lui però non ha mai controllato i miei compiti. È come se fossi nato in una vita dalla quale qualcuno era uscito lasciando la finestra aperta per farvi entrare il gelo. Da quella finestra durante tutta la mia vita non ho fatto altro che perdere pezzi; pezzi del mio presente, del mio futuro, delle persone che ho amato. Di me stesso. Mia madre e mio padre non sono mai riusciti a chiudere questa finestra. Mia madre e mio padre: un cammino pieno di buche dove puntualmente affondavo ogni volta. Di loro ho sempre avuto l’odore incastrato nel naso. Aveva l’odore dell’alcol mia madre, mentre mio padre aveva quello del sesso adulterino. Insieme puzzavano di vuoto. Il mio odore non lo conosco. Non so neanche se ho un odore preciso. Forse sono neutro come le cose vacue che sono state derubate della propria identità. Forse ho l’odore della vita che non riesce a emergere, a liberare se stessa, a galleggiare senza essere perennemente in procinto di affondare. Forse ho l’odore della resa. Quello di chi non riesce a conquistare il suo posto nel mondo. Io sono un figlio. Un figlio del vuoto. Un figlio può dire che suo padre gli ha fatto sempre schifo e sua madre eternamente pena? Può dirlo questo un figlio? Io lo dico perché è la verità. Anche tu, Ettore, potrai dirmi che ti ho fatto schifo come padre. Ti capirò. Molte volte faccio schifo anche a me stesso.
Claudio Volpe
Caro Claudio Volpe Ho ricevuto il suo libro. Lo leggero appena avrò un momento di tempo. Grazie. L'inizio mi pare ben fatto anche se chiaramente lei sta cercando di impressionare il lettore con un pugno in faccia. E' piu facile dare pugni che carezze. Ci pensi. Ma poi le dirò coon piu calma appena avrò letto tutto il libro. UN caro saluto e tanti auguri da Dacia m

nulla è per caso
Quando vi è vero amore,non credo possa esserci vera libertà,inevitabile è un sottile egoismo più o meno,restano nascosti nell'anima.Certo è,dopo un grande amore,segue una gran dolore,lacerante,insopportabile,spesso è necessario cercare,nei grandi affetti,soprattutto le cose negative,provarci quantomeno,subito dopo l'abbandono.Quanta fatica,però......!Grazie
franca renna
Cara Franca Renna Condivido. E' faticoso. Ma non solo l'amore e quello che succede dopo, ma anche lavorare, scrivere, pensare, confrontarsi con gli altri, rimanere soli. Tanti auguri per l'anno nuovo, Dacia m

salve
salve, avrei una richiesta privata da fare alla signora Maraini ma non ho avuto modo di trovare un contatto a parte questo, è possibile poterla contattare in qualche modo? è per una collaborazione, volendo posso dare il mio indirizzo email, grazie. antonio bux
antonio bux
Bene, può cominciare a mandare al forum il suo indirizzo mail e accennarci alla questione? Grazie

Fosco
Gentile Dacia, ho letto alcuni suoi libri, ma non di questo volevo parlarle. Ho appena terminato il Meridiano dedicato a Fosco e, nonostante nella mia vita abbia letto migliaia di libri, mai ho provato sensazioni così forti. Mi ha scavato dentro, ha accresciuto le mie conoscenze, mi ha fatto capire quante specie d'amore l'uomo possa vivere, mi ha deliziato. Non riuscirò mai a dimenticare quelle mille e rotte pagine. Voglio ringraziare lei Dacia, nella speranza che un alito di vento conduca questo mio sentimento al suo caro amato padre. Cordialmente la saluto
Guido Signorini
Caro Guido Signorini Grazie per le belle parole che dice su mio padre. Anch'io penso che sia uno scrittore attualissimo e di grande comunicatività. Mio padre Fosco era figlio a sua volta di una ottima scrittrice: Yoi Pavloska. Insomma una famiglia di scrittori. Io soeri di continunare degnamente la tradizione familiare. Tanti auguri, Dacia m

Una gentile richiesta
Gentile Signora Maraini, sono una glottologa che, dopo un'ultima immane fatica di carattere scientifico (Il Glossario ecc., 2011), ha sentito il desiderio di scrivere altro - ne è nato un...romanzo d'amore: Amor scortese. Minnesang 2000, sett. 20011, Aracne ed. - Roma. Posso inviargliene una copia? Per Lei sono un'illustre sconosciuta, ma, se desidera - e se ne ha il tempo! - sapere chi sono, può cercare su internet: Chi è Liliana Spinozzi Monai? Lì c'è pure l'elenco delle mie pubblicazioni, con la copertina dei libri, compreso l'ultimo. Le sono comunque grata della cortese attenzione Con stima
Liliana Spinozzi Monai
Cara Liliana Spinozzi Leggerò volentieri il suo libro, lo mandi alla Rizzoli, via Rizzoli 8, Milano. Me lo faranno avere. Tanti auguri da Dacia m

Dante e Berlusconi sull'isola dei famosi
Un operaio over50 è licenziato dalla multinazionale americana. Non trova lavoro e si presenta alla selezione per l'isola dei famosi. Viene scartato, ma ha voglia di sognare e parte per un'avventura immaginaria su quell'isola. Nel viaggio è accompagnato dallo spirito di Dante che poeta per lui. Al ritorno, Dante chiede lo scambio di favore. Vuole vedere la televisione a lui sconosciuta. Dopo attenta osservazione dei programmi, il Sommo Vate si apre in un giudizio finale sulla realtà odierna. (3 Canti di 153 versi endecasillabi in terzine) Scusommi al Sommo Vate e col Roberto / l’osar tracciar terzine con mia mano, / non seppi decantarle com’esperto / ma fu diletto d’un meschin profano, / veder ‘l suo poetar non cosa ardita, / allor che lo “Sussurro” donò ‘l brano: /“nel mezzo del cammin de la mia vita / mi ritrovai per una selva oscura /chè la diritta via era smarrita.
Marco Guadagni
Caro Marco Guadagni La sua idea è umoristica e colpisce l'immaginazione. La scrittura però non è un film, che si giudica dalla scaletta. E' sul linguaggio che si vince la scommessa. Auguri, Dacia m

FELICE SCIOSCIAMMOCCA
Gentile Sig.ra Maraini, sono una sua appassionata lettrice e l’ammiro molto per il suo lavoro di scrittrice. Nella vita insegno italiano in un centro di formazione professionale con impegno e dedizione, nonostante sia alle prime armi. Nel tempo libero coltivo, ormai da diversi anni, la mia passione per il teatro “fatto”, cioè di laboratorio. Curiosamente mi è capitato tra le mani “Lezioni d’amore”: ho amato quel testo forse più di quanto io abbia mai letto di suo. Con amici teatranti ho condiviso il piacere di quella piccola grande scoperta. Ora vorremmo creare uno spettacolo sul testo drammaturgico “Felice Sciosciammocca”, esilarante e commovente. Volevo chiederle se è possibile ottenere il suo consenso circa tale progetto e quali sarebbero i nostri doveri del caso. E’ la prima volta che ci sperimentiamo nell’allestimento di uno spettacolo ma l’entusiasmo è tanto! Con sincera stima,
Sara Barnaba
Cara Sara Barnaba Grazie per il suo entusiasmo. Strano che abbia concentrato la sua attenzione su un testo che pochi hanno preso in considerazione e a cui io sono affezionata, proprio perchè, come dice lei, ho provato pietà e simpatia per Felice mentre lo scrivevo. In teoria voi dovreste chiedere il permesso alla SIAE, ma se siete una compagnia amatoriale non iscritta alla SIAE, non importa. Vi dò senz'altro il permesso. I vostri doveri? Non cambiare le parole del testo. Tagliare si può in una messa in scena, ma non cambiare. E poi tenermi informata. Mandi pure la sua mail a Gianluca del Forum, me la farà avere.In bocca al lupo da Dacia m

messaggio per dacia maraini
Distinta Dacia Maraini, la seguo da tempo, da quando sulla Rai trasmetteva quel programma sulla scrittura, non ricordo il periodo preciso forse era il 1990 o oltre. qualche anno fa ho seguito la sua intervista al programma di Fabio Fazio, nella quale raccontava della prigionia trascorsa con la sua famiglia in un campo di prigionia giapponese, una esperienza davvero spaventosa per una bambin, del rapporto con suo padre, che lei ha illustrato nel libro “Gioco dell’Universo”. So che in questi giorni è uscito un suo nuovo libro, ne ho visto la pubblicità sulle pagine de Il Corriere della Sera e appena possibile lo acquisterò, date le mie precarie risorse economiche, la moglie e i due figli, anche se mi ritengo molto fortunato, dato che ad inizio anno scolastico, sono stato assunto con un contratto a tempo indeterminato, dopo nove anni di precariato. Io provengo dalla calabria e dopo università, laurea ed abilitazione doppia, mi sono dovuto trasferire in emilia e vivo a pavullo nel frignano
michele
Caro Michele Congratulazioni per il contratto! guardi che è una gran fortuna in questi tempi di licenziamento di massa. Grazie per la sua attenzione. Se fosse a Roma le regalerei una copia del libro. Se vuole aspettare però, La GRANDE FESTA uscità l'anno prossimo in edizione economica. moltissimi auguri a lei, sua moglie e i suoi figli da Dacia m

Un sogno!
Non posso crederci, poter scrivere alla grande Dacia Maraini.Stasera sono andata sul portale letterario manuale di mari e con grande sorpresa ho trovato lei, dico con grande sorpresa perchè nel mio piccolo,anch'io sono presente in quel bellissimo portale letterario con il mio libro di poesie "Volo di rondine". E qui comincia il sogno...se potesse darmi il suo indirizzo le invierei il mio libro per avere un suo commento, anche piccolo sul blog degli autori dello stesso portale. Il libro devo dire che ha ricevuto tre premi, ma la cosa più bella è che è andato molto bene riguardo alle vendite perchè è piaciuto.Scrivo qui una delle mie poesie SPERANZA.Non divenne mai farfalla,/s'addormentò sperando/che gli spuntassero le ali/sognando di volare/nei prati di fiore in fiore;/poi di salire in alto/tra rami verdeggianti/leggiadra e variopinta/in un suo paradiso/di spazi da scoprire./Ma non fu mai farfalla,/finchè dal dolce sonno/mai più si risvegliò. Saluto
Marzia Serpi
Cara Marzia Serpi Grazie per la poesia. Lei dovrebbe provare a fare musicare i suoi versi. Hanno molto della canzone come semplicità di ritmo e di pensiero. Il libro lo leggerò se me lo manda presso la Rizzoli, via Rizzoli 8, Milano. Molti auguri da Dacia m

La Chiesa è per la vita
Dopo aver letto il suo articolo del 06 Dicembre sul corriere della sera, sono dispiaciuto delle falsità dette contro la Chiesa, la quale ogni giorno si impegna nel promuovere la vita. Perchè ce l'ha tanto contro la Chiesa ? Crede che aiutare qualcuno a morire renderebbe più umana la società ? In realtà, purtroppo, spesso è proprio il rifiuto del messaggio di speranza che la Chiesa offre a ciascuno a determinare la disperazione, il non senso e il suicidio. Chi apre le porte a Cristo, invece, scopre di essere infinitamente amato ed è salvato dall'inganno della disperazione.
Fabrizio
Caro Fabrizio La lascio nella sua dolce fiducia. Voglio comunque ripetermi: stimo e amo la religione cristiana. Penso che la fede sia un regalo bellissimo che si deve tenere caro. Ma la Chiesa purtroppo ha dato pessime prove di sè nella storia: rammenta le crociate? andate ad uccidere gli infedeli, era quello che predicava Cristo? e torturare e uccidere milioni di donne accusandole di volare con la scopa e accoppiarsi col diavolo le senbra cristiano? E trafficare oggi con i politici, scambiando voti contro favori, le sembra cristiano? e non pagare l'ICI sulle migliaiai di aziende commerciali le sembra cristiano? E fare traffici con le banche le sembra cristiano, e coprire migliaia di casi di pedofilia le sembra cristiano? E' credibile chi ha autorevolezza, non chi comanda in nome di un Dio che ha tradito troppe volte. Un carissimo saluto da Dacia m

incontro scuola
Gentilissima signora Maraini, sono un'insegnante di Lettere del Liceo scientifico di Fano.La seguo da tempo attraverso le sue produzioni letterarie e giornalistiche, che spesso utilizzo in classe.Sono certa che la sua umanità e la sua cultura possano arricchire profondamente i ragazzi.Non so come muovermi( è la prima volta che prendo simili iniziative, ma so che lei va nelle scuole), ma mi piacerebbe che potesse incontrare gli alunni del mio Istituto,per parlare di lettura e impegno civile quando naturalmente lo ritiene più opportuno, un incontro con gli alunni.

Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare il suo indirizzo mail? Grazie

Amalia Guarda Amalia
le invio unbrano di Lettere a Marina che ho inserito in una lettera della autoboigrafia che ho terminato. Chiedo di farsi portavoce con la sig Maraini per ottenere l'autorizzazione alla pubblicazione.Grazie, ci tengo particolarmente Caro Umberto, prima di iniziare a elaborare il prossimo capitolo che già prevedo denso di forti emozioni, come del resto anche il precedente, ho pensato di scriverti, non perché scriverti sia privo di emozioni, sono anche molto forti, ma perché scrivere a te mi riesce sempre più facile e più spontaneo di qualsiasi scrittura. A volte mi basta pensare “Caro Umberto” che sento il massimo della fluidità nella testa, nel cuore e nelle mani. Ti riporterò l’inizio di un libro di Dacia Maraini “ Lettere a Marina” Ed. Bompiani che tu mi regalasti, anzi che mi prestasti e non ti ho più restituito, con un tacito accordo fra di noi: “Cara Marina,sono qui in questo brutto appartamento finalmente sola il collo che mi fa male – lì dove hai piantato i tuoi denti di figlia – un pezzo di mare verde polveroso davanti agli occhi le dita sulla tastiera della macchina da scrivere un senso di festosa esaltazione. Perché sono qui ? per scappare da te per finire il romanzo a cui lavoro ormai da due anni senza molta convinzione, per ritrovare una forza che ho perduto chissà dove e chissà quando nella sbadata corsa degli ultimi anni non lo so. Non ti telefonerò. Ti manderò queste lettere e poi basta. Tu ti rifiuti di parlarmi e io mi rivolgo lo stesso a te senza che tu lo sappia scrivendoti queste lettere che non so neanche se ti manderò mai. Quando torneremo amiche se mai lo vorrai ci parleremo lasciando il sesso dentro un paniere appeso fuori dalla finestra. Ma bisogna che ti racconti fin dal principio la nostra storia perché te la sei dimenticata. E forse io stessa l’ho dimenticata. ….. Bisogna che ti racconti come è nato e cresciuto questo spinoso amore e quelle onde quello scendere e salire le scale……” Eh gia, caro Umberto, prima pensavo anche io che saremmo tornati amici e con l’esperienza del passato avremmo saputo eliminare quello che aveva distrutto il nostro rapporto. Prima pensavo che, come era già successo altre volte, avevi solo bisogno di una pausa e che semmai questa volta era solo un po’ più lunga del solito. Ma questa pausa non si è più interrotta, incomincia a sembrarmi troppo lunga e incomincio a pensare che sarà per sempre. L’importante è che ci sia un per sempre, mi viene da pensare ironicamente, sarcasticamente e non una distruttiva alternanza. Ora chiudo questa lettera perché mi sono immessa troppo nei sentimenti che mi legano ancora a te e sto molto male . Sto male quasi come stavo male quando ti cercavo ancora e speravo ancora. Adesso sto male come allora e non voglio e non posso permettermelo più. Mi vestirò e andrò a lavorare e questo comunque mi servirà a confrontarmi con la mia concreta realtà. E meno male che mi volevo rilassare. Ti saluto sempre con tanto affetto e, se dovessi tornare sui tuoi passi ricordati che io, un bel po’ modificata, sto sempre qua e ci starei anche per te se tu volessi modificarti in qualcosa per riprendere serenamente il rapporto con me. Ti saluto ancora e ti saluterei 100, 1000,10.000 volte ancora pur di non staccarmi da te. Amalia
Amalia d'Agnessa
Cara Amalia D'Agnessa Quando si cita la pagina di uno scrittore, mettendola fra virgolette aggiungendo nome e cognome, non c'è bisogno di chiedere il permesso. Importante è riportare il testo tale e quale, senza modificcarlo e mi sembra che lei sia stata alle regole. La ringrazio della citazione. E IN BOCCA AL LUPO per il suo romanzo! Dacia m

Aggiornamento Il Collezionista in
Newsletter n° 44 - 2011 www.ilcollezionistain.it Giorgio Chiesi è fra i pittori italiani più noti per l'originalità di quel suo stile così ironico nel rappresentare la crisi dell'uomo contemporaneo. Con assoluta padronanza dei mezzi espressivi,l'artista ci mostra la condizione esistenziale di un uomo senza qualità, vittima e prigioniero delle sue stesse debolezze…sospeso fra il desiderio di un'illusione e lo stupore del proprio fallimento. Dal Rinascimento in poi il nudo femminile ha ispirato innumerevoli artisti d'ogni tempo. Tuttavia meno noto è stato il legame fra il pittore e le modelle, caratterizzato spesso da storie di passione e di sesso che - da Caravaggio a Guttuso hanno scritto tante pagine scabrose e poco conosciute
Giuseppe De Rosa
Caro Giuseppe De Rosa Non ho capito bene cosa voglia dire con lka sua lettera. E' l'inizio di un suo studio sui pittori e le modelle? si spieghi meglio. Un caro saluto da Dacia m

Suo padre
Più leggo suo padre più penso che sia mio padre. Di tutti noi.
Mattia
Caro Mattia Beh, abbiamo un padre in comune. Mi fa piacere. Come lei dice, quando uno scrittore piace, diventa parente di ogni lettore, non solo padre, ma fratello e figlio e amico, non crede? molti auguri da Dacia m

Un po' di attenzione
Dolce Dacia, questo sarà l'ennesimo messaggio che ti invio da ogni dove, e mi scuso della strafottente insistenza!Insisto perchè sono convinta che se tu leggessi il mio libro mi potresti dare davvero consigli utili di cui sento la forte necessità.Ho pubblicato a maggio "La stanza vuota" scritto in realtà nel 2005. Sto pertecipando a infiniti premi letterari per testare me e l'opera. Ma il tuo giudizio sarebbe sicuramente di grande aiuto. Vorrei inviarti una copia per sottoporla alla tua lettura critica.
Giulia Madonna

Di Faruk!
Gentilissima Dacia, in un paesino della Sicilia si festeggiava il santo patrono, San Calogero, un santo "nuru niru" perchè di origine africana, che in vernacolo locale era inteso come "San Caloriu". Alla bancarella dove vendevano le sue statuette si avvicinò "nu picciutteddu" che disse al venditore ".. me runi nù pupù". Al che si sentì rispondere "... chistu unnè nu pupù, è San Caloriu". Dopo un pò lu picciutteddu rifece la medesima domanda,così il venditore infuriato sbottò "... e ci torna con la minchia delu pupù, chistu è San Caloriu". Spero che leggendomi non esclami "... e ci torna con la ... Di Faruk"! Nel dicembre 09 le feci presente l'inesattezza storica e lei gentilmente mi rispose "nella prossima edizione lo farò correggere". Nell'edizione del 2010 nulla è mutato! Una mia vecchia zia che mi seguiva in greco e latino avrebbe esclamato "errare umanum est, perseverare diabolicus!". Non me ne voglia, perdoni un pignolo ottantaseienne! la seguo sempre con interesse, un saluto
Giuseppe Maggio
Caro Giuseppe Maggio Lei ha ragione. Ho proprio dimenticato.. Mi può ricordare l'inesattezza da lei riscontrata? tantissimi auguri da Dacia m

Veglia funebre cubista
Mi presi la licenza media… Di studiare non mi fregava … Non ne avevo proprio voglia. Preferivo andare al mercato delle Cure, da mia nonna, a vendere frutta fresca e frutta secca. Vuoi mettere un mercato con un’aula di scuola? Vuoi mettere che a casa di nonna i soldi erano quello che erano …? Pochi, e che quindi … Era divertente lavorare al mercato: una fucina di facce e parole che … che se ne andava ad annusare, tastare, palpeggiare quanto una pera fosse matura o meno. Frutta fresca … primizie … Forza donne … Tutt’agro i mi’ limoni! I bambini si perdevano e l’annuncio alla madre era dato dagli altoparlanti. Qualche zingaro borseggiava di fino, e qualcuno contrattava per un cocomero. Un misto di odori da far girare la testa. La nonna aveva un bel grido. Poi, un bel giorno, in una bella mattina di fine primavera, nel bel mezzo di una grida che descriveva la dolcezza delle sue pesche s’immobilizzò di colpo; tutta inteccherita si portò le mani al petto, la sua bocca annaspò nell’aria e la nonna s’accasciò sulle sue pesche. Nonna Fernanda era morta! La camera di nonna, ch’era anche la mia, fu trasformata in camera ardente. Le baciai la fronte e le augurai buona fortuna. In salotto c’erano i parenti: quattro o cinque cugini, gli zii e le zie con i rispettivi coniugi. Per tutto il giorno c’era stato un continuo via vai di persone per salutare nonna Fernanda. Mio zio, figlio di nonna, mi mandò a prendere su dal pozzo, ch’era in cucina, un paio di bottiglioni di vino bianco … Erano freddi come il marmo; sedetti accanto a Margherita, mia cugina, la figlia di zia Barbara. Zia Paola aveva preparato qualcosa da mangiare. La nonna era morta sul finire della primavera e Margherita era vestita leggera: diciannove anni contro i miei quindici, quasi sedici: quel gap non si spostava mai di un millimetro. Le versai un bicchiere di vino bianco e le sorrisi. Cristo se mi piaceva; ogni volta che la vedevo mi batteva forte il cuore. Zia Barbara prese a rollarsi una sigaretta; Pietro, cugino, dal fine olfatto,percepì l’odore di afghano appena la zia aprì la busta del tabacco. Posso farmene una anch’io? Le chiese con un sorrisetto complice. Cristo che puzzo di piedi … pressato! Esclamò zia Paola. Come la zia potesse associare il profumo dolce e soave dell’afghano al puzzo di piedi … per di più “pressato” dio solo lo sa. Un paio di cugini, gemelli, con i capelli che gli arrivavano al culo, e che evidentemente si intendevano della materia, chiesero a zia Barbara se potevano farsi una sigaretta pure loro; la zia scosse la testa e con aria arrendevole gli porse la busta del tabacco, pensando alla cazzata che aveva fatto nel mettersi a fare una canna con quelle sanguisughe a giro: era stata soprapensiero; tutti gli altri non sapevano neanche alla lontana cosa quei quattro stessero fumando, io feci finta di niente, ma chiesi a zia se potevo fare un tiro di “sigaretta”. Barbara gli lanciò un’occhiata interdetta e sbottò ch’era meglio di no, ché il fumo fa male ai polmoni; il tono era definitivo, non ammetteva repliche. I gemelli erano Dario e Duccio … figli di di Lucio, dello zio Lucio, fiaccheraio … Vedovo da dieci anni … S’accompagnava a un’americana, figlia di un console … Hippy danarosa degli anni sessanta … Entrambi perennemente sbronzi; abitavano un attico sul lungo fiume. Bruno andò ad aprire, era Hanna vestita con un lenzuolo e con su la spalla una scimmietta.
Roberto S. Fiesole
Caro Roberto S.Fiesole Il suo testo ha un piglio rapido e deciso, un poco antiquato, ma divertente con tutto quel groviglio di parenti da districare.Si tratta di un romanzo o di un racconto? Non usi la parola gap però, stona col suo stile dialettale e fa pensare a un pensiero da ragioniere. Auguri da Dacia m

Affinità
Carissima Signora Dacia Maraini, un'autrice di Posia mi disse che lo stile che io avevo di scrivere era paragonabile a quello di suo Padre. Ne rimasi sorpreso, approfondii la cosa e, adesso, gradirei il suo prezioso e unico giudizio, infatti, chi meglio di lei potrà dire? Le mie Poesie sono presenti nei siti più noti che le trattano. Sono rintracciabile con lo pseudonimo di: simojlbne, oppure, come: Simone Veltroni, il mio nome e cognome reali. Senza pretendere niente, un caro saluto e grazie.
Simone
Caro Simone Metta una delle sue poesie qui sul Forum. Non mi costringa a girare come una matta per il web cercando i suoi siti. A presto, Dacia m

buongiorno Dacia!
buongiorno, splendida Dacia, mi percorre lo stesso brivido di gioia, e meraviglia, di quando mi accingo ad aprire un Suo libro, che profuma delle Sue storie, ora che Le scrivo. Le lascio due versi, spero Le siano graditi, Di noi di noi avrà in serbo l'ombra bruna mangiata dai lustri la caduta libera d'orizzonti a mare, che disegna archi d'eleganza sulle nostre figure piene d'amore. il nostro dio vìola cuspidi impazzite su recessi insaziati, il tarlo ameno del tuo pensiero, e osservo le forme buone stagliarsi sul fioco dì che s'appresta a scender, del tuo bel volto con la croce avara del nostro dio.
Mariagrazia Tumbarello
Cara Maria Grazia Tumbarello I suoi versi sono irti e intellettualistici. Ma se non mette una cesura, una barra come faccio a capire il ritmo che ha in mente? La poesia, l'ho detto tante volte, è una operazione matematica. La ttrascrizione, così' senza punti e senza a capo fa pensare a una minestra piena di chiodi. La rimetta a posto e me la rimandi. Grazie e tanti auguri da Dacia m

Italia-Giappone
Salve Dacia, che grande piacere poterti scrivere.... Qualche giorno fa quasi per caso, ho ascoltato le tue sensibili parole sulla morte, provando immediata sintonia.... Oggi leggendo curiosamente la tua biografia, ho scoperto della tua esperienza in Giappone e mi sono sentita ancora più vicina, essendo un'italo-giapponese...che forse anche tu un po' ti senti ;-) Sono una cantautrice emotiva, sarebbe bello collaborare.... Un grande abbraccio xxxx
Jane Kumada
Cara Jane Kumada Grazie per le sue parole di simpatia. Sì è vero un poco mi sento partecipe della cultura giapponese che ho conosciuto e vissuto prima di quella italiana. Terrò presente la sua offerta. Mandi al Forum il suo indirizzo elettronico. Tanti cari saluti da Dacia m

amalia guarda amalia
Cara sig.Maraini la premessa è stata giudicata buona. le invio un altro pezzoVisto che non mi riprendevo i miei, giustamente, mi portarono a visita da un medico, e poi ancora da altri. Ma io non riuscivo a trovare nessun miglioramento. Mi sembravano troppo distanti da me, pareva che sottovalutassero il mio stato d’animo: “ che fai sempre in casa? la mattina esci e fatti una bella passeggiata, mi vieni a trovare.” Non capivano che il problema era anche quello di non essere capace più, di non voler uscire più, di avere paura a farlo, di sentirmi incapace a svolgere anche le più abitudinarie azioni che prima compivo senza neanche pensarci. Chi erano questi da sentirsi così importanti e determinanti per me? Non riconoscevo loro né importanza né credibilità. E poi se avessi fatto passeggiate e la vita “normale” come era stato sempre, che motivo avrei avuto di andare da loro? Alcuni mi riempivano di medicine e basta, e questi erano i peggiori. Qualcuno ha sottovalutato i miei sintomi, altri gli hanno dato un peso e un valore ancora maggiore. In sintesi io ogni volta stavo ancora peggio e la speranza di guarigione, che pure nutrivo senza saperlo, si allontanava sempre più e la disperazione aumentava sempre più. Come la prima volta che volevo iniziare a dire di lei (mia madre), ho un cerchio che mi stringe la testa e si propaga fino alla pancia. Quando ho iniziato a scrivere di lei ho pensato che questa sensazione dipendesse dal fatto che la sua assenza è sempre molto presente. Questa volta, guardando il mare, penso che amo proprio il mare, come amo ancora mia madre, a cui tra l’altro piaceva tanto il mare. Il mare, senza retorica, è immensità, è piacere che ti lusinga e ti avvolge, è paura, è gioia, è la coccola che ti conquista e ti accoglie completamente, è possibilità, è libertà di movimento, è sovranità del corpo e pensiero che sconfina, è senso di pienezza,è sperimentazione, è sempre lo stesso e sempre diverso, è serenità, è tormento, è riflessione, è nascondiglio per lacrime silenziose, è turbinio, è confusione, è prudenza, è profondità. "Questo, per me, è soprattutto il mare e attribuisco molte di queste caratteristiche anche a mia madre. Per questo mi è difficile iniziare a scrivere di lei, provo la stessa incertezza di quando, titubante e accaldata, cammino lentamente per arrivare all’acqua alta per farmi il bagno. Qui, dove sto ora, si deve camminare un po’ per arrivare dove non si tocca, ma poi l’immersione è totale e piacevole e nuotare diventa facile. Sto capendo da dove nascono le mie difficoltà e ora il cerchio alla testa non c’è più. La pancia, però, è ancora leggermente contratta, si sono “risvegliate” le emozioni che mi legano a mamma. Queste emozioni sono fortemente concentrate, a tratti ammassate, si rincorrono intersecantesi liberamente, si sovrappongono inevitabilmente, si sommano spontaneamente ed alcune di esse sono fortissime.
Amalia d'Agnessa

IL COLLEZIONISTA IN
Gentile Sig. desideriamo comunicarLe l'avvenuto aggiornamento della 'rubrica sul mondo della pittura storica e contemporanea' che troverà all'indirizzo www.ilcollezionistain.it L'articolo Il colore spezzato della vita presenta la vicenda umana e pittorica di Tancredi Parmeggiani scomparso tragicamente nel 1964. Artista eclettico e geniale ebbe una carriera tanto breve quanto folgorante, realizzando opere astratte di straordinaria bellezza che possono annoverarsi fra i capolavori assoluti del Novecento - “L’Artista del mese” Tra '800 e '900 tre pittori italiani ottennero in Francia un grande successo commerciale, avendo perfettamente compreso i gusti estetici della Belle Epoque e delle classi sociali
Giuseppe De Rosa

Nuvole e fumo
carissima scrittrice Maraini, sono Sofia; poche sono le parole per esprimere tutta la stima che provo per lei. ho gettato le basi per scrivere un romanzo anch'io, solo che mi servirebbe l'aiuto di qualcuno che mi possa aiutare nella scaletta e poi in futuro nella limatura. il mio sogno è di diventare una scrittrice e ci terrei a pubblicare questo libro. Lei sarebbe disposta ad aiutarmi per la limatura ?
SOFIA
Cara Sofia La mia risposta è no. Mi dispiace ma non posso aiutarla a limare il suo scritto. Deve imparare a farlo da sola. Io posso solo dare un giudizio se mi manda un pezzo qui sul Forum. Provi. vedrà che ci riuscirà. La scrittura è un fatto molto personale. auguri da Dacia m

Intervista
Gentile signora Maraini, sono una studentessa di Lettere Moderne molto appassionata delle sue meravigliose opere mi piacerebbe molto poterle fare un'intervista se fosse possibile di persona. Aspetto una sua risposta. Con stima
Martina
Cara Martina Ottima l'idea di una intervista, ma per quale giornale, e cartaceo oppure on line? comunque mi dovrebbe mandare le domande via mail. Le risponderò per scritto. Un caro saluto da Dacia m

biografia
La vita della mia famiglia e la mia storia è complessa, ho scritto un film autobiografico che può leggere a http://www.stefanopriori.com/pubblicazione_film Non sono uno scrittore e mi piacerebbe discutere con lei della mia vita se ciò le può interessare, nel senso che le farei scrivere la storia della mia vita se ne fosse interessata. Il film riguarda un pezzo "forte" della mia vita.
stefano priori
Caro Stefano Sono sicura che la sua vita sia interessantissima, ma deve scriverla lei. Si tiri su le maniche e ci provi. Oppure provi con cinema. IN BOCCA AL LUPO da Dacia m

Un po' di attenzione
Gentile Dacia,sono una scrittrice esordiente. A maggio 2011 è uscito il mio primo romanzo "la stanza vuota". Ci ho pensato tanto prima di pubblicare e poi mi sono decisa con la speranza di poter fare arrivare ai lettori anche una piccola bricciola della grande emozione che mi ha invasa scrivendo. Stò mettendo alla prova il romanzo e me stessa partecipando a tanti premi letterari, tra cui ho ricevuto la segnalazione della giuria del premio "Prof. Francesco Florio" di Licata con votazione 93/100. "La stanza vuota" è stato il romanzo rivelazione che mi ha iniziata alla scrittura svelandomi un mondo parallelo e magico dove posso perdermi come e quando voglio. La mia è una grandissima passione che ho sempre avuto infatti sin da piccola la scrittura mi ha aiutata a venir fuori da dolori e delusioni come una sorta di medicina dell'anima. Chiedo di poterti inviare una copia per conoscere la tua opinione a cui tengo davvero tanto. Un abbraccio forte.
Giulia Madonna
Cara Giulia Madonna IL suo è un nome davvero impegnativo. Metta un capitolo del suo libro su questo Forum, così potranno goderne tutti. Le risponderò. Tanti auguri per l'anno nuovo, Dacia m

testo
Gentilissima Signora, forse non può ricordare che avrei dovuto spedirle un mio libro a maggio scorso. Sono Nino Bindi. Le avevo chiesto una presentazione di "Lettere e Pagelle a un Professore" che non ha potuto fare. Il libro dopo un po' di peripezie è uscito in ottobre e la scorsa settimana è stata ultimata la distribuzione. Questa la ragione per cui non l'ho potuto spedire a maggio. Adesso vorrei mandarglielo, ma non sono certo che lo debba inviare ancora a Roma. Sono incerto sull'acquisto del suo nuovo libro perchè sapendo di che tratta temo mi cancelli dalla mente la bellezza di "Colomba". Saluti.
Nino Bindi
Caro Nino Bindi Sono contenda che il suo libro sia uscito. Me lo mandi pure. Lo leggerò volentieri. Non credo che il ricordo di Colomba possa essere cancellato da La grande Festa, sono due libri molto distanti. Tantissimi auguri per l'anno nuovo da Dacia m

Proposta di lettura
Cara Dacia, ammiro e rispetto la tua luminosa carriera in vari culturali settori. Desidero segnalarti due miei recenti volumi che potrebbero interessarti e piacerti. Essi sono : ANTONINO POLITO -"IL PAPYNO" - (lavoro divertente e "molto significativo" su alcuni aspetti della società italiana e su alcuni suoi personaggi...Anche con dialoghi in "siciliano" e poesie in "romanesco")- ANTONINO POLITO - "SPECCHI SPECULARI" - (Poesie "sociali" di buon valore, delle quali oggi v'è molto bisogno. Con originali ed inusuali commenti dell'autore ). Puoi richiederli a Feltrinelli, o nelle sue librerie o su www.feltrinelli.it - Spero d'essere da te apprezzato e, se lo ritieni, anche aiutato nella diffusione delle mie opere. Grazie e saluti cordialissimi.
Antonino Pòlito
Caro Antonino Polito Grazie della segnalazione. Tanti auguri da Dacia m

Opinioni
Mi è piaciuto l'ultimo libro di Dacia Maraini, "La Grande Festa". Dietro il titolo gaio, l'autrice propone il tema della scomparsa delle persone care. Ma non si tratta però di un libro davvero triste. Moravia, Pasolini, Maria Callas rivivono nelle prime pagine, per lasciare poi più spazio alla sorella minore di Dacia, una cantante e musicista scomparsa precocemente per un cancro alle ossa. I ricordi coinvolgono anche l'infanzia in Giappone ( all'interno di un campo di prigionia) della protagonista, trascorsa assieme ai suoi cari. Rivive la "tata" orientale che le raccontava favole antiche, così diverse da Pinocchio, un'altra storia della quale Maraini ci dà le sue personali interpretazioni. Le pagine più toccanti, spietate, descrivono la scomparsa prematura del compagno quarantasettenne della Maraini, Giuseppe, attore teatrale costretto ad arrendersi di fronte alla leucemia. La scrittrice analizza la visione cattolica del distacco confrontandola con quella delle filosofie orientali o di altre religioni , per le quali la morte è una "grande festa", celebrata con la partecipazione di tutti i parenti e gli amici, tramite colorite veglie e pranzi o altre cerimonie che rimandano alla preistoria dell'umanità. Sorretta dalla sua cultura, dall'attaccamento ai parenti rimasti (in particolare alla madre quasi centenaria), al ricordo del padre Fosco, intellettuale bellissimo e tombeur de femmes, Dacia Maraini si affida all'amore per i classici e ai racconti mitologici per dirci: diamo un senso alla nostra vita, aprendo la mente al bello, all'arte e alla sapienza. ROMOLO RICAPITO
Romolo Ricapito, Bari
Caro Romolo Ricapito Accidenti ma lei è proprio bravo come critico! in poche righe ha raccontato con perfetta lucidità e chiarezza il mio nuovo libro. Grazie! Ma lei cosa fa di mestiere nella vita? Mi incuriosisce la sua lucidità di lettore. Le auguro un anno nuovo di grandi e belle letture, da una lettrice appassionata, dacia m

saluti
salve , faccio parte di un gruppo di lettura di Porto Sant' Elpidio. abbiamo letto alcuni suoi libri molto apprezzati da tutto il gruppo. sappiamo che verrà a Porto San Giorgio il 2 dicembre. l'aspettiamo con calore
stefania tedeschini

Poesia: Il ricordo del tuo amore
Cara Dacia, mi affido al suo giudizio. Grazie in anticipo. Il tempo porta l'amore, il tempo se lo riporta. Dietro al vetro rimane il niente, nulla è come prima, tutto sembra fermo. Nel pensiero rimane il tutto, l'essenza di una vita, di un amore finito che va verso l'infinito. La distanza si annulla grazie al ricordo dei giorni vissuti insieme. Così preziosi. Se la vita è veramente vita solo quando è un ammasso di emozioni, nient'altro che il ricordo del tuo amore può mantenermi in vita. Anche senza di Te sarò custode del nostro amore, così immersa nel tuo ricordo darò senso al mio futuro, affinché tutto abbia un senso. Alzo gli occhi e ringrazio il Cielo per la tua vita.
Conny
Cara Conny La sua poesia è troppo "parlata". Sembra una lettera a un amico, un poco filosofeggiante, ma non basta per fare poesia. Dal suo nome immagino che abbia qualcosa di inglese o americano. Perchè non prova a leggere, o rileggere le bellissime poesie di Emily Dickinson, la piu grande poetessa americana dell'Ottocento? credo che avrebbe qualcosa da imparare in fatto di rapidità, pensiero profondo e ritmo calzante. Un caro saluto e tanti auguri da Dacia m

Cara Dacia
...ci incontrammo tanti anni fa a roma in quella trasmissione "io scrivo, tu scrivi..."; io ti avevo regalato un'alice un po' diversa, non so se puoi ricordare! tu mi avevi detto: "non faccia altro, scriva!" ed io cosi' faccio, ma ahime' il poi non e' molto semplice! vorrei, se fosse possibile, chiederti qualche banale consiglio: a chi indirizzare un dattiloscritto, evitando agenti letterari e case editrice che pubblicano a pagamento? e poi, come promuovere un libro edito da una piccola casa editrice? grazie di tutto!
Elisabetta Caravati
Cara Elisabetta Caravati Il consiglio è di mandare i propri scritti a una rivista. Prima di affrontare lì'editore cerchi una rivista, magari on line, ce ne sono tante e hanno bisogno di scritti. Anche Nuovi Argomenti, pubblicata dalla Mondadori, cerca e pubblica nuovi autori. Provi! E auguri da Dacia m

INVITO
Gent.ma Sinora Dacia Maraini (sono in difficoltà nel chiamarla Dott.ssa o Prof.ssa !!) comunque mi preme premettere che Lei ha tutta la mia ammirazione e stima, come donna e scrittrice. Sono un pittore e scultore, abruzzese che dopo 30 anni a Milano faccio ritorno in questo meraviglioso abruzzo "almeno nel paesaggio!!" il mio desiderio è poterla vederla madrina in una inportante mia expo personale a Pescara presso il Museo Aurum, sabato 7 gennaio 2012 ore 16,30. Naturalmente a corredare la serata sono stati invitati diverse personalità dell'arte, politica ecc. Mi permetterò a stretto giro di posta inviarLe la monografia inerente alla mostra stessa. Spero si possa realizzare questo mio sogno a cui tengo molto, e di certo le sarò grato.
Bruno Di Pietro
Caro Bruno Di Pietro Grazie per l'invito. Purtroppo il 7 gennaio sono impegnata altrove. Ma sono sicura che avrà molto successo. Glielo auguro Un caro saluto e tanti auguri da Dacia m

francesca mauri
Buon giorno, MI chiamo francesca Mauri figlia di Carlo Mauri. Avrei bisogno di parlare con lei e non riesco a trovare un contatto che me lo permette. Le auguro una buona giornata. Francesca
Francesca Mauri
Buongiorno, sono l'amministraqtore del forum. Può mandare il suo indirizzo mail e la motivazione della richiesta? Grazie

Così giovane e già moderato
Cara Dacia, provo a copiare le prime3 o 4pagine ma ho pochi caratteri a disposizione. 1Piacere, di che corrente sei? Mi presento. Ho 20 anni,mille pensieri in testa e un tessera del Partito in tasca.Faccio parte della corrente di Salvo Permiracolo, Segretario della Giovanile e membro della corrente di Mario Badapazzi, Responsabile Organizzazione del Partito e Referente Provinciale della corrente di Michele Puntoinalto, assessore regionale al welfare.La nostra corrente a sua volta è federata alla corrente regionale di Felice Semisiedo il quale, a livello nazionale, sostiene il nostro attuale Segretario. Nel mio partito la cosa più importante è l’appartenenza. La tua vita politica dipende da come hai deciso di collocarti all’inizio e ogni minimo cambiamento ha degli sviluppi catastrofici e incredibili. Quando fuori dagli ambienti del Partito mi chiedono quali siano le mie idee politiche, rispondo in modo articolato, definendomi talvolta di sinistra. Qui dentro è diverso: io sono un permiracoliano
Roberto
Caro Roberto La sua idea è buona. L'inizio sfolgorante. Ma si tratta di teatro o di prosa? E come pensa di continuare? Io comunque la incoraggerei. Vada avanti col sarcasmo, ne abbiamo bisogno. Auguri da Dacia m

Auguri!
Cara Dacia, tanti Auguri di Buon Compleanno. Buona Festa.
Fausta Verga
Cara Fausta Grazie per gli auguri. Ora siamo in dicembre e mi sento in colpa per avere trascurato il Forum. Scusate tutti. Cercherò di essere più attiva e presente con voi che mi seguite con tanta pazienza. Tanti auguri di buon anno da Dacia m

Grazie!
Gentile Sig.ra Maraini, La ringrazio di avermi almeno risposto! Quando avrò un po´ di tempo le invierò qualcosa attraverso il forum. Un sentito grazie!
Paola Fanti

GRAZIE
Grazie per la disponibilità e per la cortesia che hai mostrato stasera alla Microeditoria di Chiari. Sei sempre stata una donna meravigliosa. Grazie ancora.
Marina

La ragazza con la treccia: versione cartacea
Gentile Sig.ra Maraini, sono la responsabile di un Club di Lettura in una scuola di lingue della Spagna.Le scrivo perchè abbiamo scelto il suo libro di racconti: "La ragazza con la treccia" per iniziare la nostra attività partendo dalla lettura del racconto pubblicato in questa sua pagina "Il calciatore di Bilbao", che è piaciuto molto agli alunni.Purtroppo adesso ci troviamo con il problema di che il testo in formato libro è irreperibile.Saprebbe informarci di come acquistare qualche esemplare in versione cartacea? La ringrazio molto delle indicazioni forniteci.Le invio un cordiale saluto di tutto il nostro gruppo di lettura
Ruth Vázquez
Cara Ruth Vazquez Mi fa piacere che vi siate soffermati su un mio racconto. Di cui purtroppo non conservo neanche una copia.Credo che l'unica soluzione sia quella di fotocopiare il racconto e distribuirlo fra gli studenti. Comunque mandi il suo indirizzo elettronico al Forum, le scriverò personalmente, molti auguri da Dacia m

A proposito di Aldo Forbice
Ciao Dacia , ti ammiro come scrittrice e come donna e perciò mi dispiace che sei "caduta" nella trappola di Aldo Forbice , il conduttore di Zapping su Radio1 , meglio noto come il Minzolini della Radio. Hai infatti aderito, offrendo la tua voce a sostegno , alla demagogica e ipocrita campagna pseudo anti -casta che il conduttore più screditato della RAI ha imbastito per gettare un po' di fumo negli occhi degli ingenui nel tentativo, destinato al fallimento, di recuperare un po' di credibilità alla sua immagine ormai irrimediabilmente compromessa. Se leggi qui , ti consiglio di fare un giro su questa pagina fb http://www.facebook.com/pages/Vogliamo-Zapping-senza-Forbice/147275485318351 , che in modo preciso e documentatissimo ha ricostruito tutte le performances e gli inganni di questo conduttore e del suo programma. Aldo Forbice é lo scandalo N° 1 dell'informazione RAI berlusconizzata, superiore per arroganza e impudenza allo stesso più noto Minzolini. Ciao, e accetta questo consiglio
Francesco Pagano
Caro Francesco Pagano Quando mi chiedono di aderire a un appello contro la pena di morte o contro i privilegi della casta, io aderisco, non importa chi ci sia dietro. Sono d'accordo con lei però che Forbice è aggressivo e tratta male chi telefona esprimendo una qualche forma di critica anche larvata. Io lo ascolto poco ma quel poco non è un bell'ascolto. Grazie della segnalazione. Andrò a leggere il sito che mi indica. Moltissimi auguri per l'anno nuovo che, senza Berlusconi, sembra già un anno diverso dagli altri e promettente. un carissimo saluto da dacia m

Palestina
Grazie per il tempo che mi ha dedicato! Mi scrive che posso inviare un paio di pagine, ma qua sono disponibili sono mille caratteri. Sono tecnologicamente ignorante - e non solo tecnologicamente...- ma non capisco se posso inserire un allegato da qualche parte. Grazie ancora.
Mariagrazia Nemour

sempre su Nuovi Argomenti
Egregia signora Maraini, mi dispiace informarla che neanche l'indirizzo redazionale da Lei fornitomi (argomenti1@mondadori.it) è valido. Al contrario, respinge le e-mail. Attendo, pertanto, un altro recapito. Moltissime grazie.
Dario Gigante
Caro Dario Gigante Glielo ripeto: Nuovi.argomenti1@mondadori.it. Questo è l'indirizzo. controlli di averlo compilato bene. Un saluto e tanti auguri da Dacia m

La ragazza con la treccia
Gent.le Sig.ra Maraini, sono un giovane studente di Catania e l'anno scorso ho frequentato un corso di regia cinematografica presso la scuola di cinema "Immagina" di Firenze (dove attualmente vivo) di Giuseppe Ferlito, al termine del quale ho girato il mio primo cortometraggio. Ho recentemente letto il suo libro "La ragazza con la treccia" e sono rimasto molto colpito proprio dal raconto da cui il libro trae il titolo; la mia idea sarebbe quella di girare il mio prossimo cortometraggio basandolo proprio su questa storia. Tale lavoro non ha nessuno scopo di lucro ma solo quello di presentarlo ad eventuali concorsi per cortometraggi. Desideravo chiederle dunque l'autorizzazione per potere utilizzare la storia de "La ragazza con la treccia" per la realizzazione del mio cortometraggio; qualora lei fosse disponibile sarei onorato di mandarle una copia della sceneggiatura per ricevere una sua approvazione. Cordiali Saluti.
Alberto Strano
Caro Alberto Strano sono contenta che le piaccia il mio racconto La ragazza con la treccia. Va bene farne un breve filmato. Ma mi faccia leggere la sceneggiatura prima di cominciare. Mandi al Forum il suo indirizzo privato, le scrivero di persona, un caro saluto da Dacia m

10 anni di guerra
Gentile Dacia: ho letto l'articolo su di lei nella rivista di Amnesty International. Desidero segnalarle che in quel numero (Ottobre 11) non si fa menzione, nemmeno un misero paragrafetto, della ricorrenza decennale dell'inizio dei bombardamenti americani sull'Afganistan, Ottobre 2000. Mi occupo a Roma di rifugiati afgani e mi chiedo di quali ingiustizie si occupa Amnesty - che pure sostengo - se non si ricorda quasi mai di questa guerra criminale che causa distruzione, morte, miseria in maniera sempre maggiore? Quanto tempo può durare l'annientamento di un paese senza che nessuno dica basta? Sono sicura che presterà attenzione a questa segnalazione. Con affettuosa ammirazione
Sandra Venturini
Cara Sandra Venturini Ha ragione. Non sono però responsabile delle scelte di Amnesty. Il problema di quella guerra è che è stata decisa da tanti Stati in comune accordo. Ma le guerre sono tutte sbagliate, di questo sono convinta. Non viene mai fuori niente di buono dalle guerre, se non violenza e ancora violenza. Grazie per quello che fa. molti auguri agli amici afgani da Dacia m

Boschi di vetro
Gent.ma Signora Maraini, in occasione dei due ultimi incontri con lei organizzati a Catania dalla libreria Cavallotto, le ho dato due volte il libro di immagini e poesie "Boschi di vetro", chiedendoLe un giudizio sulle poesie. Pur avendomi ogni volta assicurato che mi avrebbe inviato un suo commento via e-mail, fino ad oggi non ho ricevuto nemmeno un rigo. So bene che i suoi moltissimi impegni assorbono il suo tempo, ma penso che dopo due anni.... Resto pertanto ancora in fiduciosa attesa. Cordialmente
Emma Traina Ghirardini
Cara Emma Quando lo dico sono sincera, ma poi mi trovo con cento libri da portare a casa e a volte mi ci perdo. Mi scusi. Provi a mandare una o due poesie qui al Forum. E' il modo migliore di leggerle. Molti auguri di buon anno da Dacia m

16 anni
Cara Dacia, non ho ancora sedici anni, ma vorrei esprimerle tutta la stima che ho per lei, per la sua tenacia e per la sua vita così particolare... Sono una giovane, giovanissima scrittrice (se così mi posso definire) e sarei felicissima di fare un decimo della sua carriera, ma mi accontenterei di stringerle la mano quando a dicembre verrà a scuola per un incontro riguardante il suo scritto "sulla mafia". Buona fortuna per i suoi progetti e grazie per quello che ci ha regalato scrivendo.
Marisa
Cara Marisa anch'io sarò contenta di conoscerti. Ti piace leggere? La prima passione, per uno che vuole scrivere, deve essere la lettura. Legga tanto, tanto. È leggendo che si impara a scrivere. Tanti auguri e, a presto, Dacia m

Così giovane e già moderato
Cara Dacia, siamo Roberto e Ludovico,due studenti dell’università di Bologna,iscritti al quinto anno della facoltà di Giurisprudenza. Oltre a studiare, da molti anni militiamo nel Partito Democratico. Siamo attivi in ambito universitario,ricoprendo rispettivamente la carica di Senatore Accademico e di Consigliere di facoltà. Nel corso di questi 5 anni di militanza nella giovanile del partito abbiamo avuto modo di conoscere a fondo le dinamiche che regolano la vita politica interna della nostra organizzazione. A seguito di questa nostra esperienza abbiamo scritto un libro, un romanzo breve, per condividere con più gente possibile e con chi non ha mai avuto modo di fare esperienza politica,quella che è la realtà delle giovanili di partito, in ogni loro aspetto anche in quelli peggiori. Ci farebbe piacere, se avesse tempo e voglia, di fornirci una opinione su quanto scritto. Le invieremmo volentieri la sinossi via mail o se fosse possibile direttamente nel forum. Grazie mille.
Roberto e Ludovico
Cari Roberto e Ludovico Curioso che abbiate pensato di scrivere un romanzo su una esperienza politica come la vostra. E poi in due. Come si fa a scrivere un romanzo in due? Va bene che ci sono stati Fruttero e Lucentini, ma è una eccezione che conferma la regola: la scrittura creativa è un fatto strettamente individuale. Ma forse sta in questo la vostra novità. Perché no? Mandatemi su questo sito, più che una sinossi, un capitolo -insomma le prime tre o quattro pagine- del vostro scritto e lo leggerò volentieri. A presto, con simpatia Dacia m

Invito alla lettura
Carissima Dacia, mi piacerebbe tanto che lei leggesse i miei libri: un romanzo breve e una raccolta di poesie, pubblicati alla fine del 2009. Immagino che lei abbia tante altre cose da fare e tanto altro materiale da visionare, eppure nutro da tempo la speranza che lei possa e voglia, soprattutto, ricevere i miei testi. Con affetto e stima Lorenza
Lorenza
Cara Lorenza Volentieri, ma non fuori da questo Forum. Mandi qui qualche pagina del suo romanzo e appena ho un momento di tempo lo leggerò e le dirò il mio parere, che sarà sincero, come sanno i lettori di questo forum. Un carissimo saluto da Dacia m

Deportazione
Gentile Signora Maraini ho assistito alla conferenza che ha fatto a Piacenza per Pulcheria. Ci siamo scambiate 2 parole al momento finale. Ho scritto una canzone che parla di Deportazione, e mi piacerebbe davvero tanto condividerla con lei. Distinti saluti.
Eliana
Cara Eliana Una canzone? bene, mi mandi il testo sul Forum. Per la musica ci pensiamo dopo. Cominciamo dal testo. va bene? un caro saluto da Dacia m

Francoforte
Gentilissima Sig.ra Maraini, forse non mi risponderà mai ma voglio sperare che non sia così! Innanzitutto vorrei complimentarmi con Lei per un paio di Suoi libri... "La lunga vita di Marianna Ucrìa" e "Il gioco dell´universo", il libro "scritto" con Suo padre. Il mio messaggio è, però, abbastanza interessato. Qualche anno fa l´ho incontrata a Francoforte, dove era per una conferenza. In quell´occasione Le ho dato un mio "piccolo" libro - "Cerchi" - e avrei desiderato avere un riscontro. Le dico che sono stata presa da un pudore quasi infantile e non Le ho dato alcuna informazione sul dove avrebbe potuto, eventualmente, contattarmi. Lo so che riceverà una quantità enorme di manoscritti e non pretendo che li legga tutti e a tutti risponda... mi piacerebbe, però, sapere che cosa ne pensa...per adesso non ho pubblicato nient´altro... lavoro, lavoro, lavoro... ma le confesso che scrivo ancora e sogno... La ringrazio, se vorrà in qualche modo mettersi in contatto con me.
Paola Fanti
Cara Paola Lei vede da queste richieste che dovrei trascorrere le giornate a leggere testi di aspiranti scrittori. E non ho nemmeno una casa editrice al fianco. Ma posso leggere qualche pagina di quello che scrive, se lo spedisce al Forum e darle un parere. Dalle prima pagine si possono capire tante cose: la scrittura, lo stile, il ritmo. Come dico sempre, un libro non è fatto solo di una storia -che naturalmente conta- ma è fatto sopratutto di una scrittura personale che assomiglia a una partitura musicale. È quella musica che arriva all'orecchio del lettore. Non si scoraggi, mandi le pagine e buon lavoro! Dacia m

Orecchio del Vate
Gentile Dacia Maraini ho inviato a Pescasseroli alcuni mesi fa una copia del mio romanzo sull'Abruzzo L'Orecchio del Vate. Vorresi sapere se è pervenuto e se ha avuto modo di leggerlo, e naturalmente un parere. Cordialmente
Rossana Cilli
Cara Rossana Cilli Il suo libro è rimasto a Pescasseroli, dove andrò a fine dicembre. Lo riprenderò in mano appena torno in montagna. Ma non aspetti mesi per scrivermi. Ho troppe richieste di letture. A presto, Dacia m

Intervista
Gentile Sig.ra Maraini, sono un'artista italiana, di origini maremmane e vivo in Germania, precisamente in Baviera, da circa 18 anni, il mio nome è M. Cristina Picciolini. Le scrivo questa lettera senza la pretesa né l'illusione che abbia il tempo di rispondermi. Tuttavia nutro la speranza che la prenda sul serio. Sto lavorando a un mio progetto che consiste nella realizzazione di una serie d’interviste ad artisti italiani residenti in parte all’estero, soprattutto in Germania, e in parte in Italia. Gli artisti di diverse specialità, di diverse generazioni, e più o meno “famosi” o “conosciuti” sono idealmente uniti nel progetto da un “filo conduttore”, reale ed emozionale. Reale in quanto legato sia alla consapevolezza di chi ha lasciato alle spalle un'Italia che fa sempre molto parlare di sé - anche all'estero - sia alla forza d'animo di quegli artisti che invece sono rimasti e hanno trovato la loro strada. Emozionale perché comunque di vita si parla. Le interviste dovrebbero portare a riflettere su queste tematiche: emigrazione; integrazione; immigrazione (problematiche più datate e in buona parte risolte in Germania, più giovani, “drammaticamente” attuali e poco risolte in Italia); arte; politica; Italia; problemi sociali; il viaggio (scappare o rimanere); la professione di artista. Nella mia lista ci sono, musicisti, cantautori, scrittori, pittori e scultori. La raccolta di interviste diventerà un libro dal titolo ancora “segreto” ma dai sottotitoli, “storie di artisti via dall’Italia, storie di artisti che sono rimasti in Italia“. Rimango in attesa sperando in una Sua riposta e mi auguro di averla tra i miei personaggi da intervistare. Cordiali saluti www.picciolini.de
Cristina Picciolini
Cara Cristina Picciolini Mi pare una bella idea. Mandi le domande al Forum e le risponderò. Non sarà male che anche gli altri leggano le risposte alle sue domande sull'emigrazione. Magari chiederemo al gentile Gianluca di darmi piu spazio per le risposte. Va bene? a presto, Dacia m

Saluti
Cara Dacia, sono passati tanti, ma tanti anni, dalla gioventù! Forse ti ricorderai ancora di me, Giovanni Guzzo, ma sicuramente ti ricorderai del Village Magique. Ho seguito i tuoi successi, attraverso la stampa e ti vedo in TV. Ti mando i miei complimenti ed i più affettuosi saluti. Giovanni
Giovanni Guzzo
Caro Giovanni Guzzo Sì, mi ricordo del Village Magique e di Giovanni lo spiritoso. O sbaglio? Così ricordo. Grazie per gli auguri. Un saluto carissimo da Dacia m

Nuovi Argomenti
Egregia signora Maraini, sono un giovane scrittore a cui piacerebbe sottoporre un racconto alla redazione di Nuovi Argomenti. Purtroppo, i diversi indirizzi e-mail contraddistinti dal dominio nuoviargomenti non sono più operativi e, on line, non ho reperiti recapiti aggiornati. Il centralino della Mondadori sembra saperne quanto me. Mi può fornire Lei un contatto utile, il Suo o un altro valido? La ringrazio moltissimo.
Dario Gigante
Caro Dario Gigante Ecco l'indirizzo di Nuovi Argomenti. argomenti1@mondadori.it Scriva pure. Le risponderanno. A presto, Dacia m

una storia, di nuovo
Gentile Dacia - e gentile lo sei davvero, a rispondere in continuazione! -, vorrei approfittare della tua professionalità e ricevere qualche critica su questo incipit. Grazie! Un punto alto nel cielo, 25 agosto 2009 “Ah, ah”. Alito sul pennino, che sceglie sempre il momento peggiore per finire l’inchiostro. Porcoschifo! Avrei bisogno anche di una colonna sonora. Vediamo cosa c’è nell’ipod di Alessia: TTM. Solo musica di TTM, come sempre. E va bene, vada per il funky. Sono giovane, temeraria e palestinese. Ma non basta: sono anche l’autrice di un romanzo sul mio Paese che in rete ha compiuto il giro del mondo innumerevoli volte, rendendo la questione israelo-palestinese il tema preferito dei talk show più in voga. La mia famiglia è il mio Paese perché questa Terra - piccola, una striscia di scotch e qualche ritaglio, niente di più - si è presa mio fratello e mia madre. E ora mi chiede anche di sperare. Sperare: un verbo difficile da usare quando sei sotto occupazione.
Mariagrazia Nemour
Cara Mariagrazia Nemour Il suo inizio ha un piglio ironico e spiritoso. Bene. Però dopo entriamo in un campo drammatico: la Palestina, la morte dei genitori e quel suo "aha aha" diventa un poco contradittorio. E poi, sinceramente chi è che scrive più col pennino e l'inchiostro? Mi mandi un pezzo un poco più lungo. Il tema è attuale e di grande impatto emotivo. Deve trovare un tono giusto. Ma continui, mi sembra che abbia delle cose da dire... Un caro saluto da Dacia m

Un incontro casuale
Cara Dacia, Le mando una mia poesia, con l'invito di dare un giudizio quando può. Saluti Gli occhi, i tuoi, mi osservano, sono profondi come il mare ... ed io, una sensazione strana mi pervade, il mio corpo, tutto, inizia a tremare. Ed ecco che non mi sento più io, sento solo che sono me stessa, quella che mi porto sempre dentro ma che con gli altri è del tutto diversa. Dal profondo dei tuoi occhi vedo come in uno specchio dentro la tua anima ... Dio mio ... quant'è bella ... mi sento come non mai ... serena, appagata, felice ... il mondo intorno è fermo e nulla dice. I nostri occhi continuano a scrutarsi ... qualcosa ormai è successo, così diverso, irrevocabile, irragionevole, inspiegabile, inafferabile ... unico. C'interroghiamo, in silenzio, se questo momento avrà un seguito, un motivo importante, un senso vero, chissà, forse sì, speriamo di sì ... Ci presentiamo ... "Ciao, come ti chiami? Io sono donna e tu? Uomo, piacere."
Concetta
Cara Concetta La sua poesia è sincera ma la sincerità non basta, purtroppo. Le sue parole sono piu aadatte a una canzone sentimentale che a un progetto letterario. Provi a leggere più poesia moderna: Valerio Magrelli, Patrizia Cavalli,Franco Buffoni,Vivian La Marque, Valentino Zaichen, Fabio Pusterla e tanti altri che può trovare nelle librerie. Con molti auguri, Dacia m.

Salve da Albania!
Salve. Mi poi dire chi sono gli tuoi piu grandi pasioni, senca includere Poesia e Teatro. E se hai visuto dei crisi nella tua vita? grazie, ti auguro buone cose.
Adona
Cara Adona Grazie cara Adona per avere scritto dall'Albania. Cercherò di rispondere alle sue domande. Chi sono le mie passioni? ma in che senso? letterarie, musicali, spirituali? Immagino che lei pensasse alla letteratura. Il primo libro che ho amato appassionatamente è stato PInocchio e devo dire che lo amo ancora. Penso che sia un libro per bambini ma anche per adulti.Può essere letto in tanti modi diversi. IN quanto alle crisi: beh certo, sono passata attraverso tante crisi, sia fisiche (ho perso un bambino poco prima del parto), (sono stata investita da una auto mentre andavo in bicicletta), sia spirituali (ho sofferto molto per la perdita di persone amate, come mio padre, come il mio compagno Giuseppe.) Contenta? Se ha altre domande, me le mandi. Sta comunque per uscire un breve romanzo autobiografico in cui rispondo cojn più dettagli alle sue domande. A novembre da Rizzoli. Un caro saluto da Dacia m

Invito
Cara Maraini, sono Alfredo Stella, sociologo e giornalista, che lavora presso il Centro di riabilitazione per diversamente abili L'Oasi, sito in Castel Campagnano in provincia di Caserta. Mi occupo soprattutto di terapia occupazionale e progettazione. In questi giorni, assieme alla casa editrice Melagrana che ha pubblicato il mio libro 'Sotto la Campana', che narra la storia vera di un ragazzo autistico, abbiamo ideato il 'Primo concorso di scrittura creativa a tema (disabilità) per le scuole di primo e secondo grado della provincia di Caserta. La giornata conclusiva, destinata alle premiazioni degli elaborati che ci saranno pervenuti, si terrà l'ultimo sabato 24 marzo 2012. Quello che sto per chiederLe, mi mette un certo imbarazzo, lo confesso: noi de L'Oasi saremmo strafelici poterla averla e proclamarla madrina del concorso. Non oso aggiungere altro ed attendo eventuale risposta (mi auguro affermativa) Affettuosi saluti
Alfredo Stella
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può gentilmente inviarci il suo indirizzo mail? Grazie

La scrittura
Non ci accomuna molto, solo la gioia dello scrivere, e magari è già tanto; quel desiderio, che credo comune a entrambe, di consegnare le proprie emozioni e il proprio sentire la vita alla pagina bianca di un foglio, che ne stimoli successive riletture, in un universo ormai prosastico e scevro da coloriture metafisiche qual è quello che ci stringe, oggi, in una morsa di reale sempre più asfittico e privato delle ali che conduca ad alte vette. Questa è la scrittura e di questo La ringraziamo, immensamente, per il contributo che ne ha voluto lasciare.
Mariagrazia Tumbarello
Cara Mariagrazia Tumbarello Non capisco bene la sua lettera, che è criptica. L'unica cosa che ho capito è che abbiamo una passione in comun: la scrittura. Questo è vero e le dò ragione quando dice che è una gioia anche se tormentosa e che occupa interamente la vita. Il resto provi a dirlo con piu chiarezza. Un caro saluto da Dacia m

Lo stupro
Gentile Dacia, le scrivo perchè ricordo di averla ascoltata più volte parlare della violenza sulle donne. Recentemente mi sono avvicinato ad una donna che, prima di un eventuale rapporto più intimo tra noi, ha voluto confidarmi di aver subito una violenza quando era appena 17enne. Credo di essere abbastanza sensibile e questo mi ha provocato una specie di shock, come se quella immagine di lei mi si fosse stampata nella mente. So che le sue parole sono sempre dolci e sagge e quindi le chiedo di rispondermi cercando di farmi capire come superare questa emozione che mi ha pervaso. Grazie
Francesco
Caro Francesco vi prego innanzitutto di aggiungere un cognome al vostro nome, è necessario al server del Forum per ritrovare le vostre lettere. Se tenete al segreto, mettete un cognome falso, non importa. E' solo una quesitone di comodo. Grazie. Vengo a lei Francesco: più che una emozione mi pare che le parole della sua ragazza abbiamo provocato in lei paura e disgusto. Si può capire. Ma non vorrei che lei rimanesse prigioniero di questo disgusto che chiama gentilmente shock emotivo. Pensi per un momento se fosse capitato a lei (anche i ragazzi vengono violentati a volte). Si sentirebbe meno sensibile, meno pulito, meno disponibile all'amore? Consideri che la sua ragazza è una persona e non solo un corpo che ha subito una ferita, una persona dotata di un pensiero, una parola, un sentimento e lei, se ama, ama tutto questo in lei, non le pare? La abbracci come abbraccerebbe un se stesso che è stato umiliato ma che ora vuole solo ricomquistare la fiducia in sè e negli altri con l'amore. Un saluto, Dacia m

Giovanni de Simone
Cara Dacia, posso darti del tu? Ci siamo incontrate solo 2 volte; la prima in casa di Dodino ed Elvira Chiaramonte (avevamo diciotto anni,anche meno). La seconda quando intervistavi Giovanni a Villa Niscemi.E'poco per sollecitare il tuo ricordo. Ma appartengo ad una generazione ottimista e fiduciosa e soprattutto vivo come se luoghi e persone fossero rimasti immobili, pietrificati nel tempo. Sono 20 anni che mio marito è mancato e vorrei tenere viva la memoria di lui e delle sue opere creando una associazione culturale senza scopo di lucro e vorrei sapere se vorresti fanne parte. Spero in una tua risposta sollecita e positiva; ti manderei subito lo statuto che debbo comporre in attesa di tue osservazioni e idee. Ti sono grata fin da ora per tutto il tempo che potrai dedicarmi e quello che potrai suggerire alla mia inesperienza. Sarà un aiuto ed un incoraggiamento immenso.Sono piena di buona volontà ed entusiasmo ma molto impreparata e coscente di esserlo.
Eliana de Simone
Cara Eliana De Simone Grazie per avere pensato a me. Certo ricordo quel giorno in Sicilia anche se sono passati tanti anni. Mi dispiace per Giovanni davvero. Aderisco senz'altro alle iniziative per ricordarlo, ma da lontano. Non ce la faccio assolutamente a venire in Sicilia per l'occasione, nè a partecipare a riunioni o incontri, proprio non ce la faccio. Un carissimo saluto da Dacia m

Un progetto per la Sicilia
Ho necessità di avere un contatto diretto per trasferire una storia incredibile che mi ha portata in Sicilia per un Progetto di vero sviluppo che non ha confini di dimensioni. La sensibilità e l'amore verso la Sicilia che lei, Dacia Maraini, mi dà la certezza che l'unica persona che può trasformare in libro questa straordinaria avventura è lei. Basteranno poche parole per potermi dare una risposta. Attendo un cenno di riscontro e nel frattempo la mia grande stima nei suoi confronti.
Titti Zabert
Cara Titti Zabert Bello che lei abbia pensato a me per la sua storia. Ma purtroppo devo deluderla: non scrivo storie consegnatemi da altri. Provi a scriverla lei. Anche solo come testimonianza sono sicura che sarà interessantissima. Un caro saluto da Dacia m

ABRUZZO IN FESTA
Gentile scrittrice, conservo caramente i suoi libri. Sono innamorato della ricerca e nutro un profondo legame con la mia terra. Annovero tra i ricordi più belli una sua partecipazione al Premio Scanno, allora organizzato dal suo fondatore, il compianto Riccardo de Horatio Tanturri. In quell'occasione ero un giovane segretario comunale di montagna alle prime incombenze. Se fosse interessata, potrei farle avere una bozza del testo, già impaginato, sperando nell'eventualità di un suo scritto di presentazione. Un sorriso
ENRICO TRUBIANO
Caro Enrico Trubiano Leggerò volentieri il suo libro, lo spedisca pure presso la Rizzoli, me lo faranno avere. Ma non mi chieda uno scritto, perchè ho detto no a molte richieste come la sua e sarebbe scorretto favorirla. Purtroppo ho troppi impegni e poroprio non ce la faccio. Un caro saluto da Dacia m

Bagheria
Cara Dacia, avevo letto tempo fa il tuo libro su Bagheria e quest'estate, in vacanza in Sicilia, ho visitato la città. Ho sentito molta rabbia per quello che Bagheria potrebbe essere e non sarà più. All'interno del museo Guttuso ho fotografato la mappa storica del 1850, in cui si vede che la città intera era composta da ville e parchi. Sto rileggendo il libro, assieme al mio ragazzo. Ho voglia di continuare a pensare a questo posto e alla magia di un tempo, perchè se lo dimentico, se lo dimentichiamo, avrà vinto chi ha il potere di distruggere e cancellare la memoria, la storia, il fascino del passato. Cosa rimarrà allora? Un saluto
Vera Blasutti
Cara Vera Blasutti Sono perfettamente d'accordo con lei. Bagheria ha distrutto se stessa, favorendo la speculazione e la sistematica rapina del territorio. Se vuole saprne di più legga anche LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA in cui descrivo molte bellezze di una Bagheria scomparsa. Anch'io, ogni volta che ci torno, ci sto male. Con amicizia, Dacia m

Adrien grosse
grazie mille per il consiglio ne farò buon uso , le ho inviato un altro piccolo stralcio mi farebbe piacere se lo guardasse! Cordialmente
Siria Vite




Lettera di un sabato di settembre
Scusate se ho provato più volte ad inviare ma non capisco bene se ci sia una limitazione nel n. di caratteri o meno. Forse con il copia ed incolla. Comunque vi prego di scusarmi e considerare solo questa versione corretta della lettera inviata. Grazie. Cara Dacia ti allego una mail che ho scritto alcuni giorni fa in occasione di un triste avvenimento e che ho condiviso con un amico comune. Vorrei che fosse pubblicata sul tuo forum per ricordare la memoria di una persona che viveva in solitudine. Ti allego la mail con relativa risposta. Un saluto Guido Fabrizi Roma 10/09/2011 Caro P. oggi non ti scrivo per chiederti una mano su di un progetto, o sottoporti una qualsiasi mia idea. Ti scrivo perchè questa giornata mi ha lasciato una profonda malinconia ed uno stato di pacata rassegnazione nei confronti della vita. Voglio raccontarti una breve storia che ho vissuto. Questa mattina stavo per uscire per andare al mare quando, arrivato nel cortile di casa, è cambiata totalmente la mia giornata. C'erano due poliziotti che si aggiravano intorno all'appartamento del piano terra, il piano sotto al mio, dove viveva da sola una donna tedesca di sessant'anni, Monika Ryba. Donna intelligente e colta, sbarcava il lunario facendo la guida turistica nella Basilica di San Pietro, conoscendo perfettamente quattro lingue. Sei anni fa aveva perso il marito, Giuseppe Juhar, ungherese che, quarant'anni prima, rinunciò al sacerdozio dopo essersi innamorato follemente di lei. Un uomo in gamba Giuseppe. Pensa che la casa in cui abitavano gli era stata donata da una donna come ringraziamento per aver salvato il fratello nel 44" dalla deportazione in Germania. Oltre ad essere un teologo, era anche un brillante studioso di musica sinfonica, tanto che negli anni passati si narra venisse a trovarlo il maestro Von Karajan. Penso che Monika fosse innamoratissima di quest'uomo e non credo che abbia mai elaborato questo vuoto. Dalla finestra della cucina, dopo aver forzato l'avvolgibile, si vedeva una luce della cappa rimasta accesa, la padella sui fornelli, il tavolo non sparecchiato con i piatti sporchi. Una triste istantanea che subito ci ha fatto comprendere che ciò che stavamo vedendo era già appartenente al passato. Ho scoperto insieme alla polizia che lei stava nel suo letto, morta da martedì otto settembre. Il resto è umana prassi burocratica del passaggio da una vita all'altra. E' strano come una persona di cui percepivo distrattamente solo la presenza, adesso rappresenti un vuoto. Non più le serrande alle tre di notte che scandivano le mie nottate o il suono dei piatti mentre li lavava. Nei giorni a venire resterà solo una casa vuota pervasa dall'odore della morte, abitata da chi provvederà a sgombrare per vendere tutto a qualche robivecchi, mentre qualche condomino si approprierà del suo parcheggio. Ora, sulla porta di quella che è stata casa sua ed il suo luogo d'amore, c'è un mio mazzolino di margherite ed il ricordo delle nostre brevi litigate condominiali, ormai lavate dall'acqua che aveva dimenticato aperta per annaffiare il suo piccolo giardino fiorito. Fiori effimeri che, inconsapevoli, spesso avevano alleviato tante delle mie malinconie. Scusa se ti mando questa storia, ma ho pensato che fossi la persona giusta a cui raccontarla. Un abbraccio. Guido Fabrizi Risposta: Una storia davvero dura. Nel procedere nella lettura, già dopo poche righe, volevo smettere di leggere, cancellare tutto, illudermi che non si concludesse come SAPEVO che si sarebbe conclusa. Ma l'ho letta e mi sono avvicinato anche io a quello spiraglio della finestra. Mi hai dato un po' del tuo dolore da spartire. Lo sto condividendo nel segno della nostra amicizia. P.
Guido Fabrizi
Caro Guido Fabrizi Una storia molto dolorosa, raccontata molto bene, con tenerezza e lucida memoria. Grazie per avermela narrata. La storia dell'amica tedesca fa riflettere sulla brutale solitudine di una società tecnologica che ti porge continunamente nuovi strumenti di comunicazione e contemporaneamente perde tutti i fili a cui erano appese la solidarietà, la curiosità, l'amicizia, l'incontro fra esseri umani Affettuosamente, Dacia m

Un saluto per un sogno
Salve, era tanto che volevo scriverle. Volevo solo dirle che la prima volta che l'ho vista avevo 14 anni ed era esattamente l'8 marzo del 1975 a Faenza. Doveva essere una mattina di lezione a scuola come tutte le altre, e invece molte mie compagne erano fuori dall'istituto perchè volevano festeggiare per la prima volta l'8 marzo. Così ci ritrovammo nell'aula di una scuola che non ricordo e lì c'era lei. Per la prima volta avevo l'opportunità di vedere come era fatta una scrittrice "femminista". Ho un ricordo bellissimo di quel giorno, il sole che filtrava dai finestroni, il suo modo semplice e gentile di parlare a noi future donne. Immancabilmente ho desiderato di diventare una scrittrice e col tempo nel cassetto si sono accumulati immancabili manoscritti. Poi la vita scorre, elimina i sogni e a cinquant'anni ci rendiamo conto che non è la vita che ha cancellato i sogni, siamo noi che non abbiamo avuto il coraggio di tentate di realizzarli... e così leggo i suoi libri e sogno. Ciao
Raffaella
Cara Raffaella Sono contenta di averle lasciato un buon ricordo. Sa che verrò a Faenza, il 13 marzo del 2012. Spero di rivederla. Un carissimo saluto da Dacia m

Richiesta di appoggio degli Aiellesi Indignati
Gentile Dacia Maraini, siamo un gruppo di persone residenti ad Aielli (Aq) e La contattavamo per informarLa di ciò che sta succedendo nel nostro piccolo centro e per avere un suo supporto alla nostra causa. Non credo di doverLe dire dove si trovi Aielli visto la Sua frequentazione e il lustro che Lei ha dato alla nostra terra. Il giorno 20 agosto 2011, la piazza principale di Aielli Stazione ha cambiato nome, passando da piazza Risorgimento a piazza Guido Letta. Il sindaco del nostro paese, Benedetto Di Censo (PDL), ha ribadito in parecchie occasioni che questa intitolazione era il minimo che potesse fare per riconoscere al fu prefetto Letta il ruolo di benefattore nei confronti del nostro paese. In effetti Guido Letta si adoperò per la ricostruzione di Aielli nel dopoterremoto del 1915, in particolare per la costuzione di un pastificio e di una chiesa. Un tassello che potrebbe essere utile per comprendere le dinamiche dell’accaduto è dato dal fatto che in concomitanza con le celebrazioni del prefetto Guido Letta era previsto anche il conferimento della cittadinanza onoraria a Gianni Letta, nipote del prefetto Guido, in quanto figlio del fratello. La nostra indignazione nasce dal fatto che Guido Letta è stato uno zelante Prefetto del regime fascista che partecipò in prima persona ai misfatti di quella dittatura infame. La sua vita non è stata di certo marginale per la storia italiana e mondiale, ebbe, infatti, un ruolo attivo in uno dei peggiori, se non il peggiore, capitolo della nostra storia. Il Prefetto Letta, nel 1939, fu tra i più esigenti e rigorosi attuatori delle famigerate leggi razziali emanate dal fascismo e causa di deportazione e morte per migliaia di ebrei italiani. Ecco cosa scriveva il Prefetto Letta, nel 1939, in una ‘’riservata personale" del 5 luglio 1939, indirizzata ai "Fascisti Podestà e Commissari Prefettizi": "L’applicazione rigorosa delle leggi razziali, come era nelle direttive del Gran Consiglio, conduce ad una inevitabile conseguenza: separare quanto è possibile gli italiani dall’esiguo gruppo di appartenenti alla razza ebraica, che, se anche in parte discriminati, restano pur sempre soggetti ad un regime di restrizione e limitazione dei diritti civili e politici. Occorre pertanto favorire nei modi più idonei ed opportuni questo processo di lenta ma inesorabile separazione anche materiale. Su queste direttive richiamo la vostra personale attenzione e vi prego di farmi conoscere le iniziative, che d’intesa coi Fasci, prenderete al riguardo e i risultati ottenuti". Non è stato solo lo zelo con cui si distinse nell'applicazione delle leggi razziali a farci indignare, ma anche il fatto che per le sue simpatie naziste gli fu conferita la Croce al merito dell'Aquila Tedesca, una onorificenza istituita da Hitler in persona, che lo stesso concedeva agli stranieri più meritevoli agli occhi del Reich! Ad aggravare la situazione è la notizia che queste celebrazioni sono costate 20.000 euro finanziati dalla Provincia dell'Aquila con i fondi destinati ai terremotati che a detta del Presidente della Provincia sono "otto milioni di euro di trasferimenti ordinari che vanno a compensare i maggiori costi e le minori entrate derivanti dal terremoto; maggiori costi che hanno già sottratto risorse per le altre finalità dell’Ente che, purtroppo, non sono solo quelle della ricostruzione". Come gruppo stiamo cercando di lottare per far emergere quanto più sia possibile le numerose scelleratezze compiute dal nostro primo cittadino in questa indegna avventura, che presenta anche evidenti contrasti con i valori presenti e difesi dalla nostra Costituzione. Finora, insieme all'ANPI, ci siamo rivolti ai maggiori quotidiani nazionali ottenendo come risultato la pubblicazione di articoli su la Repubblica, Il fatto Quotidiano, l'Unità, Il Messaggero e di diversi giornali stranieri. Abbiamo pensato di rivolgerci a Lei vista la Sua storia personale e vista la Sua sensibilità verso questo genere di argomenti nonché le implicazioni che ne scaturiscono (revisionismo). Ci piacerebbe che Lei ci potesse dare la Sua disponibilità per un appoggio alla nostra iniziativa di cancellare questa brutta pagina e di far ritornare la piazza al suo nome: piazza Risorgimento. Ci piacerebbe farLe un'intervista ma ancor di più ci piacerebbe la Sua partecipazione ad un convegno che stiamo organizzando per il mese di dicembre o comunque possiamo concordare qualsiasi forma di collaborazione che Lei riterrà opportuna. La ringrazio anticipatamente della Sua attenzione con la speranza di essere contattato. A presto Antonio
Aiellesi Indignati
Caro Antonio di Aielli Cercherò di scrivere qualcosa a proposito della piazza che il vostro sindaco vuole intitolare a un prefetto razzista. Vi terrò al corrente, grazie della informazione, Dacia m

choisir -petizione donne-palermo
Cara Sig.ra Maraini,mi chiamo ornella speciale e le scrivo da palermo.scusi il modo diretto,ma avrei un piccolo sogno: averla qui a palermo il 30 settembre pv alle ore 16 per un incontro con tante donne che ha come oggetto una petizione europea per le migliori leggi a favore delle donne, petizione avviata da Choisir un'associazione francese che fa capo a gisele halimi.l'incontro viene promosso da choisir,eldr,idv a milano il 29.9 e a palermo il 30.9 .ci sarà il prof.leoluca orlando ,la magistrata alessia sinatra,il prof.g.di chiara,la senatrice giuliana carlino e poichè credo che il problema della discriminazione sia anche e soprattutto culturale oltre che giuridico vorrei tanto che lei potesse intervenire.spero tanto che dica di si. io almeno ci ho provato.diceva seneca:non osiamo perchè le cose sono difficili, le cose sono difficili perchè non osiamo. un abbraccio dalla sicilia.con ansia e speranza. ornella speciale-coord.reg.le donne idv sicilia
ornella speciale
Cara Ornella di Palermo Grazie per l'ìinvito. Purtroppo non posso venire a Palermo il 30 settembre, perchè sono impegnava qui a Pescasseroli a finire di scrivere un romanzo che devo consegnare entro fine mese. Comunque sarò a Palermo il 3, 4 e 5 ottobre, al Villino Florio il 3 per una giornata dedicata a Fosco Maraini (ore 16), a Palazzo Sambuca alle ore 21 del 4 e all'Istituto Gramsci Sicilia della Zisa, in Via Gili il 5 alle ore 18. Spero di incontrarla in uno di questi appuntamenti. Un carissimo saluto da Dacia m

1 Festival della poesia civile L'Aquila
Associazione “L’urlo” onlus 1° festival della POESIA CIVILE L’Aquila a cura dell’Associazione “L’Urlo” giovani onlus La poesia civile “sprofonda” nel luogo condiviso, quello della gente, sia dei vincitori che degli sconfitti; essa vive nella vita vera. Non deve forzatamente essere ideologica o politica, ma piuttosto saper trasmettere valori e idee,una denuncia delle ingiustizie sociali e politiche del mondo. In base a quanto esplicitato in premessa, la nostra associazione ha sviluppato l’idea, cardine del presente progetto, di organizzare un “festival della poesia civile” proprio a L’Aquila, 5^ città d’arte italiana ma soprattutto terra trasudante di storia, tradizioni, senso di cittadinanza. L'Associazione sarebbe lieta di averla come ospite in almeno una delle giornate del festival che avrebbe la durata di una settimana circa e comincerebbe il 6 Febbraio 2012. Sperando di risentirla colgo l'occasione per porgerle i miei più distinti saluti
Federico Congiu
Caro Federico Congiu Proprio in quei giorni di febbraio io sarò in India. Mi dispiace. Auguro ogni successo alla vostra iniziativa. Dacia m

Tesi di laurea "Maraini, padre e figlia in Giappone"
Gent.ma Signora Maraini, è un onore per me poter comunicare con Lei tramite questo forum. Sto scrivendo la mia tesi di laurea in Scienze per la comunicazione internazionale (Università degli studi di Catania), l'oggetto è il Giappone vissuto da Suo padre, Fosco e raccontato in "Ore giapponesi"; da Lei stessa,con l'approfondimento sui diari di Sua madre Topazia ne "La nave per Kobe" e da sua sorella Toni in "Ricordi d'arte e prigionia di Topazia Alliata". La mia idea è quella di sviluppare una tesi su tre dimensioni, partendo da questi tre libri e portando quindi i tre differenti punti di vista circa il vostro periodo giapponese. Ha qualche consiglio per me?? Ringraziandola anticipatamente. Distinti saluti
Giovanna M.
Cara Giovanna M. Mi fa piacere che lei faccia una tesi su tre libri che mi sono cari. Non credo di avere molto da dire oltre quello che sta scritto in questi libri. Se invece ha qualche domanda precisa da farmi, mi scriva pure, le risponderò appena posso. Anche a lei rammento che il 3 ottobre sarò a Palermo al Villino Florio per una giornata dedicata a Fosco Maraini. E il giorno dopo sarò a villa Sambuca per un incontro sul libro curato da Anna Maria Ruta sulla pittura di mia madre e il giorno dopo ancora sarò all'Istituto Gramsci ai cantieri culturali della Zisa per presentare l'audiolibro Marianna Ucria con Piera Degli Esposti, Emma Dante e Felice Cavallaro. Spero di vederla. Un carissimo saluto da Dacia m

Preghiera
Gentile signora, mi rivolgo a lei perchè amante delle lettere e dell'Abruzzo. Sono quell'Annamaria Di Michele di Pescara che le ha regalato due libri in dialetto. Ho ultimato un romanzo ambientato nella fortezza di Pescara nella seconda metà dell'800.Senza false modestie credo di poter dire che è un buon lavoro, ma per riuscire a pubblicarlo sarebbe una manna del cielo una buona presentazione. Vorrebbe leggerlo? Gliene sarei veramente grata.
Annamaria Di Michele
Cara Annamaria Di Michele Mi dispiace ma non posso scrivere una presentazione per il suo romanzo. Ho detto di no a molte persone e non posso ora dire di sì a lei, sarebbe scorretto. Purtroppo sto lavorando tanto, quest'anno non ho preso un solo giorno di vacanza, ho scritto anche a ferragosto, e in tutte le domeniche, non ce la faccio a scrivere anche le presentazioni, almeno non per quest'anno. Un caro saluto da Dacia m

Adrien Grossè
Cara Dacia, sarei molto lieta di ricevere un suo prezioso parere. Le in invio qualche riga del I capitolo. Certa di un suo cortese riscontro la ringrazio anticipatamente. 30 mila franchi per giocare Signori! il gioco consiste nel lancio di una moneta. il partecipante vince se l’esito del lancio è testa. Il gioco inoltre presenta due regole addizionali.. Adrien Grossè stava impalato dinanzi al bancone di legno, caldo e fumante, con il braccio appeso sul ballatoio che mostrava la sala dei tavoli rotondi. Si sentiva la testa gonfia e pesante, le voci gli rimbombavano confuse e picchiavano sulle tempie; Adrien era stato un accanito fumatore; per ben 37 anni consecutivi non aveva mai passato un giorno senza tirarsi almeno una cinquantina di marlboro rosse, Poi un in ugual modo un giorno aveva smesso,così secco,subito,senza ripensamenti, senza una qualche forma di astinenza, basta, stop, fine. -30 mila franchi per giocare Signori!,il gioco consiste nel lancio di una moneta.il partecipante vince se l’esito del lancio è testa. Il gioco inoltre presenta due regole addizionali... continua finchè esce testa e… La voce dell’omino delle istruzioni, così lo aveva da sempre soprannominato nella sua testa, continuava ad assillarlo; roteò il capo verso la parete destra del salone rivestita da un antica carta da parati dorata, ombrata e di cattivo gusto,pensò; scorse il termometro rosso che indicava i gradi: 31 gradi, un caldo madornale; odiava quel termometro spiaccicato davanti agli occhi di tutti, come se constatare la temperatura della sala gli facesse improvvisamente sentire ancora più caldo!aveva gli occhi lucidi dal sudore e il puzzo di sigaro alla vaniglia non lo faceva respirare,si sentì soffocare così che raccolse il braccio morto dal ballatoio e se lo portò sotto la giugulare dove prima fece per accarezzarla,poi la lasciò dietro ed afferrò il cravattino lo tirò finchè non torno a respirare;sbottonò poi il primo bottone della camicia di flanella e respirò davvero.A Dicembre Parigi è maledettissimamente fredda. -30mila franchi per giocare,il gioco consiste nel lancio di una moneta.il partecipante vince se l’esito del lancio è testa. Il gioco inoltre presenta due regole addizionali..continua finchè esce testa e…la posta viene raddoppiata ad ogni lancio Signori ! … Tutti fumavano, una nuvola grigia, una coltre di fumo,banchi di nebbia auto-generati che lasciavano, occasionalmente spazio allo chignon di qualche ricca e vecchia signora , quelle signore della Parigi buona, come si soleva dire, dei ricchi quartieri parigini degli anni ‘40. Adrien tornò in dietro nel tempo e si rivide nel soggiorno della sua villa in Marais accartocciare tra le mani il pacchetto di cicche e lanciarlo arrabbiato nei rifiuti; E’ così che aveva visto la morte del suo vizio più caro.Amava fumare e bere buon vino lui e non solo . Poi un giorno Albert era crepato sul pianerottolo del suo appartamento di Montmartre,senza fare un fiato era piombato a terra e li era rimasto freddo ed immobile. Voleva bene ad Albert; erano praticamente fratelli, stessa scuola, stessa università, stesso studio legale; Due ore dalla sua morte ed Adrien aveva fatto l’unico patto con se stesso che riusciva ancora a mantenere e lo aveva fatto in nome di Albert. Si era convinto che Albert fosse crepato a causa di un infarto, ne abusava di sigarette lui e così a soli 50 anni ci era crepato abusandone. Ma in realtà questa fu solo una sua inconscia fantasticheria,una fantasia intrisa di sentimentalismo, un desiderio forse di darsi una motivazione tanto valida quanto potente per smettere e salvarsi la pelle.Adien era un fifone, il rischio gli piaceva, ma non lo sapeva vivere , già così gli diceva Albert, non lo sapeva vivere perché era un fifone! In realtà Albert era nato con una malformazione al cuore per cui era campato anche troppo.
Siria Vite
Cara Siria Vite La sua è una scrittura abile, ma molto di maniera, mutuata dallo stile cinematografico. Naturalmente: niente di illecito, si può scrivere anche così. Ma allora bisogna avere un talento straordinario per le mimesi linguistiche e fare della propria officina di manierismo una scelta consapevole. Lei crede di essere una grande manierista? o qualcuno che orecchia e si innamora del cinema? ci rifletta. Con molti auguri Dacia m

se solo potessi...
Cara Dacia, apprezzo molto la schiettezza e puntualità dei tuoi giudizi ed i tuoi preziosi suggerimenti; per questo ti invio un testo che non ha la pretesa di essere una poesia, piuttosto rappresenta un "ponte tra cielo e terra" che unisce me ad una mia alunna tragicamente scomparsa. Essendo il testo molto lungo, lo divido in due messaggi SE SOLO POTESSI Se solo potessi /fermare il tempo/annullare quell'istante /che ti ha strappato/sradicato dal tempo/forse potrei rivedere i tuoi occhi/gocce di smeraldo/sgranati di fronte alle meraviglie/del mondo/forse potrei sentire di nuovo / la tua voce e farla vibrare/tra questi banchi muti, senza nome/ pallidi di sorrisi/senza Te...// Se solo potessi intravedere/ di nuovo dalla finestra/ il tuo zaino pieno di pagine/ gualcite, accartocciate di sogni/fotogrammi di te/ che parlano sottovoce/di timide ,inconfessate carezze/ora non starei qui raggomitolata/ tra queste ragnatele di dolore/che graffiano il dolore della mia anima...//Se solo potessi entrare/ nell'intangibile oscurità/dell'imprevedibile/oltrepasserei la soglia/dell'assurdo/per rivedere la tua luce/oltre fili d'erba/lucenti di rugiada/oltre i primi germogli di grano/oltre la luce soffusa e querula/di febbricitanti promesse/di questa lampada/che lacera il silenzio della morte/allora valicherei la soglia irreale di un assurdo/così reale/ per portarti via/ da quella macchina/ impazzita come il delirio/ di quell'istante/che ha reso cenere i tuoi sogni/ e incenerito il mio cuore//Ma non riesco neanche a trovare/ i capoversi delle tue pagine/cancellati dai grovigli/ delle mie lacrime/ e quell'annotazione in calce...Margine inevitabile... morte/ è l'unica parola scritta/ con inchiostro indelebile /che macchia il candore di questo foglio/della tua innocenza, Cinzia//E a me non rimane/che custodire/ in un cassetto del cuore /chiuso a chiave il tuo sorriso.// Almeno quel sorriso/ la morte ha avuto il pudore /di non portarlo via/ Soffio di luce /
PAOLA MARINO
Cara Paola Marino Ancora non ci siamo, mi dispiace. La sua poesia è esplicita, come potrebbre esserlo una lettera, ma manca di trasparenze, di intelligenze linguistiche, di sorprese verbali, di musicalità. Ci sono troppi luoghi comuni. Abbia maggiore pazienza col linguaggio, non pensi che il dolore si epsrime con i "graffi sull'anima" . Ma non si perda d'animo, la scrittura è un continuo provarsi e migliorarsi. Con auguri Dacia m

Amalia guarda Amalia
Aggiungo a quanto inviato stamattina:"..Durante i due ricoveri ai quali mia madre da giovane si sottopose, Teresa ed io ci trasferimmo a casa di zia Maria e zio Tonino. Io ero proprio piccola. Di giorno stavo bene e giocavo con i miei cuginetti. La notte, invece mi svegliavo piangendo e cercando mia madre. Percorrevo in lungo e in largo il corridoio che mi sembrava ancora più lungo e con le pareti molto alte. Sempre singhiozzando mi affacciavo nella stanza dei miei zii, ma non li svegliavo. Continuava così la mia disperazione finchè zia Maria non mi sentiva e si alzava. Mi prendeva immediatamente in braccio e cercava di consolarmi dicendomi che lei era la mia seconda mamma. Questo però, invece di calmarmi, mi faceva intristire ancora di più e le dicevo :” Ma di mamma ce n’è una sola”. Allora lei, sempre tenendomi in braccio mi portava in camera da pranzo e fingeva di telefonare a Foggia. Questo incominciava a calmarmi. Dopo più tentativi diceva che il telefono non funzionava e che la mattina dopo avrebbe richiamato. Soddisfatta del suo interessamento e del suo affetto tornavo a dormire. Per tutti i giorni che rimasi a Bari si ripetette questa sequenza. Questo è uno dei ricordi più tristi, ma soprattutto più dolci legati alla mia prima infanzia. Il mio affetto per zia Maria è certamente iniziato allora. Vorrei
Amalia d'Agnessa
Cara Amalia D'Agnessa Come premessa va bene. L'incedere è ben ritmato, il "tu" evocativo diventa un buon auspicio per l'ascolto di una narrazione. Ma quando pensa di cominciare a raccontare veramente? Io sarei per entrare subito in mezzo alle cose. Perchè tante mani avanti? cominci a delineare un fatto, un personaggio e allora si potrà parlare di romanzo. Comunque tantissimi auguri per il seguito che leggerò volentieri se me ne manda un pezzo. A presto, Dacia m

Testo
Se poi sorgono il rivali dell'esistere/ e ne mutano il sangue ed il prezzo, linee d'ombra insidiano il tragitto,/ nascondendo fessure e rilievi.Cos'è questa pena già espiata/ questa tratta di vergini aforismi/ come ancora di chi si vende d una/ressa, ma nell'agio di un incontro pregresso? E poi, nel chiedermi se resistere/ schivando e scivolando via carponi, scorgo presto/ in quel timido vocio, un dubbio, un domanda, una pulsione; sottomessa/ e spinta da un vago rimprovero/ mi accosto, accondiscendente e privilegiata.
Roberta Borgia

La consapevolezza immobile - poesia introduttiva
Gentile Dacia Maraini, questa è la poesia che introduce il mio romanzo "La consapevolezza immobile". Sei tu che in una notte d’estate mi prendi per mano e mi porti con te? Sei tu che vedo, che sento, che posso toccare? Grido e piango di gioia. Sai, questo scialle leggero che ho sulle spalle è la mia tristezza, costante nella sua presenza, impercettibile agli occhi altrui. Non cade con il vento e non cade nel sonno. Non cade quando piango e non cade quando rido. Toglimelo tu, dimmi che in questo sogno rimarremo per sempre, lo scialle cadrà da sé. O prometti che se adesso te ne andrai, non aspetterò nel sonno il tuo ritorno invano. Chiuderò gli occhi ogni notte e nel sogno toglierò lo scialle per stenderlo su un prato verde e seduta, ti sentirò arrivare da lontano cantando alla vita. Quando sarà l’alba, raccoglierò lo scialle, e coperte le spalle, ti abbraccerò. Ti aspetto, ti dico, e il calore del tuo viso è già un raggio di sole che entra dalla finestra.
Maria Vaccaro

lo specchio
Eccoli i miei occhi, seguaci di formule bizarre./ E tu poeta, o che aspiri ad esser tale, chi si se non muti/ appresso al tempo, o non senti il frastuono del fuoco/ sui libri, ne' cavalchi, impietoso, sulle gobbe di un amore? Allo specchio la terra è piatta,/ non lo sai? Voltati, gli occhi chiusi: sotto i piedi è grasso o secco? o sporco di un asfalto/ che brucia? Senti il vuoto e cadi? Sei poeta, /o aspiri ad esser tale; non sei mago, non predichi visioni illusorie./ Sei tu per primo in mezzo al mondo.

Amalia guarda Amalia
Foggia, 27/8/’11 Cara Dacia Maraini le invio il I capitolo di un mio racconto autobiografico sperando in un suo commento. Sarebbe un onore averla qui alla presentazione. Ma non oso chiederglielo, almeno non ancora. Grazie per l’attenzione. Amalia d’Agnessa A CHI MI RIVOLGO HO LASCIATO IL MIO ORGOGLIO LA MIA TIMIDEZZA LA MIA COCCIUTAGGINE HO LASCIATO LE MIE SICUREZZE MI SONO IMMESSA IN UNA STRADA NUOVA E COSI’ HO DECISO DI SCRIVERE E DI INCONTRARTI SCRIVERO’ PER ME MA ANCHE PENSANDO A TE MI RIVOLGO A TE A CUI VOGLIO BENE E CHE MI VUOI BENE MI RIVOLGO A TE A CUI NON VOGLIO BENE E CHE NON MI VUOI BENE MI RIVOLGO A TE CHE CONOSCO E CHE MI CONOSCI MI RIVOLGO A TE CHE NON CONOSCO E CHE NON MI CONOSCI MI RIVOLGO A TE CHE NON CI SEI PIU’ MA SO CHE MI GUARDI MI RIVOLGO A TE CHE SEI VICINO A ME MA CHE NON MI GUARDI MAI MI RIVOLGO A TE CHE MI HAI DATO TANTO A TE COSI’ IMPORTANTE COSI’ INDISPENSABILE COSI’ VITALE A TE CHE CON IL TUO AFFETTO LA TUA COMPRENSIONE LA TUA PAZIENZA MI HAI PERMESSO DI STARE QUI A GODERE DELLA VITA IN TUTTE LE SUE MANIFESTAZIONI MI RIVOLGO A TE E SENTO UN LEGGERO BRIVIDO NELLA SCHIENA MI GIRO E VEDO TE CHE POTRESTI SCANDALIZZARTI MA LA VITA E’ ANCHE QUESTA E QUESTA E’ ANCHE LA MIA VITA E SE ORA LA SCRIVO E’ PERCHE’ IN PARTE L’HO COMPRESA MEGLIO E’ PERCHE’ HO DECISO CHE COMUNQUE L’AVREI VISSUTA IMPEGNANDOMI AD ESISTERE VALORIZZANDO I SUOI E I MIEI ASPETTI MIGLIORI MI GUARDO DENTRO E VEDO TUTTA LA MIA VITA RICINOSCO GLI AVVENIMENTI CARDINE GLI ALTRI SONO SUCCESSI PRIMA O DOPO? E DI QUALE AVVENIMENTO CARDINE SI TRATTAVA? E PERCHE’ ADESSO NON PIANGO PIU’ PENSANDO A TE? E PERCHE’ I RICORDI BELLI SI APPIATTISCONO QUANDO STO MALE? VOGLIO PROVARE A DARE ORDINE AI RICORDI DELLA MIA VITA NON UN ORDINE TEMPORALE MA SOSTANZIALE VOGLIO VEDERE SE RIESCO A CAPIRE MEGLIO IL FILO CHE HA UNITO LE SITUAZIONI E I MIEI COMPORTAMENTI E SE SONO CAMBIATA E CRESCIUTA VERAMENTE E COME FARE A MIGLIORARE ANCORA DI PIU’ O PER LO MENO A NON INDIETREGGIARE PIU’.
Amalia d'Agnessa

Semplicemente grazie
Gentile Signora Maraini, non ho mai scritto a nessuno dei miei autori preferiti. Ricordo ancora il mio primo timido approccio a Marianna Ucria, io ragazzina che forse non avrebbe potuto capire la complessità di un romanzo così profondo. Passo dopo passo, libro dopo libro, anno dopo anno sono arrivata a "La seduzione dell'altrove". E mi sono svegliata con la voglia di viaggiare, con il rimorso per non riuscire (a 25 anni) ad osare. Per aver sempre sognato di insegnare italiano all'estero e non essermi mai mossa. Semplicemente grazie per avermi fatto palpitare il cuore una volta di più, e avermi fatto sentire il profumo delle magnolie di Santiago.
Roberta
Cara Roberta Grazie per le belle parole. Sono contenta di averla accompagnata in questi anni con le mie pagine. Spero che continui a seguirmi. L'avrò cara, come una accomagnatrice silenziosa e attenta. Se ha delle critiche però le faccia. Un carissimo saluto da Dacia m

Veglia funebre cubista
Mi presi la licenza media… Di studiare non mi fregava … Non ne avevo proprio voglia. Preferivo andare al mercato delle Cure, da mia nonna, a vendere frutta fresca e frutta secca. Vuoi mettere un mercato con un’aula di scuola? Vuoi mettere che a casa di nonna i soldi erano quello che erano …? Pochi, e che quindi … Era divertente lavorare al mercato: una fucina di facce e parole che … che se ne andava ad annusare, tastare, palpeggiare quanto una pera fosse matura o meno. Frutta fresca … primizie … Forza donne … Tutt’agro i mi’ limoni! I bambini si perdevano e l’annuncio alla madre era dato dagli altoparlanti. Qualche zingaro borseggiava di fino, e qualcuno contrattava per un cocomero. Un misto di odori da far girare la testa. La nonna aveva un bel grido. Poi, un bel giorno, in una bella mattina di fine primavera, nel bel mezzo di una grida che descriveva la dolcezza delle sue pesche s’immobilizzò di colpo; tutta inteccherita si portò le mani al petto, la sua bocca annaspò nell’aria e la nonna s’accasciò sulle sue pesche. Nonna Fernanda era morta! La camera di nonna, ch’era anche la mia, fu trasformata in camera ardente. Le baciai la fronte e le augurai buona fortuna. In salotto c’erano i parenti: quattro o cinque cugini, gli zii e le zie con i rispettivi coniugi. Per tutto il giorno c’era stato un continuo via vai di persone per salutare nonna Fernanda. Mio zio, figlio di nonna, mi mandò a prendere su dal pozzo, ch’era in cucina, un paio di bottiglioni di vino bianco … Erano freddi come il marmo; sedetti accanto a Margherita, mia cugina, la figlia di zia Barbara. Zia Paola aveva preparato qualcosa da mangiare. La nonna era morta sul finire della primavera e Margherita era vestita leggera: diciannove anni contro i miei quindici, quasi sedici: quel gap non si spostava mai di un millimetro. Le versai un bicchiere di vino bianco e le sorrisi. Cristo se mi piaceva; ogni volta che la vedevo mi batteva forte il cuore. Zia Barbara prese a rollarsi una sigaretta; Pietro, cugino, dal fine olfatto,percepì l’odore di afghano appena la zia aprì la busta del tabacco. Posso farmene una anch’io? Le chiese con un sorrisetto complice. Cristo che puzzo di piedi … pressato! Esclamò zia Paola. Come la zia potesse associare il profumo dolce e soave dell’afghano al puzzo di piedi … per di più “pressato” dio solo lo sa. Un paio di cugini, gemelli, con i capelli che gli arrivavano al culo, e che evidentemente si intendevano della materia, chiesero a zia Barbara se potevano farsi una sigaretta pure loro; la zia scosse la testa e con aria arrendevole gli porse la busta del tabacco, pensando alla cazzata che aveva fatto nel mettersi a fare una canna con quelle sanguisughe a giro: era stata soprapensiero; tutti gli altri non sapevano neanche alla lontana cosa quei quattro stessero fumando, io feci finta di niente, ma chiesi a zia se potevo fare un tiro di “sigaretta”. Barbara gli lanciò un’occhiata interdetta e sbottò ch’era meglio di no, ché il fumo fa male ai polmoni; il tono era definitivo, non ammetteva repliche. I gemelli erano Dario e Duccio … figli di di Lucio, dello zio Lucio, fiaccheraio … Vedovo da dieci anni … S’accompagnava a un’americana, figlia di un console … Hippy danarosa degli anni sessanta … Entrambi perennemente sbronzi; abitavano un attico sul lungo fiume. Bruno andò ad aprire, era Hanna vestita con un lenzuolo e con su la spalla una scimmietta.
Roberto S. Fiesole

richiesta mail dottoressa maraini
È possibile ricevere l'indirizzo di posta elettronica della dottoressa Maraini presso direttore@cinquew.it? Grazie. Saluti
Giornale Cinquew.it
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare le domande dell'intervista al forum? Grazie, cordiali saluti

storia
Carissima Dacia, sono solo una donna che avrebbe molto da raccontare. Se avrà bisogno di storie che non dovrebbero appartenere a nessuno ma che purtroppo esistono, mi contatti.
Giuliana Cavallaro
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può cortesemente inviare al forum un suo indirizzo mail? Grazie, cordialmente

Risposta al giudizio
Cara Dacia, HO APPREZZATO IL SUO GIUDIZIO PER QUANTO RIGUARDA LA PARTE DEI CONTENUTI E L'ANALISI STILISTICA, MA I VERSI NON ERANO CERTO DISPOSTI COME POI LI HO TROVATI PUBBLICATI NEL FORUM, BEN ALTRA ERA LA DIVISIONE CHE NON SONO RIUSCITA EVIDENTEMENTE A RIPRODURRE NEL FORUM PER IMPERIZIA "TECNOLOGICA" TANTO CHE QUANDO IO STESSA LI HO VISTI PUBBLICATI, HO PROVATO IL SUO SGOMENTO ED ORRORE POICHè RITENGO CHE IL RITMO E LA MUSICALITà SONO ALLA BASE DELLA POESIA. PROVERò A MANDARLE ALTRO, QUESTA VOLTA UTILIZZANDO , A SCANSO DI EQUIVOCI, BARRE PER SEPARARE I VERSI
PAOLA MARINO

Il viaggio di Anna
Gentile Dacia, la ringrazio molto per il suo giudizio incoraggiante sul brano che le ho inviato del mio romanzo "Il viaggio di Anna" (Azimut Editore). Avrei molto piacere di farle leggere il resto. C'è un indirizzo a cui posso inviarlo? La saluto con affetto Laura

Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare una copia del suo romanzo in via Rizzoli 8, Milano, all'att.ne della signora Maraini. Cordialmente

Firma appello: La spiaggia di Torrazza è di tutti!
Caro, Ti scriviamo per chiederti di darci una mano a far firmare questo appello online a difesa della spiaggia di Torrazza (Petrosino, Trapani). La spiaggia ed i terreni retrostanti sono stati acquistati da un privato e nonostante ricada in un'area protetta dalla convenzione internazionale Ramsar ha sorprendentemente avuto parere positivo da parte dei vari enti (sovraintendenza beni ambientali, assessorato regionale, commissione comunale) a costruire una struttura turistica che occuperà anche la spiaggia. È una battaglia che abbiamo lanciato come comitato cittadino. Oltre all’appello abbiamo avviato una petizione in forma cartacea (per i residenti). Per firmare l’appello online non occorre essere residenti nel territorio comunale. È davvero importante il tuo aiuto perché si preannuncia una battaglia dura... come può succedere in Sicilia. Ti invitiamo a firmare (via email, non usare facebook) e far circolare tra i tuoi contatti il link http://www.firmiamo.it/petizionetorrazza
Comitato cittadino Torrazza
Cari amici del Comitato cittadino di Torrazza Firmo senz'altro il vostro appello. Sono d'accordo con voi. IN BOCCA AL LUPO per la vostra iniziativa, Dacia m

Una scuola
Come faccio a trovare una scuola che sarà pronta ad accettami in superiore 5 con il mio diploma del mio paese perche avevo finito liceo in mio pease che finisce in superiore 3 ma ho 18enne anche. Non so cosa dovrò fare, aiutatemi vi prego.
Amadin
Caro Amadin Capisco il suo problema ma purtroppo non credo di essere in grado di darle una risposta che possa aiutarla, Si rivolga a qualche esperto della scuola, a un insegnante o a un preside. Con molti auguri da Dacia m

Eroinomane ma senza volerlo
Cara Dacia, ho perduto il mio fuoco interiore per amore. Lui ha sempre utilizzato l'eroina ma io per dimostrargli che poi non era così difficie venirne fuori, mi sono lasciato tentare. Grande errore. Ormai viviamo per "ella", chiamo così l'eroina. Siamo gay entrambi e sono 17 anni che stiamo insieme io e lui. "Ella" è comparsa una decina di anni fa, per i primi anni ero riuscito ad allontanarlo, ci siamo divertiti, abbiamo girato il mondo insieme ma ora è un calvario. I sert non mi piacciono, ti imbottiscono di metadone e tendono a generalizzare ogni personalità. Giustamente siamo rimasti soli. In queste condizioni non posso più andare avanti, io non ero egoista. Non vorrei perdere il mio compagno di sventura ma così non lo voglio più, sono solo e l'astinenza fisica mi fa ricadere sempre nel tunnel. Questa è la prima volta che parlo della mia penosa condizione; sò che le cose non ci accadono per caso ma è giusto che paghi questo errore a così caro prezzo? Sono Cesare 9/3/1968
Cesare
Caro Cesare Mi dispiace per quello che mi racconti. Ma cosa posso fare? se può servirti raccontare di te, io saprò ascoltarti con attenzione. E credo che tutti qui del Forum siano disposti ad ascoltarti. Di più non posso fare e me ne rammarico. La forza la devi trovare in te, nella voglia di vivere che ci unisce tutti. Un abbraccio, Dacia m

Senza titolo
Gentile Signora, ho appena visto in tv una sua intervista, evidentemente la replica di una trasmissione di qualche anno fa in cui parlava della sua infanzia. Mi ha toccato, glielo dico sinceramente, proprio perché non ho notato in Lei nessuna indulgenza alla retorica o all'autocommiserazione, benché l'esperienza del campo di concentramento si presti a tutto ciò. Quello che, invece, ha evidenziato con delicatezza è stato l'amore per la sua famiglia, pur con la consapevolezza che certi momenti sono unici e irripetibili. Penso che il fatto stesso di averli avuti dia, comunque, molta forza per crescere e fiducia in se stessi. Se ha scritto qualche libro su questo argomento, le sarei grata se me lo volesse indicare. Con stima.
Cristina Salari
Cara Cristina Salari Sì, era una registrazione fatta qualche mese fa. Io neanche lo sapevo e non l'ho vista la trasmissione. Ma sono contenta che le abbia dato voglia di conoscere meglio questa infanzia tribolata. Il libro in cui racconto di più di questa esperienza si chiama Bagheria, edito da Rizzoli, Lo trova in libreria, è stato ristampato tante volte. Poi mi fa sapere. Un carissimo saluto da Dacia m

Prigioniera di bellezza
Tanti anni fa ti presentai "Marianna". Ti piacque molto. Oggi vorrei farti conoscere il mio lavoro su altra donna: la Castiglione. Raccontata attraverso "lei", le sue parole, la sua rappresentazione, la sua grafia. Ho scoperto una donna complessa anche nella sua fragilità, ben diversa da quella degli aneddoti. Se posso mandarti prefazione, indice, e qualche cosa, fammelo sapere. Se, poi, ti interessasse... Ti chiedono tutti qualche cosa e io, ora, mi vergogno un po'.
Anna Rita
Cara Anna Rita Grazie per l'offerta. Sì, mi piacerebbe leggere della Castiglione. quando ci si avvicina alle persone, si scoprono tante cose che non si sospettavano. Gli stereotipi sono una forma di violenza. Mandi pure il libro alla redazione. Me lo faranno avere. Grazie in anticiopo, un carissimo saluto da Dacia m

Veronica, meretrice e scrittora - cercasi
Gentile Sig.a Maraini, mi chiamo Alessandra e ho 24 anni e intercedo presso di Lei per una mia carissima parente che da anni ormai è alla ricerca di un Suo libro edito da Rizzoli negli anni '60-'70, ma che senza l'uso di internet sembra impossibile da trovare. Ecco che allora in svariati posti in cui ha chiesto le è stato consigliato di scrivere a Lei direttamente. Il titolo in questione è "Veronica, meretrice e scrittora". Dove pensa sia possibile reperirlo? La farei così felice per averlo finalmente trovato, nonchè per aver avuto modo di "parlare" con Lei, perché gode della nostra più grande stima. Grazie. Un cordiale saluto,
Alessandra Sorrentino
Cara Alessandra Sorrentino 'Veronica Franco, meretrice e scrittora' è stato pubblicato dalla Rizzoli e se lo chiede in libreria, dovrebbero procurarglielo. Si trova sia in un volume massiccio che si chiama 'Fare teatro',sempore della Rizzoli, sia in una edizione più esile e snella, una collezione teatrale stampata in economica dallo stesso editore. Mi faccia sapere se riesce a rintracciarlo. Un caro saluto da Dacia m

Grazie
Grazie!..ho appena finito di leggere "bagheria"...è...nn trovo le parole per dire quanto mi è piacuto!...lei è una scrittrice..meravigliosamente piena di parole ,parole..dolci..nonostante tutto...Grazie!...
Rosa Randi
Cara Rosa Randi Sono molto contenta che Bagheria le abbia tenuto una buona compagnia. Un abbraccio da Dacia m

Coraggio
Gentile Sig.ra Maraini, scrivere ad una scrittrice delle proprie "scritture" è veramente difficile eppure la voglia di un commento serio sulle cartelle che giorno dopo giorno vengono fuori dalla mia testa è evidentemente molto forte , per questo vorrei poterle inviare un testo scritto e avere in futuro se possibile un suo giudizio. C'è un modo per allegare ad un'email questo mio lavoro? Grazie davvero per una risposta
Carlotta
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può copiare e incollare uno stralcio dei suoi scritti e inviare il post al forum? Grazie

Scrittura in divenire
Gentile Dacia, mi permetto di inviarle un brano di una nuova storia che sto scrivendo. Mi piace condividere con lei la mia scrittura. "Si erano sedute a terra, sul pavimento di marmo del terrazzo. Non si vedevano i tetti da lì giù, solo il cielo tiepidamente azzurro, e mattonelle rosa con qualche formica che si faceva strada tra le fessure. Una birra a testa, dalla bottiglia. C’era qualcosa nello sguardo di quella ragazza, come uno specchio, o forse il buco nero di solitudine che le si era spalancato dentro avrebbe risucchiato chiunque avesse minimamente fatto cenno di volerle dare ascolto. Lei che da giorni parlava solo con se stessa, forse neanche. Mormorava, gorgogliava come un vulcano silente che chissà, un giorno forse, sarebbe riuscito a eruttare lava fino all’ultima goccia. Parlò. Srotolò la sua storia, brandelli di storia, mentre il fresco della birra le scioglieva i ricordi. Un po’ alla rinfusa, senza inizio né fine, come un jukebox rotto che all’improvviso riprende a funzionare, a balbettii. Flussi di coscienza. Epifanie. Quadri frammentati di sé. In quelle parole che le uscivano dalle labbra come di vita propria però, in quelle sillabe ci si sentiva tutta. Confusa, sbattuta e rovesciata dalla corrente, senza fiato ma era lei, autentica, il nocciolo di sé. Senza pelle. Così fragile all’improvviso, così fragile che la voce le usciva a singhiozzi. E singhiozzava con ogni parte di sé. Luisa poggiò la bottiglia, si avvicinò, le prese le mani, ma lei non smetteva. Scossa dai brividi, avvampata dal dolore, liquefatta la pellicola protettiva in cui s’era avvolta. Scoperta, ma stranamente non aveva paura. Luisa l’abbracciò, lasciò che lei le singhiozzasse sulla spalla. La conosceva da appena tre ore."
Laura Angeloni
Cara Laura Angeloni Gianluca mi ha detto di mettere anche i cognomi così riconosce piu facilmente le vostre lettere. Il suo testo ha un buon tessuto connettivo: uno stile metaforico e appassionato. Cerchi però di non esagerare con gli aggettivi. Non c'è bisogno di tanta enfasi per raccontare un dolore. Bastano pochi tratti decisi. Ma l'idea di un racconto che non voleva venire fuori e finalmente, con l'aiuto della birra, sale alla superficie, con la forza di un vulcano in eruzione, mi piace. Continui. A presto, Dacia m

Prefazione libro: come inviare
Gentile amministratore del forum, Grazie per la risposta veloce. Potrebbe per favore inviarmi un indirizzo di posta elettronica presso cui inviare la sinossi della novella? Non riesco a mettere alcun allegato attraverso questo sistema... Se mi invia il Suo indirizzo di posta elettronica provvedo immediatamente ad inviare quanto richiestomi. Grazie ancora
Antonino Vaccaro
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Le chiederei, se possibile, di copiare e incollare uno stralcio dei suoi scritti nello spazio dedicato del forum. Nessun allegato, solo il testo. Grazie

Volume
Gentile Signora Maraini, le spiego di seguito il motivo del mio contatto. Il quotidiano "il messaggero" del 4 agosto 2011 riporta nel Suo articolo, Il Racconto-Dal terremoto al palcoscenico per non dimenticare Giulia-. È senz'altro una casualità, ma le affinità con un mio dramma familiare, mi hanno davvero turbata. Il 6 sett. 2009 ho perso mia figla Giulia di 22 anni, perita in un incidente stradale a Roma, era nata l'11 agosto. Con la stessa discrezione del papà di Giulia C., tra le cose di mia figlia Giulia B. (sempre prima nel registro di classe), abbiamo avuto la fortuna di trovare molti suoi scritti che abbiamo pubblicato in un volume che sarei lieta di donarLe. Giulia frequentava la Facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma, Polo di Pomezia, e Le è stata riconosciuta la laurea alla memoria, nonostante Le mancassero alcuni esami per completare gli studi. Se Le è possibile, mi fornisca un indirizzo dove poterLe inviare il volumetto. Cordialità.
Geltrude Di Nucci
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare una copia all'att.ne della signora Maraini in via Rizzoli 8, Milano, presso la sede della Rizzoli. Grazie

Alterni momenti
Gentile sig.a Maraini, "alterni momenti" è il titolo di una raccolta di poesie edita da sovera multimedia, uscita a maggio del corrente anno e da me scritte. Avrei desiderio di avere un suo parere sulle mie liriche, perciò vorrei inviarle una copia se lei avrà la cortesia di indicarmi un recapito. La ringrazio anticipatamente, distinti saluti
Luciano Tricarico
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare una copia all'att.ne della signora Maraini in via Rizzoli 8, Milano, presso la sede della Rizzoli. Grazie

Scacco Matto
Caterina dice che aspetta ogni mercoledì a partire dal mercoledì sera. Che è il suo piccolo momento di piacere. Io non mi faccio illusioni, però: dice tante cose. Quando arrivo ha già messo al loro posto i pezzi sulla scacchiera e i cuscini, visto che giochiamo sul pavimento e ogni partita dura un’ora o più. “Non tocca a me il nero” faccio, come ogni volta. “Si invece” dice lei, accarezzando i suoi pedoni bianchi come se fossero un piccolo esercito del bene. Ebbene, che lo scontro abbia inizio. Lotteremo fino all’ultimo sangue, come sempre. Il primo a spostarsi dal posto di combattimento è il suo pedone: due passi in avanti, che lo separano dal re. Rispondo con il primo pedone, che parte dalla casella davanti alla regina, lasciandomi divorare dal suo piccolo soldato. Ma la partita è ancora lunga. La mia regina fa un balzo da equilibrista e si vendica dell’assassinio appena compiuto a discapito del suo seguito. Lei sfodera un cavallo bianco, e la mia Dama del castello torna nel suo cantuccio originario. Esce l’altro cavallo bianco, senza cavaliere sopra però, ed io inizio a farne trottare uno nero. Dopo un’ora di partita sofferta e lentamente meditata ci ritroviamo ad aver mangiato entrambi solo quelle due pedine iniziali. Tutti gli schieramenti sono li. Un po’ disordinati rispetto alla collocazione di partenza, certo, ma ogni combattente è pur sempre su quel piano quadrato, e a dirla tutta un poco obliquo, perché lei lo sorregge sulle sue gambe. Ogni volta sto sempre li con il timore che possa caderle. Da una parte lo spero, perché sarebbe una buona occasione per avvicinarmi a lei raccogliendo tutti quei pezzi sparsi sul pavimento: mi perderei nei suoi occhi, con un familiare nodo in gola, come un bambino che non sa nuotare e ha paura di non mantenersi a galla e di annegare. E la bacerei di nuovo, come tanto tempo fa, come quando il mio respiro era il suo respiro, e il suo cuore era mio. [...]
Grazia Pia

Prefazione libro
È possibile ricevere un indirizzo di posta ove inviare un manoscritto alla Signora Maraini? Ho completato da poco una piccola novella e vorrei chiederLe la cortesia di scrivere l' introduzione. Si tratta di una storia di immigrazione di una famiglia originaria di Bagheria... Grazie sempre,
Nino Vanaro
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può gentilmente inviare uno stralcio della novella al forum? Grazie, cordialmente

Risposta al giudizio
Cara Dacia Maraini, la mia eta` psicologica evidentemente è quella! Come è noto, non sono una scrittrice di professione. La ringrazio per il giudizio sincero e preciso. Era quello che volevo e lo condivido. Adesso, ho la conferma che cercavo e non avrò alcuna pretesa di appartenere alla categoria dei romanzieri, di ieri o di oggi. È stato solo uno sbaglio aver pubblicato! Grazie ancora,
Ghita

Versi
Gentile Dacia Maraini, da sempre l'ammiro per il coraggio, l'impegno civile e, ovviamente, per le sue opere. Ella è persona nella quale coincidono bellezza interiore e letteraria, condite dalla profonda e vasta cultura e dalla intelligenza. Ora (mi creda, mi sento "meschino" e tanto inopportuno), un parere su alcuni miei versi, anche per potere capire se sfiorano la poesia o sono dei semplici rigurgiti. Sei pannocchia nel prendisole verde./Se ad una a una sfoglio le brattee/tra biondo e rosso libero i capelli/e denudo il tuo corpo. In questo campo/Senza confini che mi sembra il mare,/se il vento soffia, le tue lunghe foglie/riavvolgono il tuo nudo con un gesto/pudìco, però socchiudendo gli occhi/non sottrai le delizie ai miei sguardi./ E, poi, danzando nello stesso vento/t'avvicini e ti scosti. Le tue voglie/che ti fan ebbra di mare e di terra,/giungono a onde, in brividi di sangue:/se ancora danzi, ti darò il Battista. Con gratitudine.
Stefano Mangione

TAGLIACOZZO CULTURA
Vorrei invitare Dacia Maraini alla presentazione di un romanzo scritto in omaggio alla Regione Abruzzo da un'autrice esordiente, Rossana Cilli. Il romanzo si intitola L'Orecchio del Vate - Eco di un delitto. È una storia di fantasia inserita "nella Regione": un giallo in un viaggio ovvero un viaggio in un giallo. Il terremoto riporta alla luce le tracce di un delitto nazista avvenuto in un paesino dell'Aquilano. Mike, emigrante 'di ritorno' e professore d'arte decide di andare a fondo a quella storia e così, tra mille difficoltà e qualche "orso", scoprirà non solo la verità, ma anche un mondo incatevole e misconosciuto.... Il giornalista Pierluigi Natalia e l'Assessore Amicucci presentano il libro con l'autrice il prossimo 6 agosto 2011 alle 17.30 a Tagliacozzo. La presenza della grande scrittrice sarebbe un onore insperato, soprattutto per l'Abruzzo che ha tuttora un gran bisogno di attenzione. Anyway, infinitamente grazie.
Rossana Cilli
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Potreste inviarci un contatto mail? Grazie, cordiali saluti

Voce
Buonasera mi chiamo Carla ho sessant'anni e vivo sul lago Maggiore. Amo raccontare, se quando presenta un Suo libro volesse usare la mia voce per leggere dei brani lo farei molto volentieri anche gratis. Grazie per l'attenzione
Carla de Chiara

Grazie
Gentile Sig.ra Maraini, ho avuto il piacere di sentirla parlare dal vivo qualche giorno fa, in una fresca sera di luglio, alla presentazione de “La seduzione dell’altrove” a Seano, vicino Prato. Sono una giovane lettrice dei suoi romanzi e ogni volta mi appassiono alle storie, ai personaggi e alle loro sensazioni. Mi occupo di linguistica italiana (in particolare mi interesso della storia della lingua nel periodo rinascimentale) e le scrivo per ringraziarla dell’importanza che lei attribuisce alla lingua, alla scelta meditata e precisa delle parole come fattore determinante, e alla necessità di regole nel processo di scrittura. La saluto caramente, felice di averle potuto dichiarare la mia stima anche di persona.
Francesca

Ricordi del Tuo tempo che fu....
Ricordi del Tuo tempo che fu ragazzi di allora. Bagheria. Villa Alliata con porticato ad U. Cara Fabry, la villa c'è sempre, ma in che condizioni? Non ci sono piu stata da anni, ma l'ultima volta ricordo di avere visto lo sfacelo, e sopratutto l'orrendo proliferare di case e casette abusive che stanno fra la antica villa e il mare. Chi le ha costruite? chi ha permesso lo scempio? Chi ha distrutto l'incantesimo? I ricordi per fortuna sono più vivi di chi vuole distruggerli. È più facile sconciare un territorio che il ricordo dell'integrità di quel territorio. Cara Dacia intanto ti abbraccio affetuosamente,risponderti che ha rovìnato quasi il tutto da noi... beh... qui non mi sembra il caso,ti ricordo che viviamo in Sicilia e sai bene le cose come vanno... a volte non per tua volontà... ti abbraccio
Fabry Maggiacomo Alliata

Straniera
Buongiorno, Sono una francese di Parigi e vivo da due anni in Sardegna, ho 50 anni e imparo l'italiano piano piano... Leggo sempre molto, ho scoperto i tuoi libri nella biblioteca del paese. Primo Voci, che mi ha piaciuto e ancora di più, poi Il gironale di una ladra e Il treno per Elsinki... Tre settimane fa non ti conoscevo e adesso cerco tutto sulla tua vita perché non posso pensare ad altre cose. Non ho le parole giuste per dire quanto mi piaciono questi libri, è molto più facile leggere in italiano che scrivere. Grazie, grazie mille,
Geneviève David
Cara Geneviève Sono molto contenta che ci siamo incontrate, anche se non di persona, ma attraverso le mie pagine. Sono felice di poterle tenere compagnia. Un carissimo saluto da Dacia m

Poesia
Invio una poesia, "CARTA CARBONE", che dà il titolo ad una mia raccolta confidando in un parere di Dacia Ci sono giorni carta carbone lacrime nere scivolano su empasse di fogli di cartone. Ci sono passi stanchi che li raccolgono sotto suole imbrattate di catrame e dolore Ci sono giorni che si assiepano uno dietro l'altro stesse note di un tedio in fa minore Dondolano sciami di malinconia. Ci sono giorni di fragola e mirtillo; si appiccicano alla pelle come gomma da masticare; sono giorni dall'odore di resina e mirra, ma c'è solo un'àncora ancòra ai miei giorni... I tuoi occhi quando vacillano ciglia di luce sui miei Respira di noi il mondo.
PAOLA MARINO
Cara Paola I suoi sentimenti sono palesi: c'è amarezza e rabbia nella sua poesia,dolcezza e buona volontà ma anche tanta ingenuità. "sciami di malinconia" sembra uscire da una canzonetta. E poi gli occhi non "vacillano" , Oltretutto il verbo vacillare non è transitivo. E poi non capisco come sono divisi i versi. Non potendoli mettere in colonna, li divida con una barretta, altrimenti diventa una minestra. Stia piu attenta quando scrive. La poesia poi è una operazione altamente matematica, vuole precisione, ritmo e attenzione massima. Auguri per il suo lavoro, Dacia m

3.32
3.32 BOATO DI FORZE INDICIBILI TUTTO DI BLU INCANDESCENTE SIRENE ROSSE URLATE LE GRIDA DI PIANTO TENERI FIORI SPEZZATI LE LORO MAMME ABBRACCIATE. POLVERE TRAVI CEMENTO! CENERE... IN FINE. AI BAMBINI E ALLE MAMME DELLA MIA CITTA' CHE HANNO PERDUTO LA VITA NELLA TERRIBILE NOTTE DEL 6 APRILE 2009 PERCHE' NON SI DIMENTICHI PERCHE' NON SIA ACCADUTO INVANO PER DARE VOCE A CHI NON C'E' PIU' L'AQUILA 6 APRILE 2009 Un messaggio diverso dal solito, perché la sensibilità di chi andrà a leggere queste poche parole, dedicate a tutti i Bambini aquilani e alle loro Mamme che hanno fatto loro da scudo, induca alla riflessione e alla necessità da parte dell'autorità competenti di volere con tutte le forze che MAI MAI PIU' si ripetano disastri di tal genere. La città dell'Aquila è letteralmente distrutta e ora assiste impotente alla sua lenta inevitabile fine. Un grazie di vero cuore va a tutti i VOLONTARI e a tutti i VIGILI DEL FUOCO che hanno messo a repentaglio la loro vita per noi. Grazie
Roberta Magnante Trecco
Cara Roberta L'11 agosto, nell'ambito del festival teatrale di Gioia Vecchio (PROVINCIA DELL'AQUILA) dedichiamo una serata ai ragazzi morti sotto il terremoto. Perché non viene a leggere le sue parole? Alle ore 21, nel giardino terrazza di Gioia Vecchio (Marsica) faremo un omaggio a Giulia Carnevale, studentessa morta sotto le macerie e poi parleremo di tutta la situazione dell'Aquila di oggi. Spero che venga. E anzi sparga la voce. A presto, Dacia m

Saluti
Buongiorno, Solidarizzo con Lei volentieri ad indossare qualcosa di arancio... Grazie per la Vostra iniziativa
Carlo Biella




Le foto di suo padre
Gentile Signora Maraini, Mi piace molto le photo di suo padre. Sono un musicista indipendente e che sto liberando il mio CD stesso. Vorrei il permesso di utilizzare le immagini si trovano in "L'Isola del Pescatore" come l'arte per il mio CD. Certamente daro credito a suo padre per l'opera d'arte. Per favore fatemi sapere cosa devo fare per ricevere il permesso. Mille grazie.
David Nicholas
Caro David Mi fa piacere che si interessi alle foto di mio padre, ma purtroppo non posso darle il permesso, per la semplice ragione che non dipende da me. Tutte le foto di mio padre sono state lasciate in eredità al Gabinetto Viessieux e alla Casa Alinari. Deve chiedere il permesso a loro. Mi dispiace. Ma vedrà che glielo danno. Un caro saluto da Dacia m

Cittadinanza onoraria
Gentile D.Maraini, sono il presidente della Pro Loco di Ucria (ME), vivo a Bagheria e scrivo per comunicarle che,in data 28.06.11, ho inoltrato una nota all'Amm.ne comunale di Ucria attraverso la quale ho proposto che le venga conferita la cittadinanza onoraria. Ho evidenziato come attraverso il romanzo "La lunga vita di Marianna Ucrìa", Lei sia riuscita ad accendere i riflettori sul nostro piccolo centro. Molte persone - dopo aver letto il romanzo e/o visto il film diretto da Roberto Faenza - hanno contattato la Pro Loco per attingere informazioni su Ucria e sul personaggio chiave del romanzo supponendo la sussistenza di un legame tra il centro nebroideo e la protagonista del racconto. Alcuni lettori hanno persino raggiunto fisicamente Ucria per effettuare alcune ricerche volte a verificare l’eventuale legame tra Ucrìa e la Marianna del romanzo. Lo scrivente ha anche sottolineato la sua appartenenza alla famiglia degli Alliata, Principi di Ucria. Spero, pertanto, di incontrarla presto. Cordiali saluti.
Francesco Niosi
Caro Francesco Niosi In effetti il nome Ucria esiste e lo sapevo. Ma non so che legami possa avere con gli Alliata di Gravina che poi era la famiglia della vera Marianna. Grazie per avermi proposta per la cittadinanza. Verrò volentieri quando deciderete. Comunque fatemelo sapere molto prima, almeno sei mesi, perchè ho molti impegni. Un carissimo saluto da Dacia m

Da mamma complicata
Gentilissima Dacia, spero abbia ricevuto i dvd con le prime puntate della trasmissione "la storia di Novara", nata con tanti sforzi e pochissimi guadagni... ma quanta soddisfazione. Vorrei inviarle le ultime 3 puntate, spero sia riuscita a vederne almeno una delle precedenti. Di queste nuove puntate una in particolare ci tengo a segnalarla: il racconto di un delitto della Novara alla metà del 1500, protagonista (purtroppo) una ragazza nobile sposata a 15 anni. Un viaggio nelle donne novaresi, mamme, figlie, nobili, serve. Un viaggio per difendere la memoria e per dare forza al futuro delle nostre figlie.
Maria Rosa Marsilio
Cara Maria Rosa Ho ricevuto le storie di Novara. Grazie. Ancora non ho potuto dedicarmi alla lettura perchè avevo delle precedenze. Quando si sta in alcune giurie di premi bisogna leggere i libri in questione. Ma lo farò appena posso. Grazie ancora e tanti auguri per il vostro bel lavoro, Dacia m

MARIA
MARIA IL TUO RESPIRO SI E' FATTO PIU' LEGGERO LE TUE PAROLE SONO DIVENTATE COME ALI DI FOGLIE SOSPINTE DEL VENTO LE TUE AZIONI SPECCHIO DI SENSAZIONI GIA' AVUTE. COME GIA' NEL PASSATO TI MUOVI NEL PRESENTE E CONTINUI NEL PROSSIMO FUTURO IN UN MARE DI CONCHIGLIE ANCORA DA RACCOGLIERE. TRA I MURI L'ESSENZA ESTRANEA DEL VUOTO SEMBRA ESSERSI CRISTALLIZZATO NELL'UNIVERSO DELLA FEDE COMUNICATACI. PIANO, LENTAMENTE,TRA I FIORI, LA VITA SI NUTRE DELLA SPERANZA DI RINASCERE COL TUO RITORNO.
AUGUSTO
Caro Augusto La sua poesia è ricca di emozioni. Ma linguisticamente è povera. Deve cercare di essere più inventivo." ALI DI FOGLIE SOSPINTE DEL VENTO" è un luogo comune letterario. Stia piu attento. " COME GIA' NEL PASSATO TI MUOVI NEL PRESENTE" questo è ben detto e introduce un pensiero proprio. "NELL'UNIVERSO DELLA FEDE COMUNICATACI" non sta in piedi, che vuol dire, e poi "comunicataci" sembra una parola da telegramma. Rifletta di più sulla scelta delle parole. Con simpatia, Dacia m

Carta carbone
Sono da sempre una tua ammiratrice; mi piace il tuo modo impegnato ed appassionato di fare letteratura e la tua capacità di penetrare nei meandri dell'anima (a questo proposito credo che con i personaggio di Amara ed Emanuele del "Treno dell'ultima notte" tu abbia dato il massimo!); proprio per questo vorrei inviarti alcune mie poesie con la speranza che tu possa trovare un angolo di tempo per leggerle ed esprimere un parere. Io sono pronta ad accogliere ogni tuo prezioso consiglio e suggerimento , anche un Ko... grazie al quale potrò fare in futuro un autoediting spero più produttivo Nel frattempo attendo quanto prima di assistere ad un tuo spettacolo con Antonio Lovascio a Senigallia e mi complimento con te e la Compagnia della Fenice per la messa in scena di PASSI AFFRETTATI . A chi posso inviare i miei testi? Mi fai sapere qualcosa a riguardo?
PAOLA MARINO
Cara Paola Il gioco del Forum sta tutto qui: si mandano alcuni versi, io li analizzo, dò qualche consiglio. Mandi anche lei qualche suo verso. Sarà bene accolto. E poi potranno goderne anche gli altri lettori, che dice? Un caro saluto da Dacia m

Iran-Interview
My dear master I am Mohammad Javad Ostadi. I am Iranian journalist, director and researcher. I want to do an interview with Mrs. Dacia Maraini, about Art and Literature. This interview is very important for me. I did interview with Ariel Dorfman, John Fosse, Fernando Arrabal, Robert Wilson, Elfriede Jelinek, Isabel Allende, Philip Gross and... I am waiting for your response about this subject. Therefore I will send my questions. Thanks a lot M.J.Ostadi
Mohammad Javad Ostadi
Hi, I'm the webmaster. Can you send me your mail address? Thank you, best

A proposito di controra...
Gentilissima Dacia, le riscrivo ancora una volta ribadendo i ringraziamenti per la risposta, i consigli che ha voluto darmi e l'incoraggiamento a continuare. Mi preme ancor più, tuttavia, confermarle il mio personale desiderio, e quello dell'Associazione Amici della biblioteca di San Salvatore Telesino, di cui faccio parte, di averla qui per la presentazione di "Controra": ci piacerebbe abbinare la presentazione alla premiazione del Concorso letterario che abbiamo bandito quest'anno per la prima volta, nell'ultimo fine settimana d'agosto. Oggi compio 50 anni, e mi faccio il regalo di riscriverle, della speranza di averla qui... Le evidenzio ancora il sito della nostra Associazione, www.amicidellabiblioteca.com. La saluto cordialmente, e aspetto di leggerla presto.
Maria Antonietta Votto
Cara Maria Antonietta Tanti auguri prima di tutto. Mi dispiace ma in agosto sono impegnata. Dirigo un festival a Gioia dei Marsi e poi mi ritiro a scrivere fino alla fine di settembre. Perché non viene al festival? si tiene dal 6 al 12 agosto, sotto un tendone all'aperto in un bellissimo posto fra le montagne e i boschi. Abbiamo Emma Dante, PIrandello, un testo su Pisacane e moltissime altre cose interessanti. Se vuole informazioni si colleghi a www.teatrodigioia.it, vi troverà tutto il programma. A presto, tanti auguri ancora da Dacia m

Per l'amministratore
Gentile amministratore, ho scritto qualche giorno fa un messaggio intitolato "stralcio del mio romanzo", ma mi è molto pesato il limite di parole, perché avrei voluto inserire qualcosa in più. Vedo però che alcuni utenti hanno inserito messaggi anche molto lunghi. Come hanno fatto? Grazie mille
Laura Angeloni
Buongiorno, talvolta, per evitare di inviare un brano spezzato, alcuni frequentatori del forum inviano 2 post. Se lo stralcio lo richiede, in caso eccezionale, si può fare, ma non vada oltre i 2 post altrimenti, per ovvie esigenze di spazio, i post non verranno pubblicati. Cordialmente

Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio
Gentile sig.ra Maraini, le scrivo come Direttore della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio a Pettorano (AQ). Il 25 o il 26 luglio stiamo organizzando "La festa degli amici della Riserva" con tutti i volontari che negli anni ci hanno dato una mano nelle attività di gestione, monitoraggio e censimenti della fauna (www.riservagenzana.it). Per l'occasione ci saranno degli stand di libri, soprattutto di carattere naturalistico e scientifico. Considerando la sua grande passione per i luoghi naturali abruzzesi, chiedo se fosse possibile averla all'inaugurazione della festa per fare delle letture pubbliche di suoi testi a sfondo naturale. La ringrazio.
Valentina Lucci
Cara Valentina Grazie per l'invito. Mi dispiace che proprio non posso venire. Sono convinta che sarà una bella festa. Tanti auguri da Dacia m

Stralcio del mio romanzo
Gentile Dacia, sono una traduttrice dal ceco (tra cui Topol per "Azimut" e "Einaudi" e Hulova per "Baldini Castoldi", che le consiglio vivamente). Ho pubblicato anche un libro mio. Mi piacerebbe avere un suo parere, è difficile avere una percezione obiettiva della propria scrittura! "Avevo i capelli corti, sfilati. Tinti un po' di rosso e un po' di blu. Un tatuaggio sulla schiena dalla mia parentesi londinese, proprio dove le scapole si incontrano. Una farfalla, la mia voglia di volare. Non vedevo l'ora che arrivasse l'estate per metterla in mostra. Mettevo canottiere scollatissime, d'estate. A volte mi guardavo col doppio specchio, per poterla vedere anch'io, la mia farfalla. Indossavo spesso minigonne. Avevo le gambe affilate. Dicevano che sarei stata bene con i tacchi, ma io portavo anfibi d'inverno e superga d'estate. Le coloravo anche quelle, ci disegnavo fiori e più spesso farfalle anche lì. Sembravo disinvolta, incurante e libera. Non ero mai stata con nessuno prima di te."
Laura
Cara Laura Grazie per la fiducia. Il suo inizio di romanzo è bello, sfolgorante. Se continua così sarà una gioia per i lettori poterlo comprare e leggere. Mi tenga informata. E tanti auguri da Dacia m

Stralcio
Gentile D.Maraini, mi permetto di inviare lo stesso la prima pagina. Potrei avere un parere? (anche se poco per capire) Grazie Al centro del paesello imperava la casa dei Failla che avevano acquistato dai Cosentino; tre grosse facciate sbiadite dal sole sono attraversate da un lungo balcone al primo piano, che si affaccia sulla piazza con la fontana. Dall’alto, sovrasta una terrazza fatta per metà di muretto, all’altezza del mio busto, e per l’altra metà di ferro ricurvo. Qui, Teresa fissò per prima la sua torre di vedetta e, se qualcuno di sotto l’avesse dovuta cercare tra le stanze interne, avrebbe saputo di trovarla lì, impalata. Dal mio punto di vista, la casa confina a destra col monte C.: una lunga e ripida salita dove sorge il quartiere omonimo degli omonimi abitanti, che i paesani del centro additano, in senso dispregiativo, come “i curtigghiari” (pettegoli) per antonomasia. Il “curtigghiu” o pettegolezzo è una forza centripeta che si coagula ora qui ora là, per tutto il paese. Ma la fama del monte è dovuta soprattutto al fatto che vi sorge un’altra casa, la cui ubicazione è tale da sovrastare tutte le altre, dal centro alla periferia, che da qualunque parte la vedi. Essa sta lassù in cima al colle; tutto vede, tutto sa e tutto può, come se lì il “curtigghiu” generale risuonasse all’unisono e, raggiunta la massima intensità, acquistasse i toni di una suprema autorità. Una tarda mattina di marzo i suoi occhi vigili, profondi e lungimiranti osarono scrutare ciò che non trapela all’apparenza, così da squarciare il sipario della scena per svelarne il mistero. Proprio quegli occhi videro come la miseria e il dolore di un giovane uomo possa d’un tratto elevarsi al rango delle virtù più nobili. «André! (Andrea!)» una voce in tono confidenziale ruppe la quiete di quel soleggiato e lieto attimo di quotidianità. «André!» una seconda volta, quella stessa voce suonò come un monito pubblico; intimorita, ma non al punto tale da soccorrere Andrea, in preda a uno spasmo epilettico, che non riusciva proprio a cavarsela da solo. A quel punto, tutti videro Andrea sulla soglia del marciapiede che si contorceva su se stesso, chiudendosi in una morsa mortale. Quella voce che per due volte stentò a pronunciare il suo nome si fece viva; era quella di un giovane, come Andrea, che finalmente alzò il culo — grasso — dai gradini di un portone, su cui se ne stava comodamente seduto con un altro, il quale, alla vista di Andrea, non si mosse affatto, in preda a una crisi di ozio per gli effetti che il sole può produrre in molti di noi. Quel tizio accorse in suo aiuto, spendendo due parole d’incoraggiamento e, dopo di lui, qualche altro, trovandosi per puro caso in prossimità del punto in cui Andrea si era accasciato, non tardò ad avvicinarsi.
Ghita Pecelli
Cara Ghita Non so quanti anni abbia,ma lei scrive come se ne avesse 80. La lentezza dello stile, lo sguardo dall'alto, l'uso di termini burocratici che oggi stonano. "... la fama del monte è dovuta soprattutto al fatto che vi sorge un’altra casa, la cui ubicazione è tale da sovrastare tutte le altre", La parola ubicazione è da geometra, non da romanziere. Naturalmente si può scrivere usando uno stile antiquato, ma allora bisogna saperlo fare bene, da grande manierista. Mentre lei indulge in formule obsolete. Mi dispiace essere così severa, ma penso che chi mi scrive sul Forum non vuole generiche approvazioni, ma un giudizio sincero e preciso. Sbaglio? Un carissimo saluto da Dacia m

Invito
Buona sera,vorrei invitare la signora Maraini il 23/6/2011 alle ore 18,30 al Padiglione Italia della Biennale54 di Palazzo Venezia a Roma. L'aspettiamo.

Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Anche se l'invito precede soltanto di poche ore l'evento, potrebbe inviare i suoi contatti? Grazie, un cordiale saluto

UN’INASPETTATA STORIA DI EVENTI
“Quanto poco morale apparirebbe il mondo senza la dimenticanza! Un poeta potrebbe dire che Dio ha posto la dimenticanza come custode sulla soglia del tempio della dignità umana.”. Nietzsche. Umano…) (…) Ma di tutto bisogna scorgere la fine. Perché certo molti ai quali Egli aveva fatto intravvedere la felicità, sconvolse un Dio dalle radici. (Solone a Creso) Non ha alcuna importanza che io creda in un dio oppure no. L’importante è che dio non creda in me. (suor Elena) Prima cesura PREISTORIA DI UN NOMADE Genesi di un dio Spoglie opime Non odiavo Hebel; ed ho protetto Qajin con un segno, mentre si allontanava verso il paese di Nod. Del mio arco arco è rimasta traccia in cielo e in terra; ma sono sono solo inchiostro nelle mani dei miei nomadi. Altro che ruah; sono un dio asfittico! E se io sono la faccia buona del terrore i miei nomadi sono quella cattiva. La mia vera ed unica guerra è contro i miei nomadi per il possesso delle loro spoglie opime. Non so perché mi trovo qui, in questa situazione, ma so, per certo, che non mi piace affatto. Così per liberarmi di loro, e nascere per mio conto, ho deciso, a mia volta, di servirmi del loro inchiostro, per catturarne le anime e i ricordi: e dei ricordi il soffio, e delle loro anime la parte mortale. E per dar corpo a tale cattura mi servo di specialisti, gente fidata:nolenti come me, usciti dalla pancia della bet. Il ricordo di Alfredo è in quella luce e nell’odore della pioggia, in una notte di maggio, quando fu trovato infagottato nella scodella della Rota. Bet Non so chi o cosa fossi prima di uscire dalla pancia della bet; non certo il “signore degli eserciti”, o “ el shadday”, o il dio montanaro, o qualunque altro: Io non ero, né sono colui che è! Sono soltanto inchiostro. Di tra le cosce della bet escono parole che scorrono da destra a sinistra. E c’è chi dice che la bet stessa sia opera mia. Bet di Bereshit: divenni fiaba e ogni cosa di me prese a mantenerne il ricordo. Già! La luce e le tenebre; le acque e il firmamento; i mari e la terra; il giorno, la notte e le stelle, e tutti gli esseri viventi. Sono forse uscito dal Tutto e dal Niente per non dover che essere schiavo e Nessuno? Per diventare un dio? Un uomo a metà? Perché nient’altro che questo è un dio. Voglio essere libero dai miei nomadi. Non voglio più maiuscole nella mia vita!
Roberto S. Caldine
Caro Roberto Sono stata investita dalla sua ira filosofica e iconoclasta. Ma che furia! la fisolofia non è prima di tutto meditazione e quiete mentale? Belle le citazioni!. Sono d'accordo quando dice: Non voglio piu maiuscole nella mia vita! Lo si può applicare al principio di autorità, vero? un carissimo saluto da Dacia m

Associazione
Buongiorno, signora Dacia, siamo una associazione culturale di donne: DONNA e..., di Lettomanoppello in provincia di Pescara, l'Associazione è nata da un anno ed abbiamo difficoltà di ogni genere, anche catturare l'interesse delle nostre compaesane è un sacrificio enorme, ma ci stiamo provando con tutta la nostra volontà. Abbiamo portato avanti progetti riguardanti la salute delle donne, abbiamo fatto una notte rosa, abbiamo fatto una serata sulla violenza sulle donne nel mese di novembre, abbiamo organizzo un concerto di musica lirica e Jazz a Natale. Adesso vorremmo far nascere o rinascere un interesse sulla dignità femminile, che specie per le nuove generazioni, visti gli esempi, è una cosa sconosciuta, il Risorgimento è una data importatnte per far risorge anche la dignità femminile. per tutto questo chiediamo di incontrarLa, forse chiediamo tanto, vista la nostra modesta entità, ma ci crediamo. Un caro saluto
Maria Concetta Marcone
Cara Maria Concetta Sono con voi per quello che fate. La cosa migliore, quando si vuole cambiare il mondo è cominciare dal basso: casa propria, i propri dintorni, la propria città. Poi piano piano arriverà il resto. Non perdetevi d'animo. vi farete conoscere e apprezzare come meritate. Certo che vi aiuterò, come posso, è soltanto una questione di date. Mandate la vostra mail a Gianluca del Forum, che me la farà avere. E troveremo una data. Con molti auguri da Dacia m

Poesie
Mi piace l'idea che una scrittrice possa leggermi: Un tempo il giglio e la rosa si amavano perdutamente E non si separavano mai La rosa non aveva spine allora È così puro il giglio Ma un giorno un cuore duro li divise E il giglio pianse per la prima volta lagrime che bagnarono la terra E dalle quali nacque la primavera. Da quelle lagrime germogliarono arcobaleni di fiori La terra tutta divenne un giardino di profumi e colori E alla rosa il giglio parve tra quei fiori più lontano, così si sentì perduta Da quello smarrimento nacquero le sue spine, con quelle ora si difende da chi non ha Un cuore puro come il giglio, nel giardino. Ma una notte un angelo passò in quel giardino e ascoltò il pianto sconsolato del giglio, ferendosi le ali sulle spine della rosa Commuovendosi a quell’amore così puro così disperato… Da allora il giglio e la rosa fioriscono insieme e si amano Sulle guance delle fanciulle in fiore Almeno fino al giorno in cui non perdono la loro innocenza./ Io so che l’amore non muore L’amore finisce quando non c’è mai stato Quando non è stato sincero quando c’è una volontà ostinata che non vuole più sentire ragione Quando è acerbo. Io dico che l’amore non può morire E so che se c’è stato e ha messo radici profonde nel cuore, ci sarà sempre… Perché l’amore è più forte di tutto più forte di noi della nostra volontà Delle tempeste di sabbia in fondo al cuore E del destino. Quando tu sei con me La primavera esulta sulla mia terra I miei cieli brillano di lucido cristallo Gli orti colano di aromi e miele d’api Ma quando tu non ci sei L’autunno sfoglia i rami sugli alberi Il mandorlo sfiorisce Foglie ingialliscono nell’erba I miei cieli Si feriscono Nella luce Di tramonti Gli orti sono zolle tirate al vento.
Giancarlo
Caro Giancarlo Il suo è una specie di decalogo, molto sincero e di buona volontà. Non so quanto possa essere considerata una poesia. Manca la consapevolezza musicale delle parole - ne parlo sempre; la poesia è un progetto prima di tutto musicale -. Ma la prendo come un invito alla saggezza e alla generosità, due qualità bellissime che amo. Auguri da Dacia m

Facciamo uno sforzo
Gentile Sig.ra Scrittrice, la prego di farsi portatrice di questo messaggio che le invio, a seguito l'apposizione della mia aderenza alla vostra iniziativa (Mobilitazione Nazionale Donne) in quanto non riesco a contattare l'autrice della stessa. Sono a dir poco "allarmato" da questi governanti di malcostume, colpevoli e con precedenti penali, picconatori di valori dalla nostra vera natura di Patria; di una finta cultura e ciechi! nei confronti della riaffermazione del ruolo della donna che non è certamente quello dei festini del cavaliere. Sono indignato dal fatto che anche il sig. Presidente della repubblica non riesca... o non vuole; forse per paura?, ha sciogliere le camere dal momento che gli è dato il potere dalla Costituzione Italiana* (vedi art.88) Ma di che cosa si parla nei telegiornali nelle trasmissioni delle reti pubbliche e private a proposito del governo?...maggioranza si o no!....me è vero o no quello che sento e che vedo?..mi aiuti Lei a convalidarmi o meno che non siamo su marte?... MA NON C’E’ PIU’ LA REALTA’ IN QUESTO PAESE?…ho scritto a Floris,a Gad lerner a Di Pietro,a Bersani, a Rosy Bindi ad altri da una settimana,NON MI RISPONDONO NEMMENO ATTREVERSO UN PICCOLO SEGNO O UN’ANNOTAZIONE NELLE OPPORTINUTA’ CHE HANNO QUANDOSONO OSPITI A RAI TRE COME PURE SU ALTRI CANALI; MA PERCHE’,COSA CE’ SOTTO?... Eppure mi pare come in questo caso di non offendere. Forse istigo a delinquere?... e se anche fosse (Il che non mi riguarda minimamente perchè non è nel mio stile o comunque le mie intenzioni salvo errori derivati dall’impostare e mettere nero su bianco); però se si considera che è stato il primo Berlusconi a demolire la dignità di questo paese, come posso io piccolo uomo qualunque permettermi ciò? E qui continuo a non capirli! Ma ritornando al Presidente Napolitano e alle motivazioni vere le quali mi hanno indotto a sfogarmi come posso e sono le seguenti: da oltre un mese è venuta a mancare la maggioranza data dal risultato delle volontà dei votanti* (elezioni 2008), con l'uscita dei Finiani e il subentro di forze derivate dalle volontà opposte degli elettori, i quali con il segno sulla scheda elettorale sui simboli; esprimevano mandato opposto allo schieramento del cavaliere. È una vera vergogna!, ogni giorno che si apre il giornale si denoti un affiliato dell'ultima ora* (proveniente dai banchi opposti), ma che nazione è questa! Bisognerebbe istituire un'altra petizione con la quale raccogliere firme per far pagare il suolo pubblico occupato abusivamente senza le volontà del Popolo, che in questo caso si deve ripronunciare. Non vedo che paura ci sia nell'aggiornare le volontà del popolo dopo simile Tradimento dello stesso,male che vada si rischierà di riavere un governo come questo; non crede? ma io spero di NO!, perché ci faremo sentire a cominciare dalle manifestazioni che avete in programma. Le propongo a Lei e a tutte le donne della petizione di considerare anche le mie due petizionni:la prima intitolata: (Ritorniamo tutti a Casa), vuol essere un richiamo a tutti coloro che sono usciti come figli da una casa nella quale vi erano i valori di vita,il rispetto del "cosiddetto sesso debole", donne vere! offese e sminuite nel loro ruolo naturale di: madre, figlia, nonna! che sono senza indugio il perno su cui si appoggia la (vera famiglia) laica o cristiana,senza la quale siamo perduti; vede?... proprio la realtà attuale!... La seconda inserita per sbaglio perchè è da poco che navigo, ho fatto un po' di confusione però ci sono iscritte adesioni nonostante nata da 48 ore 15 firme, e si chiama: Smontiamo questa falsa nazione ecc...) Spero di uscire presto da questo incubo. Concludo sperando di non aver commesso errori di battuta punteggiatura o di ortografia,con i quali mi succede spesso e volentieri di essere frainteso acausa della poca scula che ho frequentato. La prego in oltre, nel caso si accorga leggendone il commento, che emergono aggettivi o verbi fuori luogo mi avverta. Grazie! con stima e ammirazione per la sua carriera. Le aggiungo molto orgogliosamente la mie radici indigene ricavate in parte dal sito: www.cavallomaremmano.it: Premessa: Chi sono o meglio; chi è Socci Francesco? Ha 63 anni nasce a Pisa in Toscana ha conseguito la terza media serale 1982, non ha intenzioni ne si prefigge le ambizioni di sedere al Parlamento per ovvi motivi di età e di cultura. ha moglie due figlie e un nipotino di 9 mesi che lo impegna quasi tutta la giornata. Francesco ha l'orgoglio di essere vero discendente dell'onorevole Ettore Socci nato a Pisa nel 1846, il quale si trasferì a Firenze dove studiò e contribuì alla nascita della Giovane Italia nel movimento di Mazzini, combattente a fianco di Garibaldi, eletto nelle liste dei braccianti della Maremma, promosse due leggi,delle quali la prima consentiva alle donne del telegrafo di stato di sposarsi, approvata all'Unanimità del parlamento,la seconda che proponeva di diminuire i parlamentari” fu bocciata”e gli costò l’inemicizia degli avvocati dell’allora parlamento. Ettore Socci o meglio definito da Giosuè Carducci “Vecchio Leone” combattente camicia rossa, dalla spada di fuoco e l’animo sensibile, la penna giornalistica del futuro Garibaldi lo definì “Il suo pupillo onesto e prode in battaglia,15 processi per appartenenza ai carbonari e moti rivoluzionari della Giovane Italia,pianse; solo, rinchiuso per due anni riemerse dalla ceneri e diventò assessore al comune di Firenze. Insignito da molte onorificenza tra le quali quelle della Francia,alcune delle quali non volle declamarle all’opinione pubblica, morì nel luglio 1904 come egli stesso aveva previsto “Povero e All’Ospedale”. Ai funerali partecipò tutta la città di Firenze. Portano il suo nome:Piazza Socci a Grosseto, via Ettore Socci a Pisa e a Firenze.
Francesco Socci
Caro Francesco E' bella la storia del suo antenato garibaldino. Di cui lei è fiero giustamente. Lei ha ragione a protestare, ce n'è di che. Il nostro è un paese che ha la memoria corta e dimentica il suo passato più generoso e idealista. Ma non deve solo tenere conto dei politici per cambiare il mondo. E' la massa degli italiani che vota per conservare antichi privilegi, che ha paura della legalità, che non vuole pagare le tasse a costituire una barriera contro quella che lei chiama emancipazione. Prima dei potenti deve convincere loro, i nostri connazionali. Provi anche lei a risvegliare la memoria collettiva con la storia di Francesco Socci generoso garibaldino che morì solo e povero in ospedale, ma ai cui funerali partecdipò tutta Pisa. Un grazie da Dacia m

Forte Incatenata Fragilità
Cara Dacia per la mia stima che ho di te, molto modestamente ti invio una delle tante poesie che ho scritto in quei momenti particolari di vita e di riflessione. Son certo che ti piacerà. PS. se ci sono degli errori di punteggiatura cerca di capirmi,infatti non le ho diffuse proprio perche ho poca cultura. Un bacio affettuoso. Mi sento come il mare che si forma a onde, Mi sento come una foglia al vento nei meriggi d’autunno che non sa dove posarsi, mi sento come il ferro al passar della lima a consumarsi. Mi sento come il formaggio sulla pasta aldente. Mi sento come un onda che si scioglie fra gli scogli, mi sento come i fogli, mai scritti e dimenticati. Mi perdo e non mi trovo fra le frasi della gente. Ho!, illuso dolce pensiero ti cerco perdutamente. Tu fossi un torpedone, un treno un tram, ti prenderei al volo. Se un giorno passerai io son qui ad aspettarti; pronto a riprendere il mio cielo.
Francesco
Caro Francesco Grazie per la bella dedica. La poesia ha la forza dell'ingenuità e della poca pratica con la lettura. Ma la accetto per quello che è: un regalo di buon cuore. Provi anche lei però a leggere più poesia moderna prima di scrivere. Guardi che esiste anche un piacere della lettura che equivale se non supera quello della scrittura. Auguri da Dacia m

Incontro proiezione film io sono mia, con Sofia Scandurra
Gentile Dacia Maraini, avrei piacere di invitarla ad un dibattito che si terrà il prossimo 24 febbraio a Palazzo Rospigliosi presso Zagarolo, in occasione dell'omaggio ddedicato dal festival CineMadeInLazio a Sofia Scandurra. Nel corso dell'evento proietteremo il film Io sono mia, ed in occasione della proiezione abbiamo pensato di attualizzare i temi del film, così vicini ai nostri giorni, invitando a discuterne ospiti della cultura e della società civile. Stiamo inoltrando l'invito anche a Concita De Gregorio e Stefania Sandrelli, nell'auspicio di stimolare nel puybblico la riflessione nell'ambito della quinta edizione dl nostro festival, dedicata ques'anno alle "donne di cinema". Sperando che lei possa accettare il nostro invito (e siamo a sua disposizione per ogni necesssità di trasporto ed ospitalità) le porgo i miei più sentiti saluti in attesa di un suo riscontro.
Silvio Montanaro - direttore artistico CineMadeInL
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Mi può cortesemente inviare un suo indirizzo mail? Grazie

La consapevolezza immobile
Gentile Sig.ra Maraini, ho un piccolo grande sogno nel cassetto: una sua recensione del mio libro in uscita fra un paio di settimane. Non una recensione a fini promozionali, intendiamoci, ma dei semplici consigli mirati per i miei futuri scritti. Ne sarei onorata. La sinossi si trova su questo link: http://www.senecaedizioni.com/index.php?pageid=prodotti&prodottiid=410 Grazie e, spero, a presto
Maria Vaccaro
Cara Maria Non scrivo recensioni. Ci sono i critici per questo. Mandi se vuole una poesia su questo Forum. La leggerò volentieri. Ma piu non posso fare. Mi perdoni. UN carissimo saluto da Dacia m

Un piccolo aiuto
Buonasera, sono Federico Del Monaco, ho trentacinque anni e ho appena terminato il mio ultimo lavoro, un romanzo dal titolo "Dove Guardano le Carte". Scrivo anche pesia, racconti, prose poetiche, testi per teatro, saggi e testi per canzoni, seguendo un costante e tortuoso cammino di crescita. Vorrei iniziare a pubblicare, ho tutte le mie opere già tutelate, e ho bisogno di un consiglio. Non voglio annoiare né disturbare ma muoversi da soli è molto difficile, scoraggiante. Quel che cerco è solo un piccolo spazio per sapere, da una scrittrice di esperienza, la direzione da prendere. Sarebbe per me un onore poterla venire a trovare, per appuntamenti di questo tipo sono libero qualsiasi giorno. Aspetto fiducioso una risposta. Ringrazio anticipatamente
Federico Del Monaco
Caro Federico Credo che lei stia cominciando col passo sbagliato. La sua preoccupazione di tutelare le opere è assurda. E sa perchè? Quello che si può rubare è una storia, ma le storie non valgono niente se non c'è dietro uno stile. E lo stile non si può rubare. Per questo la sua preoccupazione mi fa pensare che lei non abbia riflettuto bene sull'arte della scrittura che è fatta, come ho detto, di stile, di sapienza linguistica, di musicalità, di metafore personali, tutte cose che non si possono copiare. Un caro saluto da Dacia m

Semplice domanda
Gentilissima Dacia Maraini, sono Raffaele. Volevo solo porle una domanda. Ho letto il suo stupendo libro, "La lunga vita di Marianna Ucria", mi chiedevo da dove parte l'idea di scrivere un romanzo ambientato nel '700, che legami ci sono tra la sua vita reale e quella della stessa Marianna?
Raffaele Nicoletti
Caro Raffaele Grazie per le sue parole. Sono contenta che Marianna le sia piaciuta come personaggio. Mi chiede come è nata: da un quadro. HO visto la sua faccia su un antico quadro scurito dal tempo, ho visto i suoi occhi tristi ma anche determinati che mi hanno seguita per giorni e giorni. Ho capito che mi chiedeva che scrivessi di lei. Così ho cominciato le ricerche. Ci ho messo 4 anni perchè non è facile immedesimarsi in una sordo-muta che vive nella prima metà del 700, ma è stata una esperienza straordinaria. Un carissimo saluto da Dacia m

Campagna per la tutela del Lago di Bomba (CH)
Cara Dacia, mi chiamo Massimo Colonna e sono il Presidente del Comitato di Cittadini "Gestione Partecipata Territorio" che da due anni è impegnato a contrastare lo scellerato progetto della società americana Forest Oil di sfruttare un giacimento di gas naturale sotto il lago di Bomba (CH) a pochi passi dalla Maiella. Ti scrivo per chiederti una mano per realizzare una campagna di sensibilizzazione da realizzare insieme al fotografo Gianfranco Gorgoni nostro concittadino. Per informazioni: www.gestionepartecipataterritorio.it Siamo cittadini di piccolissimi paesi della collina e della montagna abruzzese e abbiamo grandi difficoltà a farci ascoltare! Grazie
Massimo Colonna
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Potrebbe inviare il suo indirizzo mail? Grazie, un cordiale saluto

Controra - raccolta
Vorrei far leggere a Dacia ciò che ho scritto,edito in Feltrinelli.it: il titolo è Controra, sarei onorata di recapitarle il libro e sapere cosa ne pensa. Grazie. Mani// La carezza/di un battito di ciglia/distende/i solchi d’apprensione/nascosti/al tatto/frettoloso./Riposa la mano stanca/tra le mie/minute e forti. Clessidra// Se sapessi misurare il nostro tempo/come sabbia di clessidra/grano a grano,/voltarla/e ricominciare… Se sapessi misurare il nostro tempo/con le dita sul tuo volto/ruga a ruga,/poro a poro,/perdermi /e ricominciare… Se potessi misurare il nostro tempo/a scatti di un secondo /con la bocca sul tuo petto /bacio a bacio,/bacio a bacio,/e ricominciare… Carillon// Non mancherà la musica/a tenere compagnia./Guida il cammino cieco/tra sagome di bambù,/liutaio eterno,/fardello d’amore./Non mancherà la musica. L’armonia./Maestrale flautato nei rovi. Il volume comprende una 'villanella' in vernacolo che è stata rappresentata con musica e danza. Vorrei che la vedesse. Grazie. Sono una insegnante di scuola media superiore,prestata(!)alla scrittura.Mi piacerebbe farle omaggio del volume di cui le ho parlato (che è il terzo pubblicato), avendo un recapito di riferimento;è in parte visionabile in www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/1088857.html Sono socia fondatrice dell'Associazione Amici della Biblioteca di San Salvatore Telesino,presente su FB e in internet,ove sono tracce della rappresentazione della villanella in vernacolo cui le avevo già accennato. La mia (malcelata...) ambizione sarebbe avere un suo parere sugli scritti contenuti nel volume,e (magari!) una (piccola) prefazione,e (MAGARI!!!) la sua presenza alla presentazione,probabilmente ad inizio luglio, a S. Salvatore, nella nostra splendida abbazia benedett. Non mi resta che salutarla, e sperare... Cordialmente,
Maria Antonietta Votto
Cara Maria Antonietta Le sue poesie sono scritte con mano sapiente anche se di una sapienza lontana nel tempo. Dovrebbe familiarizzare di più con la poesia moderna. Posso darle qualche consiglio? legga le poesie di Amelia Rosselli, di Sandro Penna, di Valerio Magrelli, di Fabio Pusterla, di Patrizia Cavalli, di Vivian Lamarque. L'aiuteranno ad esprimersi con più coraggio linguistico. Buono il ritmo comunque della poesia su "misurare il tempo". Vada avanti e insista, un carissimo saluto da Dacia m

Dell'uso del mondo
Né qui né altrove potrei sorreggermi sul tuo linguaggio, o correrti accanto priva di sensi, vibrando di sonno o di morte o di aborto, per soffocare i miei secoli e il mio volto. Non tenermi all'oscuro dei miei lineamenti, come un'oca nutrita fino a scoppiare: non sei che il consumo dei miei denti su ciò che mi manca, e mai sui miei intenti. Né qui, né altrove, potrei sfuggirti, gonfia di vita e di veleni: rinasco amica del tuo tepore, ritorno nemica del tuo sapore.
Roberta Borgia
Cara Roberta Capisco il suo spirito rivoltato e rabbioso, ma la poesia ha bisogno di più sensualità e distacco. Lei si compiace della sua rabbia linguistica e ci si affoga. Provi a fare un passo indietro! Un caro saluto da Dacia m

A Topazia...
Cara Dacia, grazie per la possibilità di metterci in contatto con lei, sono un ragazzo di 16 anni e un giorno tra una bancarella di libri ho trovato il suo "Bagheria", l'ho divorato in un giorno! Oltre alla bellezza dell'opera essendo un appassionato d'arte (e amando l'opera di Guttuso) non mi sono potuti non saltare all'occhio le parti in cui si parlava di sua madre Topazia. Ho voluto approfondire la figura di questa donna, quest'artista cosi all'avanguardia al tempo (e mi viene da sorridere pensando all'invito del matrimonio da lei disegnato che la ritraeva nuda insieme a Fosco) ho saputo che ha aperto una Galleria a Roma e da subito ho cercato in di rintracciare l'indirizzo, ma tuttavia con gran dolore ho scoperto che è stata chiusa nel 1964. Mi sembra di aver letto qui su forum che è stata all'ospedale, la prego di darle i miei saluti e i migliori auguri alla signora Topazia, che rimarrà una delle migliori artiste del secolo, mi piacerebbe approfondire la sua arte. Un saluto anche a lei con affetto
Giuseppe
Caro Giuseppe Ho riferito a mia madre le sue parole. Ne è stata contenta. E' vero, è stata in ospedale per curarsi da una brutta caduta, ma ora è tornata a camminare e a leggere, come sempre. Se vuole sapere di più sulla sua pittura può leggere un libro che è uscito l'anno scorso che si chiama "Topazia Alliata, una vita nel segno dell'arte" di Anna Maria Ruta, edizioni Kalos.Spero che le sia utile. Un caro saluto da Dacia m

Intervista
Stamane ho visto una sua intervista su rai5, è stato un bel modo di iniziare la giornata. Non mi interessa scrivere a personaggi pubblici ma la pulizia, l'integrità morale che comunica è benefica e desideravo riconoscergliela provo affetto nei suoi confronti. 54, ingegnere, coach di basket, 28 anni con Betta, senza figli
Massimo Casarini
Caro Massimo Le sue parole mi sono di molto conforto. La ringrazio. E ringrazio l'ingegnere, con Betta, senza figli, che ancora chiede a chi scrive pulizia e idee chiare. Con simpatia, Dacia m

Donne rocciose, donne di cobalto.
Dolce Dacia, il mio nome è Giulia, sono una piccola donna che vive a Macerata, che studia ardentemente la Filosofia numinosa e passionale, che scrive per amore di un uomo ed ora per amore degli uomini tutti e che ha deciso insieme ad altre sette donne di prendere fra le mani il nostro essere genere ed unirlo amorevolmente per crearne una coscienza forte, matura e attuale. È nato dunque, poco tempo fa, con un certo barlume d’orgoglio e di trepidazione per l’inimmaginabile che già ci siamo proposte, il nostro collettivo femminista. Devo confessarti che ho molto lottato con me stessa riguardo al termine ‘femminista’, combattuta tra ciò che credevo che gli altri, l’Altro e la società intera intendono con femminista e ciò che io vedo in una parola fiera, che da insulto disprezzabile del caro Dumas figlio si è trasformato in vanto, in puro orgoglio vitale. Ho vinto la mia ostilità per il termine, ma non senza riflettere sul perché mi creasse questa sensazione di disagio, questa sensazione di trovarmi d’innanzi ad un fantasma che esce dalle belle bocche della gente come accattivante appellativo o come salma consunta; oppure che rimane incatenato nelle viscere delle donne dolorose, addolorate, vinte, ignare. Dietro questi pensieri che vagavano senza meta è maturata la convinzione che oggi,in questa storia, la donna sembri in fondo un caso risolto, poiché in una società che ha come attributo caratterizzante quello eminentemente economico, la donna, da ottima lavoratrice e consumatrice, è riuscita a scalare la vetta sui cui troneggiava l’uomo e ad afferrare quella tanto decantata pari opportunità circoscritta solo all’ambito lavorativo e dunque a quello economico. Non ignoro il fatto che non sia del tutto felicemente così, ma so che anche alla donna(occidentale) ora è permesso essere soggetto e oggetto del capitalismo. Dunque non c’è più solamente l’esigenza di una definizione, ma c’è prima quella di uno smascheramento, di una disillusione per giungere ad una formulazione del problema che riguardi la donna tutta intera, la donna corpo e anima, la donna come genere differente da quello maschile a cui è inscindibilmente legata da un amore tenero,connaturato, totale di cui tutta la società ha bisogno per poter riformulare il senso e la realtà, per poter tornare a parlare di felicità. Tutto ciò è compito arduo e intenso della più grande arma e della più grande consolatrice,della più grande storia e del più grande miracolo,della più alta espressione d’amore dell’uomo e per l’uomo: la cultura di cui noi vorremmo farci promotrici, in cui riponiamo i nostri sogni, le nostre voglie, la nostra tenacia e anche la nostra moralità cacciata da quei luoghi che l’hanno presa dalle strade e dal cuore dell’uomo e l’hanno messa su una cattedra e su un altare. Vorremmo farci donne del popolo,donne dell’Italia e donne del mondo e le scrivo per questo e perché lei è una donna a cui va la nostra ammirazione e a cui volgono le nostre orecchie, i nostri occhi e le nostre riflessioni. Leggendo la sua poesia l’arte di amare ci siamo commosse e ci siamo decise che lei era la persona adatta per portare il nome del nostro neonato e acerbo collettivo,del nostro legame di donne impegnate in un progetto in cui io ripongo tutta la mia fiducia. Attenderemo con ansia la sua risposta alla nostra richiesta di creare il Collettivo Femminista Dacia Maraini. Un’ultima cosa. Come le ho scritto all’inizio di questa lettera io amo scrivere e più di ogni altra cosa amo la poesia, anzi credo che sia la poesia ad amarmi, per questo vorrei spedirle le mie poesie, dove poter spedirle? Io la ringrazio ora, per tutto, per ciò che lei scrive. Un affettuoso saluto
Giulia Trobbiani
Cara Giulia Ha ragione lei: il termine Femminista crea disagio, sopratutto fra le giovani. L'ho potuto constatare tante volte andando nelle scuole e nelle università. Non attribuirei la colpa di questo disagio alle femministe, ma alla valanga di insulti che il mondo ha gettato addosso al femminismo, ridicolizzandolo e disprezzandolo. Me lo conferma il fatto che, parlando poi con le stesse che non vogliono sentire la parola femminismo, scopro che sono piu femministe di me, piu radicali nelle loro posizioni. Quindi è proprio il nome che storicamente è stato logorato e malmenato. Ma che importa! il nome conta poco. Chiamiamolo in modo piu neutro Movimento delle donne,o Dalla parte delle donne. O ancora meglio Per le donne.Che ne dite? Grazie per avere pensato a me. La cosa bella è sopratutto pensare insieme e pensare proiettando qualcosa di sè nel futuro. Non litigate, per favore, state unite. A presto, Dacia m

Intervista
Quando Caprara venne al CERN di Ginevra per un'intervista fu subito chiaro che ci stavamo reciprocamente "sbagliando" (nel senso proustiano del termine). Lui cercava di sapere quello che io ritenevo scontato, io dicevo cose non interessanti per il suo articolo. Il mio nome infatti non comparve sull'articolo del Corriere del giorno dopo, ma rincansando mi sentivo felice: dopo due anni avevo capito che era quella la forma giusta da dare al romanzo a cui lavoravo da otto anni: un'intervista "sbagliata". Se mi invia il suo indirizzo e-mail le mando l'incipit, di due pagine (da qui non posso mandare allegati). So che e' sommersa da richieste simili. Se non può pazienza. Grazie
E. S.
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare il suo indirizzo mail? Grazie, un cordiale saluto

Un saluto
Carissima Dacia, sarebbe possibile farle leggere qualche mia poesia? Ci terrei molto al suo giudizio. Grazie, un saluto e tanti complimenti!

Vedere coi tuoi occhi
Sto leggendo La Seduzione dell'Altrove e lo trovo tanto interessante e avvincente quanto la narrativa, sono brevi resoconti di grande attualità, anche quelli che risalgono a più di dieci anni fa: segno che colgono la sostanza delle cose e riescono a trasmettere intuizioni, ad appellarsi a sensazioni e a canali di comprensione che offrono chiavi di lettura, stimoli ad una curiosità per quelle realtà filtrate attraverso un occhio dalla vista acuta e la sensibilità raffinata. Vorrei anch'io aver viaggiato o poter viaggiare come fai tu, ma nutro lo sguardo della conoscenza attraverso queste finestre sulle realtà vicine e lontane che tu hai aperto per tutti noi. Grazie Dacia, un saluto affettuoso con stima Serena
Serenella Pelaggi
Cara Serenella Magari i lettori fossero sempre così attenti e capaci come lei.Grazie per "l'Occhio acuto". Ho sempre desiderato un occhio acuto e non sempre l'ho avuto, vista la mia miopia, ma la scrittura, senza l'occhio acuto, non arriva da nessuna parte. Le stringo la mano con calore, Dacia m

Una storia
Gentile Dacia, ho nel cassetto una storia, piccolina, a foma di cuore. Non è una storia qualunque ma una storia intima, delicata. Vorrei che la leggesse... se il tempo a sua disposizione è limitato vorrei che leggesse solo il primo capitolo. Mi faccia sapere... se vuole. Un abbraccio Valentina

Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare uno stralcio al forum? Grazie, un cordiale saluto

Marianna Ucrìa
Sono una studentessa in Scienze della Comunicazione presso la Facoltà di Macerata. Ho intenzione di dedicare la mia tesi di laurea al romanzo "La lunga vita di Marianna Ucrìa". Volevo sapere dovo posso reperire dati inerenti alla ricezione del romanzo, come ad esempio dati di vendita, numero ristampe. Spero possiate fornirmi qualche indicazione, Serena
Serena
Cara Serena Sono contenta che abbia scelto Marianna Ucria come oggetto della sua tesi. Ormai devo dire si trova quasi tutto su internet. Ci sono tre siti a mio nome con tante informazioni. Se non bastasse, può provare alla Rizzoli. Se poi non bastasse ancora, mandi delle domande precise a questo Forum e mi saranno inoltrate. A presto, Dacia m

Vendicari
Hai mai visto volare gli aironi a Vendicari? Si alzano gentili e perfetti nella loro livrea rosata Ubbidienti ad un atavico comando, puntano verso il cielo. Una forma antica indica l'infinito, verso cui tendono. Muta guardo il miracolo di una natura che non fu sempre matrigna, mentre il cielo si tinge di caldi colori e le nuvole, bianchi fiocchi evanescenti.
Jose A.

Siciliani
E' vero... siamo noi, il sale della terra. Chi può sopraffarci, chi può carpirci la storia? Siamo noi... Dei deposti da un destino reo... di grandi nequizie ma tuttavia... Dei immensi, nell'immane arroganza, arrovellati da livori antichi che ardono le viscere, celatamente... Scomode memorie, eterne inquietudini.
Jose A.

Una donna
Carissima Dacia, inutile dire quanto La apprezzi, come donna e come scrittrice. Sono una siciliana come tante, con una storia alle spalle non proprio facile. E' probabile, leggendo il forum, che a Lei vengano fatte proposte ed inviti di ordine diverso e quindi con un po' di vergogna e sfacciataggine insieme, Le chiedo: mi aiuterebbe a scrivere un libro? Mi venne l'idea parecchi anni fa, leggendo la "Storia di Piera". Potrei inviarLe un promemoria particolareggiato se ne avessi modo, così da far giudicare a Lei stessa se c'è della sostanza da sviluppare. Io da sola, come si può ben capire da questo scritto, non saprei. Non mi resta, come ha scritto un'altra sua lettrice, che salutarla cordialmente e sperare. P.S. Le unisco una poesia nel mio prossimo messaggio
Jose A.
Cara Jose In quanto a scrivere un libro per lei, ne sarei felice se fossi capace, ma non lo sono. La scrittura affonda le radici in qualcosa di troppo personale e sconosciuto per affidarla a un altro. Lo scriva lei. Si prenda questa responsabilità. Le cose da dire ce le ha. L'arte si impara. Con molti auguri, Dacia m

A mio figlio
Ingenua ti misi al mondo grosso batuffolo biondo, bello nel tratto, dolce in viso, guardandoti, toccavo il Paradiso. Adesso ti guardo un uomo già fatto, con mille pensieri bambino di ieri. Tu, volto stupendo dai tratti d'oriente occhi di verdi lampi guizzanti, cangianti. Ti muovi nella vita come trottola impazzita. Desideri il mondo che meschino e furente, si mostra con te. Piccolo figlio, bocciolo vermiglio, resisti al destino, piccolo bambino e cambialo tu se non puoi accoglierlo più Sorridi l'alba è vicina, dammi la mano e insieme a me, cammina. P.S. Non desidero pubblicare le mie poesie l'ho già fatto in modo "casalingo" e le ho distribuite ad amici e parenti(capaci di comprendere) già da tempo; non credo che siano di buona qualità. È solo un mio modo di dirLe grazie tramite l'anima. Questo mi basta.
Jose A.
Cara Jose La ringrazio per la sua poesia in prosa, che proprio come dice lei non è fatta bene, ma contiene dei sentimenti sinceri che si sentono tali. Un carissimo saluto da Dacia m

E domani?
Gentile Sign. Maraini, sono una studentessa di II liceo classico ( quasi III! ) e Le scrivo perché desidero da lei un parere sul presente letterario del nostro paese. La scuola che frequento mi impone- assieme alle mie naturali inclinazioni- una personale ed intima riflessione sul peso che il nostro immenso passato letterario ha sulla mia generazione. Nel mio pur piccolo orizzonte culturale, non riesco però ad intravedere, oggi, una compagine eterogenea ed originale di artisti, che sappiano portare avanti quello che le generazioni passate hanno saputo costruire. Lei ha vissuto a stretto contatto con un'elite intellettuale prestigiosissima del secolo scorso, e per questo Le chiedo: riesce ad intravedere un futuro alla nostra ricchissima letteratura? cosa possiamo fare per "lasciare un'impronta su questa palla di cera"? RingraziandoLa anticipatamente per la sua cortese attenzione, i miei saluti
Martina
Cara Martina Noi stiamo coi piedi appoggiati sulla palla di cera di cui lei parla. E non possiamo non lasciare tracce. Proprio perchè di cera. Ogni generazione ha i suoi artisti, che lì per lì possono apparire insignificanti, ma poi col tempo acquistano importanza. Certo il guaio sarebbe che al posto della palla di cera stessimo camminando sopra una palla di creta dura, su cui le scarpe scivolano senza lasciare una sola impronta. E' questo che dobbiamo scongiurare lavorando con passione e serietà. Un carissimo saluto da Dacia M

Don Juan
La compagnia IL GATTOROSSO (www.ilgattorosso.eu) sta per debuttare al Castello Scaligero di Valeggio s/M (VR) i prossimi 17 e 18 giugno con "Dongiovanni e le Maddalene", una commedia in due atti liberamente ispirata a "Don Juan". Replicheremo poi il 15 luglio in Dogana Veneta a Lazise (VR) e il 5 agosto al Castello di Montorio (VR). Sarebbe un grande onore poter contare tra i ns ospiti la Signora Maraini, naturalmente, o almeno, sperando di farLe piacere, avere un recapito dove farLe avere il dvd dello spettacolo. Grazie. Cordiali saluti
Federica Carteri
Cara Federica Tanti IN BOCCA AL LUPO per il vostro debutto!. Mi fa avere il DVD con la ripresa dello spettacolo? Le sarei molto grata. Mandi la sua mail al Forum e le scriverò direttamente. un caro saluto da dacia m

Autrice esordiente
Salve, sono una giovane autrice siciliana. Mi piacerebbe sottoporre alla sua attenzione il mio primo libro - da pochissimo edito Albatros il Filo. Ma chissà quante proposte del genere le saranno pervenute! Gradirebbe se le inviassi per posta una copia? Le sarei davvero grata. Il titolo del libro è: "Luglio" ( Ghita Pecelli) Cordialmente,
Ghita
Cara ghita In effetti ricevo decine e decine di manoscritti e di libri. Tanto che non so piu dove metterli. Non ce la faccio proprio a leggerli tutti, dovrei fare solo quello. Mi dispiace. Se vuole può inviare a questo forum qualche pagina del suo romanzo e io le leggerò. Non posso fare di più. UN carissimo saluto da Dacia m

Invito
Gentile Dacia il mio comune organizza, ogni anno, un premio letterario intitolato a Giuseppe Giusti nato appunto a Monsummano. Il nostro presidente di Giuria, Enrico Ghidetti, ha fatto il suo nome come componente. Ssremmo onorati di averla in Giuria. Se è disponibile potrebbe indicarmi una mail personale ove inviare regolamento, specifiche e lettera di invito. Cordiali saluti
Emanuela Vigilanti
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può gentilmente inviare il suo indirizzo mail? Grazie, un cordiale saluto

Richiesta chiarimenti
Carissima, amatissima Dacia. Dato che, come avrà notato, credo molto nel suo parere, (mi cambia l'umore anche per mesi, intendiamoci), mi aiuti a capire il suo commento. Lo so che le chiedo tanto, ma vorrei che si soffermasse ancora sul mio modo di scrivere. Sono molto presuntuosa a riguardo, probabilmente, ma credo che la mia poesia sia stata fraintesa. Lei mi ha già rimproverato altre volte, quindi vista la mia costanza nel chiederle ancora un parere, credo di meritarlo! Vorrei che Lei guardasse il mondo con i miei occhi, in questo momento. La mia generazione, madre e figlia di un'umanità derisa,è continuamente stuzzicata nelle sue debolezze, attraverso esempi di leggerezza e di protagonismo. Una generazione tramortita, con un linguaggio di consumo che parla di sogni a breve scadenza. Senza sogni veri, ma indotti; pieni di desideri che in realtà non abbiamo e sui quali consumiamo la nostra esistenza. "Non tenermi all'oscuro dei miei lineamenti, come un'oca nutrita fino a scoppiare". E' la nostra umanità che viene mutata (sonno), abbattuta( morte), o obbligata a non esistere in partenza (aborto). Il consumismo è una brutta bestia ancor di più per chi ci ha convissuto fin dalla nascita: qual'è il vero e quale il falso? E ancora: "i denti", e gli "intenti", e "mai potrei sfuggirti, gonfia di vita e di veleni". Non c'è sensualità, nè distacco, forse. C'è una rabbia linguistica in cui ci si affoga, è vero! Meno vero, se posso permettermi, è il compiacimento( un concetto che mi ferisce, sono sincera.) Mi piacerebbe poter parlare con Lei personalmente delle mie poesie, realizzare i miei sogni di bambina, sedute insieme a chiacchierare, sorseggiando un caffè in qualche meraviglioso luogo romano. Mi spiace non piacerle mai abbastanza. Un abbraccio sincero.
Roberta Borgia
Cara Roberta Se ricordo bene le mie osservazioni riguardavano più lo stile che il contenuto. Quello che comunica in una poesia è lo stile, la musicalità, la grazia. Anche a me piacerebbe prendere un caffè in tranquillità chiacchierando di poesia ma lei sa che è impossibile. Il nostro caffè sta su questo forum e dobbiamo cavare da questa costrizione il massimo. Ma mi creda, quando rispondo, ce la metto tutta. Mi concentro completamente. Tanto è vero che piu volte ho fatto bruciare la roba sul fuoco in cucina. Non le ho detto di non scrivere, ma di soffermarsi di più sulle questioni linguistiche, sui suoni delle parole, sul ritmo delle frasi, con più distacco e più comsapevolezza linguistica. Chiedo troppo? Molti pensano che la poesia sia un fatto d'istinto, uno sfogo di anime rabbiose o innamorate. Mentre è la più dura delle discipline. Un saluto affettuoso da dacia m

Alla luce,venire
Dolce Dacia, grazie per aver risposto alla nostra richiesta. In quanto alla mia, ti lascio qui una poesia. Ho bisogno di un giudizio,di una critica o di un consiglio. A presto. Lucroso cordoglio d’amore/ ritorni spiovente levigato e tenero/ quando seggo sulla tela del cuore,/ quando penso al seme somigliante ad un figlio/ lasciato alla corrente del piacere pastoso/ trovato nei recessi del rosso sudore./ Divoro le tue pupille infinite,/ due acini d’uva fulgenti e vivi/ percorsi dal lampo per vasti declivi/ mi scrutano duri e roventi, bracieri notturni,/ humus edenico destinato ad assolverti sempre/ sempre a sentirti ramingo e viandante e/ meticcio viaggiatore tortuoso dei cieli e dei mari/ attaccati al tuo destino di amazzone guerriera./ Ritorni ai giochi, all’alba di un nuovo ardimento,/ naturale bagno di vita ove la schiuma dell’onda/ impazzisce e concresce/ fino allo svenimento/ su spiagge palmate e pazienti/ incrostate d’orme passate come/ i tuoi turbamenti leali,frutti del tempo/ che batte le guance e pulisce i forzieri/ fatati dei tuoi insegnamenti./ Confesso le rose e le spine dei miei/ pensieri induriti per tormento di pace/ appagante,morbido stelo letargico/ conservato nello stagno lucente/ dei nostri sogni proibiti,/ selvaggi cuccioli d’uomo di pelle solare/ le labbra due falci di luna cocente/ e guance eburnee e pungenti/ uscite dalle fornaci dell’universo,/ le stelle, fucine sgargianti e femminee/ in cui abiteremo e daremo la luce alla luce/ in quel giorno toccheremo l’eterno ,/ tu fabbro io latte materno.
Giulia Trobbiani

Controra
Gentilissima Dacia, sono felice della sua risposta e dei consigli che ha voluto darmi. Ho letto e apprezzo Penna,gli altri li cercherò senz'altro,seguirò le sue preziose indicazioni:cambiare cifra potrebbe essere complicato, ma a volte certe sfide vanno raccolte. Grazie per quello che voglio interpretare come un incoraggiamento a continuare. Non so come parteciparle il mio, il nostro (come Associazione)desiderio di averla qui per la presentazione del libro:sarebbe un onore, una gioia enorme. Spero di non essere noiosa nel ribadirle l'invito. La data non è ancora fissata, per cui ci sarebbero margini di spostamento, sebbene non andremo oltre l'estate, l'estate dei miei 50 anni... Se e quando potrà, la invito a dare uno sguardo al sito della nostra Associazione, amicidellabiblioteca.com. La saluto con sincera cordialità, e aspetto (buone) notizie.
Maria Antonietta Votto

Grazie
Gentile Maraini grazie per il suo commento circa lo stralcio di scritto del mio "Un'inaspettata storia di eventi". Le maiuscole nella vita non dovrebbero mai albergare, se si vuol vivere di confronti. Le avevo inviato una ventina di cartelle, ma il suo gentilissimo, quanto paziente amministratore del forum mi ha scritto che sono troppe; avrei piacere potergiele inviare per un suo giudizio; è possibile a mezzo indirizzo e-mail?
roberto s. fiesole
Caro Roberto Fiesole Ho letto il suo racconto, o pezzo di racconto. La sua sembra una prosa moderna, ma è antichissima, risale agli scapigliati milanesi. Niente di male. Il ritmo è giusto e scorre, si vedono i personaggi. Stia attento però al goliardismo che fa capolino qua e là, stia attento alla eccessiva disinvoltura. In bocca al lupo da Dacia m

Baltra, il leone marino...
.... che non voleva fare la guerra: è il titolo del mio libro per ragazzi, pubblicato qualche mese fa. Ma mi piacerebbe comunque un tuo parere. Ti leggo sempre, da sempre. Ora sono alle prime pagine di La seduzione dell'altrove. E come sempre, la mia attenzione è stata catturata dalle tue parole. Buona serata!
Roberta

La mia vita
Buongiorno signora Maraini, sono un dei tanti suoi ammiratori, avrei voluto parlare di persona, potendo espletare un mio sogno che da anni mi frulla per la testa, vorrei scrivere la mia vita, ma credo di non essere all'altezza, quindi ho pensato che almeno potevo raccontare ad una persona come Lei la mia vita abbastanza sofferente, essendo un autodidatta artista scultore, volevo appunto scrivere un pò la mia vita, se fosse Lei fosse interessata ad ascoltarmi lo farei con grande piacere, in occasione, mando un cordiale saluto.
Roberto Cassella

contatto per un vecchio amico
Per Dacia Maraini. Ho scritto già, ma senza avere risposta. Un artista, vecchio amico di Fosco Maraini e della famiglia Maraini, vorrebbe contattare Dacia quanto prima. E' possibile essere messi in contatto diretto con Dacia? Io mi chiamo Lanfranco. Il mio amico artista ed io saremmo lieti di potere contattare Dacia Maraini appena possibile. Grazie e a presto.
Lanfranco Mancini (Firenze)

Ultima speranza
Dear Mrs. Maraini, I am writng to you from Germany. Since several years i am working on an "Internationa Maria Callas Bibliogaphy" including books realted to Maria Callas an published worldwide. (www.callas-club.de). I found out that you wrote a book which was publieshed as an supplemnt to "Corriere de la Sera 26 luglio 2008". Title " Il Poeta-regista a la Meravigliosa soprano". A long time i am searching to finde a copy of thsi book .... without any succes. The problem is, i live in Germany and i do not speak Italian language. So its almost impossible for me to finde it. You are my "ultima speranza". Would youe able to sell me a copy? I would be very very happy. Looking forward to hear from you. All the best, and greetinsg from Germany yours
Benedict Gagelmann

Marianna Ucrìa
Sto lavorando su La lunga vita di Marianna Ucrìa, come romanzo (prima parte della tesi) e come caso letterario (seconda parte). Per questo motivo le chiedevo se fosse possibile rintracciare dati relativi alle tirature, alle vendite e alle ristampe (purtroppo alla Rizzoli ho scritto, ma non ho ancora avuto risposte, almeno per il momento). Sarebbe gentilissima se volesse rispondere a queste mie domande - Come è avvenuto il lancio del romanzo? Quali strategie editoriali sono state impiegate? - Quale peso ha avuto il Premio Campiello per la fortuna del romanzo, secondo lei? - Come ha vissuto gli incontri diretti con il pubblico? Rispetto a quest’ultimo punto mi interessava pure sapere, se possibile, dove trovare testimonianze che documentino il feedback da parte del pubblico.
Serena

Pasolini-Callas
Gentile signora, mi puo far sapere come posso acquistare il suo allegato al corriere di luglio 2008? Serve per la biografia callas su internet di un mio amico tedesco che le ha gia scritto in proposito ma in inglese. La ringrazio in anticipo per il suo aiuto.
Kurt Wentzel

Racconti stonati
Cara Dacia, il mio nome è Micol, ho 32 anni, sono di Roma. A volte scrivo. Quando trovo il tempo e la concentrazione. Ho il terrore di essere banale, di annoiare chi legge. Mi interrogo poi sull'importanza della trama in una storia. Cioè: è la trama che rende bello e interessante un libro? Vorrei sottoporre alla sua attenzione un racconto che ho autopubblicato sul sito ilmiolibro.it. Il link è: http://ilmiolibro.kataweb.it/community.asp?id=106385 La ringrazio, infinitamente. Cordialità e stima
Micol G.

"Luglio"
Cara Dacia Maraini, il forum ha uno spazio troppo limitato di caratteri. Potrei inviare a stento la prima pagina! C'e' un altro modo? Grazie per aver risposto. G.P.
Ghita Pecelli

Il Lonfo
Gentilissima sig.ra, scrivo a lei, non potendolo fare a suo padre, per ringraziarla della splendida poesia "Il Lonfo" a cui sono molto affezionato. L'ho recitato l'altra sera nel profondo del bosco di Uffogliano, sulle colline riminesi, sotto la luna piena per un gruppo di amici. Ed è stata un successo, e non per merito mio. Grazie ancora. (La insegnerò a quella "scimmia" di mio nipote, Emiliano, di quasi 5 anni).
Felice

La Ragazza di Via Maqueda
Cara Dacia Maraini, Prima di tutto, la prego di scusare il mio pessimo italiano (sono inglese). Ho appena letto 'La Ragazza di Via Maqueda' e non posso resistere il bisogno di esprimere quanto mi incanta il suo stile di prosa. E' davvero magico. Spero che non offendo, she le dico che possiede del 'storyteller' celto. Ho appena trascorso una settimana in Abruzzo, da sola, dove ho avuto delle esperienze da fiaba con gli animali (mi fido degli animali piu' che delle persone). Un giorno, fui guidata in montagna da tre cani che non conoscevo, e che mi hanno fatto sentire protetta. Per questo, anche, i suoi racconti di Abruzzo sono una delizia. Di fatti, ho scritto delle mie esperienze in Abruzzo (in inglese, pero) sul mio blog, e in questo momento sto lavorando su un racconto per un concorso. Grazie per avermi dato questa preziosa dose di magia. Cordiali saluti,
Katherine Gregor

Cara Dacia
Buonasera. Purtoppo i nostri occhi non si sono mai incrociati, anch'io amo molto il linguaggio degli occhi. Quando avevo sedici anni scrissi un piccolo racconto dal titolo "Fissarsi", emblematico eh? In realtà non era proprio un racconto ma tre momenti narrati uno dopo l'altro senza un vero e proprio intreccio tra personaggi molto diversi, una zingara che leggendo le carte ad un marinaio ne preannuncia la morte, una bambina che incontra per la prima volta la tristezza negli occhi di un clown ed una donna che fissando il mare capisce di amare un'altra donna. Ora di anni ne ho ventotto e volevo mandarle qualche messaggio con i miei scritti. Magnetismo/dei tuoi fenomeni elettrici/tremolante torre d'avorio./ Resto imprigionata nell'azzurro./Non distolgo lo sguardo./ Attorno voci, maldicenze/ Siamo angeliche e selvagge/ ciò insospettisce./La luce dell'alba è preziosa/ma ora il volto è livido/e le mattine indistinte/senza te.
Valentina

D'ARIA
Mando un rap ad una grande scrittrice. Momenti di follia. Lo faccio solo per simpatia! D'ARIA Regole su Regole/ Son tegole/ Mi cadon sulla testa/ non è la festa/ di un violinista/ ma un'ingiustizia?! Regole su regole/ son adirata..bloccata?!/ cerco una boccata D'ARIA.. Il Medioevo sta tornando/ una penisola di santi?/ tanti? quanti??!/ ORE ORE ORE di lavoro/sottopagate./Accendo la televisione/cassaintegrazione/ Stupro alla stazione/ reality in azione/ vulcano in eruzione/GIRA GIRA... GIRA LA TESTA/GIRA GIRA GIRA... GIRA LA TESTA/Attacco di panico!/SENTO LA MENTE in bilico!/è solo tachicardia,no, non chiami la polizia!/ In ufficio/guardami quando ti parlo/per cortesia/ capo di fallocrazia/burocrazia/di tua zia./no..non cambiano..non cambiano le cose!!... no... le cose non cambiano mai!... /cambieranno? CHISSA'.
Valentina

PER LEI
Una nota finale un matrimonio ridicolo una profezia. Sei così lontano nella tua esattezza e precisione. Flusso contrario di maree il tuo savoir-faire di gentleman da rattoppare. Sono sospinta da una strega da una pianta subacquea. Ti svelo il mio segreto: L'amore Rovente per Lei.
Valentina

A Dacia
Ascolti Javetta Steel piegata sul divano. Ho oltrepassato il confine senza inchinarmi alla disapprovazione. Da bambina mi sentivo donna l'attimo dopo uomo coi calzoncini pieni di terra e le ginocchia sbucciate. Chi sono ora? non so. Tu donna, io donna. Tu vecchia, io giovane. Lampo ed eternità? Decollo e atterraggio. Tu saggia io anarchica. A mio modo. Mi hai presa a bordo quando in me la fiamma si era spenta senza sostituirmi al feto perso di un bambino tanto amato perchè io dilago in vita notte e giorno e con occhi selvatici ti mangio ma nessuno comprende in questo lasso di tempo come tessiamo il tempo con leggerezza senza sguainare spade. Corrispondenze frullato di pensieri rilancio di domande... prendiamo il volo? Questo strano spartito questo specchiarmi fuori posto capelli cortissimi, labbra insanguinate, muscoli dolenti mi disorienta. E così ci mescoliamo in una tragedia farsesca la tua grazia mi turba non sono impassibile. Ti amo.
Valentina

Pazienti Smarriti
Cara Dacia, sono l'autrice del romanzo"Pazienti Smarriti" pubblicato dalla Robin con la prefazione di Francesco Costa. So quanto lei è impegnata, tuttavia sarei felice se potessi inviarglielo e sapere cosa ne pensa. Le riporto la sinossi del testo per darle modo di conoscere l'argomento: "Ettore, il protagonista di P.S. è un uomo maturo, realizzato nella vita professionale e gratificato in quella familiare. Come l'eroe omerico, ha sempre combattuto per difendere i valori in cui crede fermamente. All'improvviso la Malattia gli piomba addosso stravolgendogli la vita. Nell'impari lotta, però, non è solo. Lo assistono le donne della sua vita: la moglie, le figlie e la sorella (io narrante). L'Esercito della Salvezza come scherzosamente le definisce. Le donne, accantonando vecchi rancori, si coalizzano per la salvezza del loro uomo, opponendo alla spietatezza della malattia le ragioni dell'amore". Lo smarrimento (reale) del paziente in ospedale ha dato il titolo al romanzo. Grazie
Maria Rosaria Pugliese

Grecia
"Ero nella riviera dell'Epiro, affascinata da Parga e dal suo castello veneziano, gliel'ho già ripetuto". Il commissario mi fissava sudato e dubbioso. Avevano trovato un uomo morto accoltellato davanti al Duomo e mi credevano una specie di pazza? "Non voglio aggiungere altro. Rinnovo le mie condoglianze ma le mie lettere d'amore ad ANNA non sono la prova di un omicidio, ci mancherebbe pure questo". Presi la mia bicicletta scassata e me ne tornai a casa assillata dai passanti, dalle pagine di giornale, dalla nebbia. Dio solo sapeva perchè avevo spedito tutte quelle lettere. Paolo, il marito di Anna, era morto. Ora vedevo i suoi occhi nerissimi, la bara, le sue battute in dialetto e il mio inchiostro. E' vero, c'era stato un bacio. Un bacio prima di partire per la Grecia. Anna ed io ci siamo lasciate andare in un abbraccio simbiotico dopo il corso di scrittura tenuto da lei. Nascondeva le lettere in un cassetto senza chiedermi mai niente quasi desse per scontato il mio amore. Ed io che fotografavo monasteri a Meteore e correvo tra gli ulivi di Delfi! mi ero rinchiusa in una serenità immobile illusoria legata a quel bacio. Pensavo all'amore di Anna convinta che solo quello potesse bastarmi in eterno in una bolla di infinita felicità. Prima di partire assaggiavo le sue letture come bevande divine scovando i suoi riccioli neri, intravedendo il suo compiacimento dinanzi ai miei sorrisi. Ed ogni bel vestito in vetrina lo indossava con classe dentro la mia mente. Il resto? Beh, il resto? era uno sfondo opaco, sempre più distante perchè ciò che mi risvegliava i sensi era ANNA, pronunciavo il suo nome e tutti divenivano comparse. Non c'era rancore per Paolo perché il nostro era un mondo parallelo ma in certe ore più reale del reale. Ore preziose rinchiuse tra le pareti del suo corso, ore di letture, dove entravano muse a piedi scalzi, spettri, fantasmi. Si, fu così che iniziai a scriverle lettere infuocate. Non immaginavo il futuro, ero aggrappata al passato.
Valentina

Onde
"Cinzia ora abita vicino al ristorante l'Astrance, ad un passo dalla Senna. Non riesce a rimanere per lungo tempo nello stesso posto. Ed io la capisco molto bene". "Eppure ci vediamo da qualche anno con una certa regolarità" mi rispose Heinz come complimentandosi. Fu allora che mi fermai a riflettere fissando sulla parete la Grande onda di Hokusai. Qual'è la mia vera essenza? Sto forse cercando di dominarla? La stanza profumata di tabacco del mio psicoterapeuta insieme alla poltrona bordeaux su cui sprofondavo ogni giovedì mi sembrarono ad un tratto grandi argini. Cinzia era partita con la sua carica contagiosa di allegria ormai da cinque anni. Prima Istanbul, poi Madrid ed ora Parigi. Pensavo ai suoi pantaloni larghi di cotone con fantasie africane, alle nostre chiaccherate a Bologna in Montagnola. Il dott. Heinz, per metà austriaco per metà svedese, mi studiò con la solita aria da Poirot. L'apertura del suo studio pareva ai miei passi il preludio di uno stato onirico. Onde. Onde di ricordi. "Sei una ragazza coraggiosa" mi aveva detto Cinzia tante volte. Soprattutto me lo ripeteva dopo il nostro primo bacio. In quel periodo si occupava di bambini orfani e disagiati. Le regalai un quaderno pieno di mie poesie, ricordo in particolare Respiro: Il dio Pan/mi ha trafitta più volte/un impulso che sradica la calma./Non c'è tregua/intervallo/respiro./Solo in bilico./La mancanza di una base sicura./L'incertezza in ogni intento./E' la parola taciuta che risuona? E con il dott. Heinz le parole iniziarono a scorrere. Era inebriante come sensazione anche perchè la psicologia mi affascinava da sempre. E lui era attento, intelligente. Cinzia era stata una compagna di vita, non il mio alter ego. Avevo preso altre strade. Pensai ad alta voce: "Poi scatta la sfida. E la base sicura diventi tu."...
Valentina

... Continuare a crederci...
Ciao Dacia, ho letto il tuo articolo sul Corriere e condivido quel che dici: non so il motivo ma noi che siamo scese in piazza per il divorzio, l'aborto etc, continuiamo a lottare ogni giorno della nostra vita: pensa che mio figlio (oggi 32enne) negli anni '90 mi chiamava "quercia con le zinne" (forse un pò volgare ma sicuramente azzeccato). Ho continuato ad insegnare la dignità ed il rispetto di sè anche a mia figlia che ogni tanto mi trova un pò eccessiva (lei 14enne). Domenica sarò in piazza a Bologna e mi piacerebbe che tu fossi qui con noi che spero numerose. Grazie e un caloroso abbraccio,
Gloria Tomei
Cara Gloria Non so quando ha scritto la sua lettera. Sicuramente sono in ritardo di mesi. Mi scuso con lei e con tutti gli altri del Forum, ma sono sempre in ritardo col lavoro e gli impegni che mi assillano. Meno male che ci sono donne come lei, "quarcia con le zinne". Suo figlio la prende un poco in giro, mi pare, ma certamente ha stima del suo coraggio. Cerchi di convincere anche sua figlia. Comunque, se non ero a Bologna, sono stata in piazza a Roma ed eravamo in tanti, uomini e donne, tantissimi. Che qualcosa si cominci a muovere? Dacia m

Messaggio nella bottiglia
Gentilissima Signora Dacia Maraini, vorrei sottoporre al vaglio della Sua preziosa competenza il testo del mio primo romanzo, già pubblicato nel 2009 dalla Casa Editrice Morrone di Siracusa, intitolato “La zia di Lampedusa”. Attualmente il romanzo è libero dal vincolo contrattuale (essendo esaurita la prima edizione e trascorso il primo anno) e vorrei procedere ad una seconda, (riveduta e corretta) edizione, ma mi sembra di “girare a vuoto”! Il romanzo imita i gialli di stampo classico inglese, (ricalca esplicitamente il modello di Agatha Christie), si innesta in un insolito contesto Mediterraneo e perviene ad un imprevedibile esito. Il contesto di Lampedusa non è casuale, indica il luogo di passaggio fra Europa ed Africa. I temi trattati, accanto al giallo, sono: la storia d’amore fra i protagonisti, il dramma dell’emigrazione clandestina, la possibile riconversione economica delle piccole isole del sud. Inoltre la musica è la protagonista invisibile del romanzo, non solo perché appare nei titoli e con i versi posti a chiusura di ogni capitolo, ma anche perché funge da deus ex machina, (in quanto la risoluzione delle vicenda è possibile attraverso il canto di una ninna nanna). Da otto anni, a Lampedusa si svolge una manifestazione canora chiamata O’Scià (da sciato mio, espressione dialettale che significa fiato mio, cioè gioia mia) organizzata da Claudio Baglioni che ha radunato, negli anni, oltre cento prestigiosi ospiti allo scopo di sensibilizzare al tema dell’integrazione possibile e di diffondere la cultura dell’accoglienza. In particolare, il verso che ispira il romanzo è tratto dalla canzone Per incanto, ed è il seguente: “fa’ che il prossimo tuo sia non soltanto chi ti è accanto, ma anche il prossimo che verrà qui”. Presentato nel 2009 all’Amministrazione Comunale di Lampedusa ha riscosso favorevoli apprezzamenti (in particolare dall’assessore regionale al turismo Giambattista Bufardeci, dal sindaco Bernardino De Rubeis, dal vice sindaco Gianni Sparma, dall’assessore alla cultura Arnoldo Mosca Mondadori e dall’assessore al turismo Antonio Pappalardo). È stato consegnato alla Fondazione O’Scià di Lampedusa e deve essere ancora consegnato alla sede della Fondazione O’Scià di Roma. Tale possibilità è stata volutamente rimandata, perché si realizzi quando il romanzo avrà un buon editore in grado di sfruttare l’occasione ai fini pubblicitari, per una promozione accompagnata da un’adeguata distribuzione “fisica” sugli scaffali, a livello nazionale. Non disponendo l’editore Morrone di soddisfacente rete distributiva, ho deciso di sospendere momentaneamente l’assenso alla stampa di una seconda edizione, per avere la libertà di sondare l’interesse di altre case editrici più solide. Posso proporLe la lettura del romanzo augurandomi che susciti il Suo stimatissimo interesse, al fine di ricevere un “nome” e un “indirizzo giusto” cui poterlo sottoporre? Per quanto riguarda l’autrice (me stessa) posso inviare a richiesta un curriculum più dettagliato, mi limito a dire che sono sposata, ho tre figli e, oltre ad essere una scrittrice esordiente, sono insegnante di filosofia e storia nei licei da venticinque anni. Dilettandomi di ricerca in Archivio di Stato, ho pubblicato alcuni articoli di carattere storico. Ho la passione per la scrittura da sempre, da giovane sono stata collaboratrice presso alcuni quotidiani, ho pubblicato anche dei brevi racconti. È pronto un secondo romanzo collegato a primo, e ci sono altri scritti da ultimare “nel fondo del cassetto”. Mi piacerebbe, infine, che parte degli eventuali proventi di vendita del romanzo potessero essere destinati anche ad un’iniziativa benefica o ad un’organizzazione. Grazie per la paziente attenzione, resto in attesa di un cortese cenno di risposta. Voglia gradire i miei più cordiali saluti Elvira Siringo P.S. Sul sito www.laziadilampedusa.fan-club.it troverà tutte le iniziative promozionali che permettono, attualmente, la diffusione del romanzo.
Elvira Siringo
Cara Elvira Ma noi ci siamo viste. Ho ricevuto il suo libro e l'ho letto con piacere. Grazie di tutto. Lei comunque non mi sembra una principiante, ha i suoi lettori, e guardi che è quello che piu conta. Lo sa che dei libri che arrivano in libreria, un 40% non viene letto da nessuno? Vengono tenuti in libreria per qualche giorno e poi gettati via. Lei ha dei lettori, ha un fan club, è una scrittrice che conosce i suoi lettori e questo è un bel risultato. Con molti auguri da Dacia m

Viaggio
Graziosissima Dacia, ti scrivo per chiederti dove posso approfondire le conoscenze sugli antichi popoli giapponesi (ainù), accennati da tuo padre nel bellissimo "case amori universi" , e ti chiedo anche di consigliarmi qualche libro di viaggi. complimenti grazie
Giuseppe
Caro Giuseppe Mi fa piacere che lei si interessi agli Ainu, popolazione ormai quasi estinta di cui mio padre si è molto occupato. Il libro in cui ha raccontato di loro è: "Gli ultimi pagani" (Rizzoli 2001, oppure ed. Red 1997) . Sul WEB può chiedere alla Library of Congress Catalogue.Oppure alla British Library, o ancora alla Biblioteque de France on line. IN Italia può trovare tutto quello che cerca presso il gabinetto Viessieux, che ha ereditato tutti i suoi scritti o all'Archivio Bonsanti oppure ad Aistugia (associazione italiana studi giapponesi). Spero di esserle stata utile. Un caro saluto da Dacia m

Contro la chiusura dell'IIC di Grenoble
Gentile Signora Maraini, Le inviamo la petizione, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Grenoble, contro il progetto di chiudere l’Istituto stesso annunciato dal Ministero degli Affari Esteri italiano. L’IIC di Grenoble è stato fondato nel 1961, uno dei primi in Europa, in una città e regione centro della grande emigrazione italiana in Francia. In 50 anni di attività l’IIC si é caratterizzato per la sua grande capacità di promuovere la cultura italiana e di consolidare i legami tra i due paesi. Lei stessa ospite dell’Istituto nel 2008, ha potuto verificare la vitalità di questa struttura. La petizione è stata firmata in pochi giorni da circa 3000 persone : professori universitari, studenti, insegnanti e allievi dei licei e delle scuole medie, personalità politiche e del mondo culturale francese, cittadini e affezionati alle sue molteplici iniziative. La galassia delle associazioni di italiani (figli dell’emigrazione) è mobilitata per la difesa di una istituzione in cui lavorano 12 persone. Riteniamo quindi importante che la notizia di questa mobilitazione circoli il più largamente possibile in Italia. Invitiamo, pertanto, il mondo della cultura italiana a aderire a questa petizione per riuscire ad esercitare una pressione sul governo italiano, affinchè questa decisione venga ritirata. Sarebbe grave, proprio in occasione delle celebrazioni del 150°anniversario dell’Unità d’Italia, che una istituzione impegnata a Grenoble e nella sua provincia nell’organizzazione di molte iniziative per celebrare questa ricorrenza , dovesse all’improvviso chiudere. Certi della Sua attenzione le rivolgiamo i nostri saluti e gli auguri di buon lavoro.
Giuseppina Grasso
Cara Giuseppina Sono perfettamente d'accordo con lei: la politica del nostro governo per quanto riguarda la cultura è suicida. Mi dica come posso aiutarvi. Mandi la sua mail al curatore di questo Forum, un caro saluto a presto, Dacia m

Riaffiora un vecchio ricordo
Gentile Signora Maraini, prima di tutto la saluto augurandole buona giornata. Sono un'attrice e canto. Mi chiamo Dania Colombo. Mi corregga se sbaglio, ma io credo di ricordare (la conobbi di striscio tantissimi anni fa attraverso un comune amico) che lei era favorevole ad una libertà d'amore e di sesso abbastanza evoluta per i tempi. Io la trovavo (allora ero veramente molto molto giovane) anche troppo evoluta, ma ho sempre provato un profondo rispetto ed ammirazione per il suo coraggio e per le sue idee. Ora vorrei chiederle: come si pone lei oggi di fronte al puritanesimo dilagante della nostra sinistra? La ringrazio infinitamente. La saluto, felice di avere trovato il modo di contattarla. (I mega/poteri di Internet!) Cordialmente
Dania
Cara Dania La ringrazio per la sua attenzione. Non mi considero una persona evoluta, o "troppo evoluta" come dice lei, ma una persona che rivendica la libertà d'amore e di scelta da parte delle donne-cosa che, come lei sa, è stata negata per secoli-ma sempre rispettando la libertà altrui. Non credo che quello che vediamo sugli schermi oggi si possa chiamare libertà. La libertà di spogliarsi non è vera libertà, come non lo è la libertà di vendersi. Non credo comunque che ci sia un "puritanesimo dilagante delle sinistre". Mi pare anzi che si siano adeguati troppo spesso al concetto dilagante di mercato . Il nudo è una cosa bellissima, ma se lo si usa per vendere una macchina diventa offensivo. La saluto cordialmente, Dacia m

Senza titolo
Non ho mai letto nlla ma ho sempre adorato ascoltarla in quelle poche interviste in tv - adoro la sua sensibilità di donna e mi ci riconosco non dimenticherò mai un'intervista dove lei ha raccontato tutto sulla sua vita. Ho sempre sognato poter esprimere attraverso la scrittura tutto ciò che ha segnato la mia vita sia nel bene che nel male, non so perché ma da ragazzina ho sempre tentato di mettere nero su BIANCO senza mai riuscire a completare... ho sempre lasciato tutto in sospeso nella mia vita quanto mi piacerebbe potergliela raccontare. Ma è solo un sogno irrealizzabile. Comunque la prego potrebbe aiutarmi a trovare a Catania un centro o un associazione che si occupa di dare qualche nozione per avere le idee chiare su come poter scrivere. Sento che ho un dovere quello di trasmettere la mia esperienza agli altri. La prego mi aiuti.... Certo poterla incontrare sarebbe il regalo più bello che la vita possa farmi. Attendo sue notizie.TVB

Cara anonima catanese L'ha detto lei: il suo guaio è di non portare a fondo le cose. I sogni sono una bella invenzione, ci aiutano a portare avanti i pesi che ci mettiamo sulle spalle. Ma a volte la loro compagnia è illusoria. Quando poi ci fermiamo, posiamo quei fagotti ingombranti e ci guardiamo indietro, ci accorgiamo che non abbiamo fatto niente di quello che volevamo. In quanto a scuole di scritture ce ne sono tante, anche in Sicilia. Io ne conosco ben due, ma stanno a Palermo. Provi a cercare su Internet, vedrà che ne troverà anche a Catania. Con molti auguri, Dacia m

All'attenzione di Grazia Cipollino
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Se cerca nel forum (ctrl+f o cmd+f su mac) troverà le risposta della signora Maraini. Un cordiale saluto

la sua visita alla dante alighieri society
Gentile Dacia Maraini, sono una studentessa del dottorato di Italiano ad Harvard e una grandissima ammiratrice della sua produzione. In Italia ho ascoltato molti dei suoi interventi ed oggi le scrivo per chiederle se potesse/volesse venire a trovarci ad Harvard durante la sua visita bostoniana. Non so se lei a tempo e capisco che i suoi impegni saranno molti ma per il mio dipartimento sarebbe un onore averla presso la nostra università. Il 5 e 6 marzo ci sarà un convegno di graduate students che io e un mio collega stiamo organizzando. Il tema sarà la letteratura globale; il titolo del convegno è "Mapping Interactions: Italy in the World, the World in Italy":siamo interessati al rapporto di incontro e scontro tra diverse culture, visto da un'occhio non solo letterario ma anche storico, politico, artistico ecc... Lei in questo campo credo abbia molto da dire: dalla sua esperienza giapponese ai suoi viaggi in Africa con Moravia e Pasolini, un suo intervento ci arricchirebbe profondamente
Angela Boscolo Berto
Cara Angela Mi scuso per il ritardo. Purtroppo comunque non sarei potuta venire per marzo. Per prendere un appuntamento, sopratutto così impegnativo come un viaggio in America, ho bisogno di saperlo sei mesi prima. La ringrazio comunque e spero che potremo incontrarci un'altra volta, un carissimo saluto a lei e agli altri studenti da Dacia m

Poesie Marcello
Io una canzone stonata, imbavagliata in quel freddo teatro, da una diva sul viale del tramonto. Una frase senza senso, di un romanzo gettato nel fuoco, da quell'ultimo inquisitore. Una strada senza ritorno, avvolta da quella nebbia dolce e malinconica. Un sasso, privo di forma, lanciato con rabbia, in un oceano di menzogne e di mezze verità. Fuggire dal tutto e tuffarsi nel nulla: risvegliarsi all'improvviso davanti ad una porta sperando che si apra... Chi sono? L’ultimo giullare di un mondo che non c'è! Complicato Sono silenzio in un marasma di suoni urlati, che stordiscono i miei pensieri, fili sottili, in una ragnatela di rovi neri. Mi vesto, se pur nudo di felicità, di vento e mi infrango nel nulla; precipitando nel vortice irreale di avida tempesta di fuoco. Rapito, sedotto dal sogno di una chimera, mi rotolo, ingenuo, nel fango, ultimo frammento di un romanticismo negato. Affogo in brividi, in lampi di solitudine. Mi cerco e non mi trovo! Complicato sono... grazie mille!
Marcello Caccialanza
Caro Marcello Lei esprime un malessere vago e nebuloso. La poesia ha bisogno di parole piu precise e circostanziate. Ma capisco la sua sincera malattia dell'umore. Per il momento lei soffia nero come una seppia. Quel nero deriva da una rabbia vera, ma si disperde subito nell'acqua. Ci vuole attenzione alle parole, alle fras: pensiero e attenzione. Ci provi. Un carissimo saluto da Dacia m

Per cortesia...
Gentilissima signora Maraini, dato che sono sicura che avrà una miriade di impegni, prima di tutto un caro augurio per la sua mamma... però quando ne avrà modo può soffermarsi alla lettura nel forum da Pancasio Metafisio in poi? È da mesi che attendiamo... Grazie per la pazienza
I pazienti....
Cari Pazienti Avete perfettamente ragione. Mi copro il capo di cenere. Sono in colpa col Forum. Fra viaggi e urgenti scritti da concludere, ho lasciato correre e i mesi sono trascorsi con facilità. Mi scuso con tutti. Da ora in poi cercherò, anche con l'aiuto di un pc da viaggio, di rispondere, magari a pochi per volta, ma piu spesso. Perdonata? con molto affetto e ammirazione per la pazienza che dimostrate... Dacia m

Donne e Majella
Buongiorno, sono una giornalista abruzzese, le scrivo da parte di una mia collega romana che ha un progetto cui mi ha chiesto di collaborare. Realizzare una serie di interviste a donne legate alla Majella. So che ha un forte legame con l'Abruzzo e con la sua natura, ma non sono certa che frequenti o abbia frequentato anche il parco della majella. Si tratterebbe di realizzare un suo personalissimo itinerario e percorrerlo insieme alla giornalista. I primi appuntamenti, dato che vuol essere un lavoro diviso per stagioni, dovrebbero esserci alla fine di aprile. In attesa di una risposta, cordialità.
Novella Di Paolo
Cara Novella Mi scuso anche con lei. Comunque ad aprile non avrei potuto. Mi tenga al corrente di questo interessante progetto sulla Majella, un caro saluto da Dacia m

Coira / Poschiavo
Gentile Dacia Maraini, mi è dispiaciuto non potervi seguire il mattino con gli studenti a Coira e poi la sera a Poschiavo. Ho sentito e letto che è andato tutto molto bene. Ancora complimenti e grazie per il prezioso incontro e per quello che lei ha dato al pubblico di Coira. Con un sentimento di stima e cordialità
Vincenzo Todisco

Ad un grande orgoglio italiano
Salve sono un ragazzo di 14 anni, scrivo poesie e anche libri di altro genere. Vorrei tanto legarmi professionalmente con la sua casa editrice o comunque trovarne una. Magari se vuole posso inviarle manoscritti da visionare e anche valutare per me. Comunque ho già pubblicato un libro, si chiama Sulla Scia della Mia Cometa, è una silloge di poesie. Purtroppo la pubblicazione mi è costata, cosa che non ritengo giusta per un autore. Per questo sto cercando una casa editrice senza contributi, una come quella che avete voi, ovviamente siete dei grandi scrittori. Spero in lei.
Vincenzo Bozzino
Caro Vincenzo L'ho già detto tante volte: non pagate gli editori. Non sono seri gli editori che si fanno pagare. Prendono i soldi e poi si disinteressano del libro. Tanto vale che ve lo pubblichiate voi stessi. Ci sono dei siti in rete che pubblicano gratuitamente romanzi e poesie. L'editore si deve impegnare in qualche modo.Deve fare una scelta, deve investire su un autore. Altrimenti è pura speculazione.Già meglio se un editore chiede l'acquisto di un certo numero di copie. L'autore dovrà impegnarsi a trovare come venderli. Ma dare dei soldi a un editore per avere in mano un libro che poi finirà al macero, è una follia. Comunque abbia un poco di pazienza, lei ha solo 14 anni. Provi a mandare le sue poesie alle riviste, ce ne sono centinaia e tutte in cerca di materiale. con tanti auguri, Dacia m

Racconto La Preda
La preda. Lui la seguiva...lei lo sapeva e ne era compiaciuta ma faceva finta di nulla. Lui camminava a passo veloce , ma lei era più lesta; si dileguava dispettosa tra le calde vie di Bari, tra i colori intensi di qulla città, tra le persone quanto mai animose e incazzuse di Bari. Lui, nella corsa, si scontrava con qualche vaffa elargito generosamente ma non rispondeva; la voleva e lei lo sapeva ma continuava con il suo passo veloce. Lui, ormai dopo qualche minuto, iniziava ad ansimare; probabilmente non era molto ben allenato, mentre lei sembrava la parente stretta di Mennea. Ma sì… la figlia del vento lo voleva, lo… voleva forse morto. L'inseguimento era iniziato dall'Università, lei era riuscita a blissare il traffico con la agilità di una gazzella, lui era stato inesorabilmente bloccato da tre pulman,a loro volta bloccati da macchine, a loro volta bloccate da motorini roboanti e biciclette... Una casbah! “Maldizione, non ce la farò mai- pensava-, mentre finalmente, all’improvviso un pulman gli era passato sotto il naso liberando l’ingorgo che si era formato. Lui attraversò prontamente e arrivò ai giardini. La intravide;era molto più lontana ma l'avrebbe raggiunta e finalmente sarebbe stata sua. Così pensava, ed intanto, nella foga della corsa,confusi ed accaldati, finirono ineluttabilmente tra le stradine bianche della Città vecchia ove le urla e le parolacce di uomini corpulenti e dalle ugole possenti si sprecano a dismisura. Furono investiti da un profumo intenso di ragù che si mescolava con altri odori: di pipì, di varechina, di fiori provenienti da balconcini zeppi di piante, di cozze appena sgusciate, di melanzane fritte, di panzerotti caldi che si sciolgono in bocca. Ci poteva scappare anche una coltellata, ma lui la seguiva ormai…, madido di sudore, ma imperterrito, stoico, non mollava. Si infilarono in altre stradine sempre più strette, anzi talmente anguste, che non lasciavano nè spazio nè respiro. Il viso di lui era cotratto; una smorfia di dolore si palesava imbarazzante sul viso del guerriero. Lei sembrava fresca come una rosa e sorrideva , la ” fetentella” mentre, con la coda dell'occhio, controllava se lui c'era ancora. C'era, c'era. Lui, seppur sfinito, non disperava di averla e anche lei lo voleva. In men che non si dica entrambi finirono in un localino angusto e tetro; assomigliava lontanamente ad una trattoria... Una vecchia signora li invitò ad entrare con l'eleganza di un ippopotamo. Sfiniti si sedettero davanti ad un tavolaccio scuro… Sopra, buttata quasi per caso, una tovaglia a quadretti; olio, sale, aceto ed una bottiglia di vino che chiedeva solo di essere bevuta. L'anziana si accostò incalzandoli, impaziente e quasi scocciata. Si sentiva nell'aria un forte odore di cipolla... o di sudore… meglio non indagare. “Due panzarotti”- sussurrò lui a stento- sopraffatto dall'affanno. “E due supplì”- aggiunse lei-. Erano a due passi da lungomare oramai. Si scambiarono uno sguardo di intesa, le loro mani erano vicine, molto vicine. Sopra li aspettava una cameretta. Continuavano a lanciarsi sguardi nell'attesa , ormai sapevano quello che volevano. Davanti a quel tavolaccio,l'anziana signora li osservava incupita. L'esosa e golosa chiese anche degli antipasti... Niente panzerotti, nè antipasti fu la sua risposta secca: ci sono solo patate,riso e cozze… c'è quello che c'è …bisogna accontentarsi. Iniziarono a mangiare quel piatto unico. Era sublime! Quella donna c'aveva messo l'anima e loro, mentre soddisfavano i palati, si mangiavano con gli occhi. Lei, impudica e provocante quanto mai, addentò vogliosa una patata. Sublime- esclamò-! Lui si sentiva invaso da un piacere erotico inusitato, ma mentre la guardava, alla vecchia signora, venne in mente di accendere le luci di quel locale così strano e buio. E così lui si avvide che lei sembrava meno bella di prima. Forse era stato colpito dai suoi meravigliosi capelli lunghi, biondi mossi dal vento e, ancor più bella, gli era apparsa allorquando era uscita dall'Università con quell'aria sicura con la falcata della spendida irrangiungibile. Ora quell'immagine che lui aveva scolpita nella mente, aveva lasciato il posto a quella di una ragazza magra, dai piccoli seni adolescenziali, dal visino smorto, slavato, quasi del tutto inespressivo. Ma anche lei si accorse, or che lo vedeva bene, che non era un granchè: viso squadrato, ma corpo per nulla scolpito; naso imperante, occhi piccoli da miope. Ma come aveva fatto a non accorgesene prima? Eppure, mentre la rincorreva, le sembrava tanto carino anzi ancor di più: come un fiero guerriero pronto ad un corpo a corpo deciso a ghermirla con forza ed ad averla lì all'istante magari contro un muro di tufo. Il dialogo tra loro, si fece man mano minimale, così come il loro entusiasmo; giusto qualche frase convenzionale del tipo: che fai? lavori? ah sì? sei sola? ma và?studi? ma dai? Dopo aver mangiato quasi sempre in silenzio, lui pagò infastidito e, deluso , uscì da quel maledetto locale. Anche lei lo fece, affranta. Presero strade diverse come se mai si fossero incontrati nè mai visti. Lui tornò a tuffarsi, come risucchiato,tra le stradine bianche della città vecchia. Fu nuovamente invaso dai profumi intensi di quei posti , ma erano più attenuati. Sopra un muretto, c’erano dei pomodori messi lì ad essiccare ed un grosso polipo probabilmente appena pescato. Comunque sia, ormai passato a miglior vita; accanto, troneggiava un cesto ricolmo di frutti di mare. Più in là due donne dalle morbidissime curve, erano affacciate ad un balconcino; fumavano e parlavano in un dialetto stretto: le loro abbondanze , straripavano dalle balaustre. Sotto, in una stradina senza uscita, una vecchina secca e rugosa, sistemava su un tavolo di legno orecchiette e strascinati. Le sue mani erano veloci, esperte…si muovevano leggiadre,come quelle di un pianista. L’uomo si soffermò ancora un po’, si guardò intorno…il biancore accecante dei muri di tufo, colpivano gli occhi fino quasi a far male ed ecco quindi che in un attimo, riuscì a raggiungere lo splendido corso Vittorio Emanuele e, poi, ancora di nuovo si diresse verso l’Università da dove era partito. Intorno a lui non c’era quasi più nessuno; erano le ore quattordici. Ma ecco che all’improvviso, vide una splendida ragazza uscire dall’ateneo. Aveva lunghi capelli biondi, mossi dal vento, la falcata della donna bella e vincente…il suo passo veloce e sicuro. Lui iniziò a seguirla… già sentiva che la voleva e l’avrebbe avuta…
Franca Berardi

Tesi di laurea
Gentile Dacia Maraini, sono una studentessa all'università di scienze della formazione, ed ho deciso di fare la mia tesi di laurea su di lei, perché mi piace il suo modo di raccontare le donne. Avrebbe qualche consiglio per me? La ringrazio anticipatamente.
Francesca
Cara Francesca Mandi la sua mail al Forum. Loro me la faranno avere. Sanno che quando si tratta di tesi, scriverò di persona. Un caro saluto da Dacia m


Gentile Dacia. Mi sono da poco avvicinata ai suoi "appunti di pensiero", così amo definire le esternazioni umane. La presente è per ringraziarla delle piacevolezze che mi sta regalando nel riuscire a catturare la mia attenzione che stava quasi per abbandonarmi definitivamente. È strano, quando leggo ho la sensazione di essere in quei racconti... Un saluto sincero.
Mara
Cara Mara Sono contenta di essere riuscita, attraverso i miei racconti, a tenere ferma la sua attenzione. Sta diventando sempre piu difficile tenere ferma l'attenzione in un mondo frammentato e dai ritmi nevrotici in cui tutto si muove con velocità assurda e inutile. Perciò: oltre allo slow food dovremmo inventare anche lo slow mind. Un carissimo saluto da Dacia m

È nata!
Carissima Dacia, la mia raccolta di racconti al femminile dal titolo "Isole", di cui tu hai curato la prefazione, è nata! Sono felice! Si troverà nelle librerie a fine marzo e ad aprile faremo alcune presentazioni. Avrei molto piacere di raccontarti di persona il percorso che ha avuto la mia scrittura e l'incontro con l'editrice che mi ha pubblicata. È una meravigliosa storia di sorellanza, di solidarietà al femminile, attiva, efficace. La nostra relazione professionale si è trasformata in un'amicizia profonda in cui ci siamo sostenute a vicenda (io sono al mio primo libro, lei ha creato una nuova collana per pubblicarlo). Giovedì partiamo insieme per Siviglia (città in cui ho vissuto alcuni anni): ci siamo concesse una vacanza prima di esporci al mondo con l'uscita del libro. L'emozione è grande. La nostra storia è diventata un altro racconto e l'abbiamo narrata su una rivista dal nome "BUDDISMO E SOCIETA'" che è uscita questo mese. Avrei piacere che la leggessi. Come posso fartela avere?
Gabriella Romano
Cara Gabriella Sono proprio contenta di sentire finalmente una voce felice e non il solito mugugno di protesta e di lamento. È bello trovare una editrice che addirittura diventa una amica e una compagna di viaggio. Non capita spesso, glielo assicuro. Per quanto riguarda l'invio del libro, lo spedisca pure alla Rizzoli, via Mecenate 90. Me lo faranno avere. Grazie e complimenti! da Dacia m

Tesi
Sono una studentessa in Scienze della Comunicazione presso la Facoltà di Macerata. Ho intenzione di dedicare la mia tesi di laurea al romanzo "La lunga vita di Marianna Ucrìa". Mi chiedevo: sarebbe disponibile per un'intervista, magari via email? Grazie
Serena
Cara Serena Mandi la sua mail con la richiesta di intervista al Forum, specificando che si tratta di una tesi. Le scriverò io stessa. Un caro saluto da Dacia m

Testo
...lei sa quali e quante torture ho subito dai vostri pseudo sicari che si sentivano legittimati dalle fasulle indignazioni di voi capoccioni? Tormenti inenarrabili, violenze atroci, umiliazioni penose... per cosa?? Me lo dica!! Che bella gente che siete. Vi riempite la bocca di paroloni pastosi: giustizia, libertà, libertà di pensiero di espressione e poi? Ci credete veramente? Sapreste lottare, dare la vita per difendere questi valori? Credo proprio di no. Sono vocaboli vuoti per voi,chewing-gum masticati, boli di catarro da sputare e nient'altro. Comunque io ho le spalle larghe. Ma il mio cane? Lui no: era indifeso, innocuo, amico di tutti. Era un razzo, correva così forte che lo chiamammo fulmine, sapeva pure andare in moto pensa un po'! Ed era uno spettacolo vederlo correre libero nei campi, era bellissimo capire l'amore che nutriva per il suo padrone, un amore sincero, puro, ricambiato dal suo capo branco con altrettanto affetto. Che fine ha fatto? Prima torturato poi ucciso. Perché...
Cesare Riitano
Caro Cesare A chi si rivolge quando dice voi? Al mondo intero immagino. Altrimenti non si capisce. Ma il mondo intero è troppo grande e generico. Faccia nomi e cognomi, dia chiarezza alla sua indignazione. Mi dispiace molto per il suo cane. Ma perchè pensa che l'abbiano torturato e ucciso? E chi l'ha fatto? Io che non uccido nemmeno le formiche, non mangio carne, raccolgo i cani randagi abbandonati per strada, non posso che esserle vicina nel dolore. Ma sia piu preciso quando spara insulti. a chi li rivolge? Un caro saluto da Dacia m

tesi
Salve, sono una studentessa della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania. A fine del mio percorso accademico ho deciso di scrivere la mia tesi su Alberto Moravia, proprio per questo, essendo stata Dacia Maraini sua compagna di vita, sarei molto felice di potermi mettere in contatto con lei per riuscire ad avere un quadro più completo sull'Autore e chiaramente per confrontarmi con una persona che ammiro profondamente come lei. Aspetterò impaziente sue notizie, spero davvero che potrà darmi la possibilità di fare quattro chiacchere... Buona giornata.
Labisi Rosaria

La ragazza di via Maqueda
Gentile Signora, ho appena finito di leggere il suo libro "La ragazza di via Maqueda" ed al di là del consueto e sempre nuovo piacere di leggere i suoi scritti, con quella prosa semplice e colta, con quell'uso della parola che fa sentire "a casa" mentre si legge qualcosa di nuovo ed inconsueto, mi ha colpito nelle ultime pagine la sua descrizione di ciò che prova il lettore mentre legge. Leggere è veramente un'esperienza che consente di vivere vite mai vissute e vedere posti mai visti e che magari non esisto più; leggere è non essere mai soli, è non annoiarsi perchè si prova qualcosa di nuovo e di lontano dal nostro mondo quotidiano. È bello sapere che c'è chi sa mettere nero su bianco quello che alcuni, come me, sono solo in grado di sentire. Con queste parole voglio ringraziarla, esprimerle la mia ammirazione e salutarla, sperando di non essere stata inopportuna.
Roberta Riminaldi
Cara Roberta E' bello incontrare una lettrice così attenta e appassionata. Lei ha espresso le profonde ragioni per cui leggere diventa un nutrimento dei sensi. "Leggere è veramente un'esperienza che consente di vivere vite mai vissute e vedere posti mai visti e che magari non esisto più; leggere è non essere mai soli, è non annoiarsi perchè si prova qualcosa di nuovo e di lontano dal nostro mondo quotidiano." Ben detto! Non sono d'accordo però quando dice che il lettore "è solo in grado di sentire". Per me quando uno legge un libro, lo riscrive. Il libro infatti, nel suo corpo cartaceo, è nulla se non vi si posano sopra gli occhi vivi di un lettore. E' il lettore che lo rende lo fa rivivere mettendoci la sua attenzione,la sua immaginazione, i suoi sentimenti. Per questo leggere è importante:si tratta di un processo creativo, quanto lo scrivere. Un caro saluto da dacia m

Pierpaolo
Carissima Dacia Maraini, sto leggendo Vita di Pasolini di Siciliano. Emotivamente, per me, è un testo molto "difficile". Non ho mai conosciuto Pierpaolo, ma l'ho incrociato tante volte intorno a via Eufrate, con addosso i "suoi"ragazzi, ci guardavamo ma non ho mai avuto il coraggio di parlargli. Ero un ragazzo anche io, avevo già letto i suoi libri, visto il suo cinema. Frequentavo la "borghesia" dell'Eur e non capivo cosa ci facesse lui lì. Di recente ho visto delle foto di Pierpaolo scattate dalla Catalano, c'è tutto di lui: sfrontatezza,rabbia, disperazione e quella rapacità di vivere che l'ha distrutto. L'agguato finale è altra cosa. I miei amici mi telefonarono: "Hanno ammazzato il frocio, gli sta bene...", io ho pianto in silenzio. Avevo diciassette anni. Con affetto sincero.
Alessandro
Caro Alessandro Come lei testimonia, l'omofobia è sempre pronta a tirare fuori la testa col suo orribile razzismo. La ringrazio della sua testimonianza. Evidentemente, per istinto, per cultura, per intelligenza, per sensibilità, lei non rientrava in quel coro di razzisti e sapeva che in quel momento moriva un grande poeta e di questo si addolorava. Un saluto affettuoso da Dacia m

"Fare Teatro"
Gentile Sig.ra Maraini mi chiamo Massimo de Majo, vivo a Malta e sto facendo una ricerca su testi riguardanti Santa Caterina da Siena. Sono molto interessato a trovare il Suo testo teatrale, ma "Fare Teatro" è irreperibile sia nelle librerie che alla stessa Rizzoli. C'è per caso un modo di poter avere una copia de "I Digiuni di Santa Catarina" direttamente da Lei? Attendo con piacere una Sua gentile risposta. Cordiali saluti,
Massimo de Majo
Caro Massimo Mandi pure la sua mail a Gianluca della redazione del Forum che me la passerà e le spedirò io stessa per mail una copia del testo teatrale "I digiuni di Catarina". Un caro saluto da Dacia m

SEMPRE VIAGGI
Gentile Dacia, ti riscrivo per chiederti dove posso approfondire le conoscenze sugli antichi popoli giapponesi (ainù), accennati da tuo padre nel bellissimo "case amori universi", e ti chiedo anche di consigliarmi qualche libro o autore di viaggi. Complimenti e grazie
Giuseppe

Isolina
Gent. signora Maraini per una collettiva d'arte sul tema della violenza alle donne che si è svolta a Ravenna e dal titolo "Isolina e le altre... (Barbara Pavan, Studio7, Rieti) ho realizzato un'opera dal titolo "Cuore in inverno" che ha avuto un inaspettato successo. Mi sento un po' debitrice nei suoi confronti perché una parte della carica emotiva che ho messo nell'opera mi è derivata dalla lettura del suo testo e dalla storia di Isolina che non conoscevo. Le manderei volentieri una immagine dell'opera: posso avere un indirizzo mail che mi consenta di inviargliela in allegato? Grazie
Siberiana
Cara Siberiana Sono contenta che sia stata emotivamente influenzata dal mio libro Isolina. Ma ha menzionato il mio libro in questa mostra? Mandi la sua mail al Forum, le risponderò privatamente. Grazie. Un caro saluto da Dacia m

Radio Maria
Gentile Signora Maraini, ieri ho ascoltato il direttore di Radio Maria Padre Livio commentare la sua affermazione di volere incontrare i migranti tunisini sbarcati a Lampedusa. Il direttore commentava che lei voleva incontrare i tunisini perché sono dei "bei maschioni". Spero di non aver capito male, comunque la trasmissione è facilmente riascoltabile: è la lettura della stampa quotidiana fatta al mattino. Credo che l'affermazione sia volgare e disgustosa, tra l'altro fatta da una emittente cattolica e da un direttore che è anche un sacerdote. Se può e vuole mi può inviare un commento. La saluto cordialmente
Francesco Giliberti
Caro Francesco Quello che mi scrive mi lascia senza parola. Mi può dare qualche altra delucidazione? su quale giornale padre Livio di Radio Maria avrebbe letto quella frase volgare e offensiva che mi riguarda? Se si tratta di un commento, peggio per loro!. Ma se si tratta di una frase attribuita a me, io li denuncio. Credo che ce l'abbiano con me perchè piu di una volta ho scritto sul Corriere che Radio Maria occupa le onde radio coprendo altre trasmissioni. Non ho niente contro la libertà di parola via etere, ma che io non possa ascoltare Radio3 perchè Radio Maria entra con prepotenza nella sua fascia la trovo una prepotenza inaccettabile. Appena pubblicato l'articolo mi hanno subissato di lettere anonime. Facciano quello che vogliono ma non mi attribuiscano parole che non ho mai detto nè direi mai: la considererei oltre che una volgarità immensa, una cosa stupida. Grazie per l'informazione e mandi la sua mail al Forum, le risponderò anche privatamente. a presto, Dacia Maraini

Libro
Gentile Dacia, tempo fa le ho spedito, all'indirizzo da lei suggerito, il mio libro "La neve in tasca". Volevo sapere se l'ha sfogliato e se si cosa ne pensa. So che è molto impegnata ma quando lo farà mi farebbe piacere se mi facesse sapere. Grazie.
Patrizia Di Donato

La mia ombra...
La mia ombra mia ha insegnato tante cose, quando ho avuto il coraggio di guardarmi e accettarmi, soprattutto mi ha reso una donna capace di amore infinito per la vita.
Gabriella

LIBRI COME 9 aprile 2011
Grazie per la conversazione così stimolante di questa mattina all'Auditorium di Roma con Michela Murgia, buon lavoro Anna
Anna Procaccini
Cara Anna MI fa piacere che abbia apprezzato il dialogo fra me e Michela Murgia, una giovane scrittrice che stimo, piena di idee e di passione. Anche per me è stata una sorpresa. La conoscevo solo attrasverso i libri. Quel giorno all'Auditorium l'ho conosciuta anche di persona, e l'ho trovata una donna splendida. Un caro saluto da Dacia m

Perché tu sei con me
Ciao Dacia, come posso inviarti il mio manoscritto?
Giansam
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Le chiederei, come al solito, di inviare al forum un breve stralcio del suo manoscritto. Un cordiale saluto

Un'inaspettata storia di eventi
“Quanto poco morale apparirebbe il mondo senza la dimenticanza! Un poeta potrebbe dire che Dio ha posto la dimenticanza come custode sulla soglia del tempio della dignità umana.”. Nietzsche. Umano…) (…) Ma di tutto bisogna scorgere la fine. Perché certo molti ai quali Egli aveva fatto intravvedere la felicità, sconvolse un Dio dalle radici. (Solone a Creso) Non ha alcuna importanza che io creda in un dio oppure no. L’importante è che dio non creda in me. (suor Elena) Prima cesura PREISTORIA DI UN NOMADE Genesi di un dio Spoglie opime Non odiavo Hebel; ed ho protetto Qajin con un segno, mentre si allontanava verso il paese di Nod. Del mio arco è rimasta traccia in cielo e in terra; ma solo inchiostro nelle mani dei miei nomadi. Altro che ruah; sono un dio asfittico! E se io sono la faccia buona del terrore i miei nomadi sono quella cattiva. La mia vera ed unica guerra è contro i miei nomadi per il possesso delle loro spoglie opime; sono loro che mi hanno strappato dalle cosce della bet; solo un nomade può attraversare il deserto, e dormire sotto al cielo: solo nella sua carovana: solo un nomade può divenire un solo popolo, con un solo dio, quale “io sono”. Nel deserto ti senti solo, ed assieme ad altri un popolo, e la guida…io. Questa situazione, soper certo, che non mi piace affatto. Così per liberarmi di loro, e nascere per mio conto, ho deciso, a mia volta, di servirmi del loro inchiostro, per catturarne le anime e i ricordi: e dei ricordi il soffio, e delle loro anime la parte mortale. E per dar corpo a tale cattura mi servo di specialisti, gente fidata: nolenti come me, usciti dalla pancia della bet. Il ricordo di Alfredo è in quella luce e nell’odore della pioggia, in una notte di maggio, quando fu trovato infagottato nella scodella della Rota.

Stralcio
Gentile signora Maraini le avevo inviato una ventina di cartelle del mio "Un'inaspettata storia di eventi", ma il risultato di tale invio non ha avuto un buon risultato in quanto di tutte quelle cartelle ne è venuto fuori uno strano pastrocchio di poche righe. Vorrei sapere se ciò è dovuto alla mia poca familiarità con il computer, o se 20 cartelle sono troppe tanto da deformarle in un patch work al loro arrivo.
Roberto
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Logicamente non è possibile pubblicare sul forum un post di 20 cartelle, quindi ho tagliato io il testo in modo che la lunghezza fosse adaguata. Non lo chiamerei patchwork, in quanto non sono stati uniti pezzi presi qua e là, ma direi semplicemente che è stata pubblicata la prima parte. Cordialmente

Video
Gentilissima Signora Maraini, sono Ketty Volpe, un'attrice professionista di Bari (ex allieva del Maestro Orazio Costa Giovangigli). Sono una sua ammiratrice, ho letto molti suoi libri e ultimamente ho lavorato su un suo racconto/monologo, "Macaca", di cui ho realizzato un video che mi piacerebbe mostrarle per sentire il suo parere. Se mi dice dove potrei inviarlo, sarei felice di farglielo vedere, o se lei prossimamente sarà dalle mie parti me lo faccia sapere così ci conosciamo di persona e le porto il filmato. In attesa di ricevere un suo riscontro, la ringrazio per l'attenzione e le porgo cordiali saluti.
Ketty Volpe
Cara Ketty Mandi la sua mail al Forum, le risponderò. Mi interessa il suo video su Macaca. Un carissimo saluto da dacia m

Traduzione inglese "la seduzione dell'altrove"
Gent. ma SIg.ra Maraini, vorrei sapere se "La seduzione dell'altrove" è stato tradotto in inglese. Grazie.
Alessandra Gardini
Cara Alessandra La seduzione dell'altrove non è ancora stato tradotto in inglese. L'ultimo mio libro tradotto in inglese è "The train for Budapest" edito da Arkadia books, Londra 2010. Grazie per l'attenziuone, Dacia m

Presentazione libro
Carissima Dacia, ti scrivo per sapere se sei disponibile nelle date del 13 giugno oppure 20 giugno 2011 per presenziare alla presentazione del libro "Isole", cui hai donato una generosa e appassionata prefazione. Con l'editrice stiamo organizzando vari eventi che prevedono un piccolo reading e un intimo momemto musicale. In quelle date ci accoglierebbe la rete delle Biblioteche Comunali di Roma. Ci terrei moltissimo che tu ci fossi. Potresti per favore rispondermi al più presto così da fissare una delle due date? Con affetto L'autrice di Isole,
Gabriella Vittoria Romano
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Potrebbe inviare al forum i suoi contatti, che ovviamente non verranno pubblicati? Grazie, un cordiale saluto

Un sogno
Gentile signora Dacia Maraini, non credevo nemmeno che fosse possibile avere questo onore di poterle scrivere, e sono contentissima di avere questa opportunità. Volevo innanzitutto dirle che lei è uno dei miei scrittori preferiti. Ho passato molti anni a leggere i suoi libri e quelli di Alberto Moravia, che ho amato moltissimo. Sono una studentessa di medicina, ma fin da quando ero piccola ho avuto un sogno, quello di diventare una scrittrice. Forse lei sorriderà se le dico che le prime cose che scrissi risalgono a quando avevo otto anni! ...e poi, con gli anni, questa forte passione è cresciuta; ho scritto poesie e sto lavorando anche a un romanzo. Scrivere mi fa sentire bene, mi emoziona. Riuscire a pubblicare un libro è il mio grande sogno. Desideravo quindi chiederle quali sono i consigli che lei darebbe a una giovanissima scrittrice in erba; e, se fosse possibile, desiderei inviarle qualcosa di ciò che ho scritto. La saluto e la ringrazio, e le esprimo nuovamente tutta la mia ammirazione.
Federica
Cara Federica Lei però deve decidere fra medicina e letteratura, non si possono fare tutte e due le cose. Anche se per la verità ci sono stati degli scrittori medici, ma appunto, per scrivere hanno lasciato gli ospedali. Comunque se vuole dei consigli e dettagliati la rimando a un mio libro che si chiama Amata scrittura, pubblicato da Rizzoli. Lì trova tanti e articolati suggerimenti per chi comincia a scrivere. Buona lettura! e auguri per il suo futuro, Dacia m

Caratteri disponibili
Salve, vorrei mandare uno stralcio del mio manoscritto (11.000 caratteri circa) ma noto ora che i caratteri a mia disposizione sono soltanto 1000... Dato che molti dei messaggi presenti nel sito sono assai più lunghi di mille caratteri mi chiedevo se ci fossero altri modi per mandare il mio testo. O forse sono cambiate le regole del sito? La prego di farmi sapere. Grazie mille
Gaia
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. In effetti sì, sono cambiate le "regole" del sito, in quanto stralci troppo lunghi complicherebbero parecchio la lettura. Può inviare una parte del suo testo? Grazie, cordiali saluti

Tutto cambierà
Si dice che vi fosse una donna cacciata dal corpo in cui abitava la specie, istigata a scalare le stelle brucianti, la pelle racchiusa in un torso di mela la sera eccitata si adagia nel fiume: addio forestiera dagli occhi piangenti e bui dalle mani legate ai tralicci dell’alta tensione dai capelli serpi violente contro esse stesse da seni toccati così malamente, addio pellegrina di un’anima tagliuzzata nel centro esposta al tormento del vento impetuoso la forza di un fallo sbocciato tra le tue dita usato contro di te,sbandierato con biologica triste ovvietà, tu ridi mosca in una tela di ragno, fango del mare, nebbia di notte, spargi sangue disprezzabile su questa terra sigillata dalla violenza onnipotente del membro piantato su tutte le fertili forme che a te si confanno, ritorni a giocare alla morte staccare pezzi di cielo coprirti col velo dei tuoi disincanti racconti certezze imparate nel mondo dei pazzi ti spezzi giunco servile ti offendi povera scema affranchi dolcezze alla sera e nascondi meticolosa il tuo sogno calpestato dagli uomini intorno.
Giulia Trobbiani
Cara Giulia La sua violenta poesia si perde per eccesso di peso. Ha messo troppa acqua sul fuoco e il fuoco si è spento. "la pelle racchiusa in un torso di mela" è una bella immagine, ma è soffocata dalle altre cento che si susseguono senza un respiro. Anche "addio forestiera dagli occhi piangenti e bui dalle mani legate ai tralicci dell’alta tensione" è una voce forte ma che subito ammutolisce di fronte ai "capelli serpi violente contro esse stesse da seni toccati così malamente", fra l'altro una frase involuta che non si capisce e che schiaccia la prima. Impari a calibrare, a scegliere, a disseccare, Non si compiaccia di ogni parola aggressiva che le viene sulla lingua. Non basta l'aggressività a fare poesia. con molti auguri, Dacia m

Stralcio...
Aspetto che faccia sera. Nel frattempo vado in bagno a lavarmi le mani e i denti, riflettendo ogni volta sull’esigenza di comprare un nuovo spazzolino. A me le setole piacciono dure. Mi piace quando sfregano severe e rigide sulle gengive, fino a farle sanguinare, giusto un po’. Lo sputare sangue rosa marroncino nel lavandino mi ricorda antichi rituali di purificazione e mi permette di riprogrammare i pensieri, di dar loro un ordine più pulito, fresco, organizzato. Il bagno è quello degli ultimi due anni eppure non riesco ad abituarmi ai suoi spazi angusti, tuboidali. Stretto da doverlo attraversare a tre quarti, quasi di profilo. Freddo come una caverna. Tutto intorno alla finestra e sulle ceramiche rosa confetto gocce pesanti di umidità, condensa. Il lavandino è così piccolo da poter lavarsi la faccia solo a pezzi, inumidendosi prima gli occhi, poi le guance, poi la bocca e in fine il collo con la punta delle dita appena bagnate, come un gatto.
Siana
Cara Siana Certo il suo stralcio è molto breve, un po' poco per capire una prosa. di certo viene fuori il suo disgusto per la vita: una vita da prigionieri di una casa troppo angusta e priva di vera accoglienza. Questa mancanza di accoglienza diventa il simbolo di una mancanza di accoglienza più ampia e generale da parte del mondo stesso nei riguardi di una ragazza che si immagina arrabbiata -forse non trova lavoro? forse viene umiliana dal lavoro che fa? ma il disgusto da solo non comunica altro che disgusto. Si chiede cosa ci sia dietro. Lei lo sa? Con molti auguri Dacia m

Domanda sull'impegno e la scrittura
Salve, sono Valerio, un studente del Morgagni. Oltre a ringraziarla per la sua disponibilità oggi a scuola, volevo porle un'altra domanda, che non sono riuscito a farle (la domanda è lunga e l'ho divisa in due messaggi). Lei ha parlato di questa giornalista russa, la Politkovskaja che è stata uccisa perché si è opposta con la sua attività di denuncia al clima di oppressione del suo paese, lo ha fatto essenzialmente per il suo popolo. Analoga è la storia di Pasolini. Personaggi di grande spessore intellettuale che a quanto pare hanno sviluppato un forte senso di responsabilità civile, una coscienza dagli orizzonti decisamente più ampi rispetto a quelli comuni. La domanda è questa: cosa c’è dietro? Cosa spinge un individuo a considerarsi tanto partecipe della vita del proprio paese, la motivazione per quello che per certi versi possiamo definire un sacrificio (erano consapevoli del rischio che correvano)? La domanda è sentita, sia per il fatto che i giornalisti e gli intellettuali disposti a mettere a rischio la propria carriera e la propria vita per affermare verità scomode sembrano sempre meno, sia per un’impressione più personale di distacco e di impotenza di fronte a una realtà che percepisco come degenerata, in cui non mi identifico e che appare impossibile da cambiare (chi me lo fa fare, in sintesi). Dunque cos’è che figure come la Politkovskaja e Pasolini avevano e che adesso e in questo paese sembra mancare? La sensibilità? L’esperienza? La cultura? La forza morale? Il coraggio? La coscienza? Mi piacerebbe sentire lei cosa ne pensa, ed essere eventualmente smentito con esempi lodevoli di oggi, che magari non conosco (in fondo io parlo soprattutto di impressioni). Risponda quando (e se) vuole, la ringrazio in ogni caso e spero di risentirla.
Valerio
Caro Valerio Un esempio per tutti: Roberto Saviano. Non ha messo a repentaglio la sua vita per dire delle verità scomode riguardo alla camorra? tanto è che vive con la scorta. Ma senza arrivare agli estremi, ci sono molti scrittori - anche magistrati scrittori - che dicono la verità rischiando spesso la carriera e la vita. Non bisogna solo guardare indietro. Un carissimo saluto da Dacia M

Saluti
Sono sempre io, scusa ma sono un po' imbranata con gli strumenti informatici, non capisco come aumentare i caratteri di questi messaggi. Volevo solo aggiungere i saluti e chiederti se potremo averti alla presentazione del libro a Roma e Palermo, città cui sono molto legata per averci vissuto infanzia e adolescenza. Il mio compagno è stato per anni il pianista di Ornella Vanoni e tramite lui ho contattato Ornella che ha letto il mio libro restandone molto colpita. Mi ha promesso che anche lei parteciperà. Per me è un dono, le sue telefonate sono state emozionanti dal punto di vista umano e ho potuto conoscerla sotto un'altra luce, diversa da quella pubblica. L'avventura del libro è stata e continua ad essere per me soprattutto una preziosa occasione d'incontro con l'umanita delle persone. Questo aspetto è quello che mi rende più felice in assoluto. Il mio desiderio di cominciare a scrivere è stato ispirato da un sogno. E sogno continua ad essere.Un abbraccio affettuoso.
Gabriella Romano

Il treno dell'ultima notte
Gentile Signora Dacia, finalmente avevo i coraggio per scrivere da Lei. Sono una ragazza polacca è sto preparando una tesi di laurea sul suo libro "Il treno dell'ultima notte". Devo confessare che da tanto tempo mi occupo di ghetto di Lodz e volevo ringraziare per fatto che Lei voleva raccontare cosa è successo in Lodz (di solito si racconta la storia di Varsavia o Cracovia). P.S. la tesi scrivo in lingua italiana e non è facile. Colgo l'occasione per salutarLa gentilmente.
Zajcmanowa
Cara Zajcmanowa Sono contenta che si occupi del ghetto di Lods. E' vero che se ne parla poco. E' molto meno conosciuto del ghetto di Varsavia, ma la sofferenza e gli orrori che vi si sono compiuto sono uguali. Scriva pure la sua mail al Forum, le risponderò privatamente. Un caro saluto da Dacia m

Incontro del 28/03/11
Sono una docente di lettere dell'Istituto Albertini che il 28 del mese di marzo avrà il piacere di incontrarLa a Nola insieme con molti alunni del suddetto istituto, per trattare con Lei non solo, mi auguro, di ciò che abbiamo letto nel saggio "Sulla Mafia", ma di tutto quello che la Sua vita e la Sua poera testimoniano. Da Sua lettrice accanita e instancabile Le esprimo tutta la mia sincera ammirazione. Non vedo l'ora di conoscerLa.
Elena Napolitano

DONNE CORAGGIOSE
CORAGGIOSE SONO LE DONNE, BISOGNA PRENDERNE ATTO. QUANDO SCELGONO LA SOLITUDINE RINUNCIANDO ALL'AMORE, QUANDO CRESCONO I FIGLI SENZA L'AIUTO DI NESSUNO. SONO FORTI E CORAGGIOSE LE DONNE, HANNO IL CORAGGIO DI NON CHIEDERE A UOMINI CHE SONO ANCHE PADRI, LA LORO PRESENZA,PUNTUALMENTE ASSENTE. SONO FORTI E CORAGGIOSE LE DONNE QUANDO SOPPORTANO VIOLENZE D'OGNI TIPO. SONO PRONTE A PERDONARE TUTTO E TUTTI, A RIMBOCCARSI LE MANICHE QUANDO C'E' BISOGNO AD AIUTARE COLORO CHE SOFFRONO SPECIALMENTE LE PERSONE INDIFESE E PIU' DEBOLI. SENZA LE DONNE TUTTO E' FERMO, VUOTO, TRISTE E, QUANDO SONO PRESENTI, PORTANO GIOIA, AMORE, FELICITA'. SONO DISPOSTE A TUTTO, AD ASSERCI NELLA VITA, NELLA STORIA SEGNATE DAL DESIDERIO D'ESSERE FINALMENTE DONNE. GRADIREI MOLTO UN SUO GUIDIZIO A RIGUARDO, E' LA PRIMA VOLTA CHE LE SCRIVO E DOPO TANTI ANNI NON VOLENDO HO SCOPERTO DI SAPER SCRIVERE DELLE POESIE GRAZIE AD CONCORSO LETTERARIO BANDITO DA UNA SCUOLA ELEMENTARE E DI CUI HO GIA' VINTO 2 PREMI.
MINA

La neve in tasca
Gentile Dacia, poco tempo fa le ho spedito il mio libro La neve in tasca, edizioni Duende. Spero le sia arrivato. Leggo con piacere che lei farà parte degli Amici della Domenica, del Premio Strega. Mi piacerebbe molto che il mio fosse inserito nella rosa di libri da presentare al Premio. Nel libro ci sono le donne, le loro storie e il coraggio. Spero che questo libri trovi accoglienza. La saluto e la ringrazio
Patrizia Di Donato

Se mi ascoltassi
Se mi ascoltassi/solo il tempo di un addio:/Non son gli amanti questi infiniti corpi/intensi occhi a maturar ricordi?/Non son gli amanti/frutta matura delle loro braccia/ a prender ali a scorger abissi?/Il tempo eterna ogni loro ansia/sono attimi che non periscono/e la bufera di un mare che schiuma/non e' che loro lontano parente/Per ora soltanto loro/oro che luccica nella conca/anime che vagano sui corpi/testimoni di un altro racconto/ascoltano soltanto/il fiume del loro cuore sopraffatto/E il gioco dei fiori appena promessi/ trascende l'orizzonte/si fonde nell'azzurro/Non semplice il ricordo di esser stati/si e' semplicemente nascendo/noi quì adesso/e tendiamo le nostre braccia verso l'altro/come tentammo più volte con le nostre madri/quando aspettavano ai cancelli con occhi stupefatti/e scavalcando ogni cosa ci univamo/la loro parte alla parte mancante/che temeva di esistere già/di diventare altro figlio/E tu amante che dormi/e ancora reggi tra le tue braccia abbandonate/le ali del mio pensiero che fugge/e l'acqua che bagna il tuo volto di perla/e' un gioco insonne che fonde lacrime e sogno. (spero sia giunta tutta e spero che Lei possa darmi un suo gradito parere su questa mia poesia, grazie.
Sergio Blandi

A mio padre
Ci sarà per te tregua dal dolore dalle lacrime dal vuoto Stanca trascorro i miei giorni Occhi si aprono occhi si chiudono Non c'è coscienza né ninfa vitale L'inerzia divora non mi muovo E mi consumo nell'eterno desiderio di rivederti Io mi consumo in quest'istante perchè non esiste gesto che possa rimediare né confini in cui poterti cercare E mi perdo adesso in questo grido silente che solo io sento e che esplode dentro vorace, intenso, immenso.
Caterina Iaccarino
Cara Caterina L'attesa d'amore è un tema troppo logoro e risapunto per affrontarlo con la sua ingenuità. Ci vorrebbero parole molto piu creative e originali. Non le viene niente d'altro in mente che "mi consumo nell'eterno desiderio di rivederti"? E' una frase fatta, avrebbe potuto scriverla chiunque. Ci ragioni un poco sopra e cerchi di esprimere la stessa emozione con parole nuove, forti, sue. Con tanti auguri, dacia m

INFORMAZIONE
gent. sig DACIA MARAINI, ho letto il suo scritto RAGAZZE DI PALERMO, pubblicato dal CORRIERE DELLA SERA , che ho trovato tra i libro resi disponibili in un campeggio a Sirolo, durante una breve vacanza. Avrei tanto desiderato averlo, ma non sono riuscita a trovare il modo di acquistarlo, neppure attraverso il giornale. Sa darmi indicazioni su come posso trovarlo. Grazie infinite.
Anna Luisa Bordin
Cara Anna Luisa Il racconto che cerca lo trova nel libro "La ragazza di via Maqueda" stampato da Rizzoli nel 2009. Un carissimo saluto da Dacia m

Ammiratrice di Ribera
Gent.ma sig.ra Maraini, la sto disturbando per chiederle aiuto culturale. Vivo a Ribera dove faccio la pediatra. Forse Ribera è l'unico paese che io conosca dove non esiste una vera libreria, e questo la dice lunga sulla nostra realtà culturale. Purtroppo mio figlio è cresciuto qui e, nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti a trasmettergli il nostro amore per la lettura e per la cultura in generale. La importuno per dirle che io, in qualità di prossimo presidente del Rotary club di Ribera, vorrei fare qualcosa per i nostri giovani, e mi piacerebbe organizzare una giornata culturale nelle scuole superiori, per cercare di stimolare in loro l'amore per la lettura e la letteratura. Capisco di chiederLe troppo ma Le sarei grata per la vita se accettasse di partecipare a questo evento. Io so che Lei sa parlare ai giovani, e magari riuscirebbe a scuoterli dall'apatia, in cui li vedo sprofondare. Mio figlio studia all'univ. cattolica, ma ha capito di avere di avere sbagliato, per cui vorrei aiutare gli altri g
Maria Barberi Frandanisa
Cara Maria Frandanisa Grazie per l'invito a Ribera. Verrò volentieri. Si tratta solo di trovare la data. Ora non ho più giorni liberi fino alla primavera dell'anno prossimo. Magari uniamo la sua richiesta con quella di qualche altra scuola e decidiamo la data precisa. Va bene? Mandi la sua mail al Forum, le risponderò personalmente. a presto, Dacia m

Bibliografia
Gentile Sig.ra Dacia Maraini, le scrivo per chiederle se la bibliografia su questo sito è aggiornata, in quanto sto lavorando ad una tesi in cui avrò a che fare con le sue opere per l'infanzia, e in alcuni siti internet appare un ulteriore titolo in aggiunta a "La pecora Dolly..." e "Storie di cani...", che però non mi risulta altrove. Se gentilmente può confermarmi i suoi scritti per bambini e ragazzi le sarei grata. Cordiali saluti.
Paola Santoni
Cara Paola Santoni Oltre a 'Storie di cani per una bambina' e 'La pecora Dolly' non ho scritto altro per bambini. Qualche volta il libro 'Buio' viene letto nelle scuole, ma non è un libro scritto PER i bambini, ma sulla violenza CONTRO i bambini. Molte storie crudeli, tratte dalla cronaca, che si possono certo leggere ai bambini, ma con la spiegazione dell'insegnante. Un caro saluto da Dacia m

A CHE PUNTO È IL SUO "DONNE DEL RISORGIMENTO"????
CARA DACIA, all'inizio di quest'anno ho ascoltato la intervista che Barbara Palombelli le ha fatto sul programma VENTOTTO MINUTI di Radio Rai 2. In quell'occasione Dacia ha informato il pubblico di una sua ricerca in corso sulle donne del periodo risorgimentale, comunicando grande ammirazione per quanto stava scoprendo di loro. Di questa ricerca sarebbe uscito un libro. Io e le mie amiche non vediamo l' ora di leggerlo. Quando uscirà. O è già uscito? Grazie mille di farcelo sapere. Buon lavoro.
Nadia Caraffi e Manuela Moreira
Care Nadia Caraffi e Manuela Moreira E' vero, ho fatto la ricerca, ho scritto il ritratto di due donne del Risorgimento che ora sono uscite in un libro che si chiama per l'appunto "Donne del Risorgimento" edito dalla casa editrice Il Mulino. Lo si trova in tutte le librerie. Se vi interessa il Risorgimento dal punto di vista femmiinile, è un libro che fa per voi. Fatemi sapere poi cosa ne pensate. Un carissimo saluto da Dacia m

FOSCO MARAINI
IN 1962 I LIVED IN JAPAN WITH YOUR FATHER'S BOOK -MEETING WITH JAPAN- AS MY CONSTANT COMPANION. I WENT TO CAMBODIA TO VISIT ANKOR WAT AND WHILE WALKING THROUGH THE JUNGLE I MET A MAN WHO INTRODUCED HIMSELF AS FOSCO MARAINI. I DID NOT ASSOCIATE THE NAME UNTIL AT DINNER THAT EVENING I NOTICED THAT THE DISTAL PART OF HIS LITTLE FINGER WAS MISSING AND THEN I RECALLED HIS STORY OF HOW IT HAPPENED IN PRISON. IT WAS ONE OF THE MOST FASCINATING EVENINGS I EVER SPENT WITH ANYONE. HE WAS A RARE AND AMAZING HUMAN. HE IS THE KIND OF MAN WHO SHOULD LIVE FOREVER.
ROBERT BELLIVEAU

Richiesta
Illustrissima scrittrice Dacia Marini, sono Tania Latorre una sua grande lettrice e ammiratrice. Non riesco a trovare in libreria il saggio sulla violenze alle donne... sarei felicissima di avere notizie per averlo. Grazie infinite cordiali saluti
Tania

Presentazione Bologna
Le segnalo che una cronaca del suo incontro a Bologna di lunedì 21 marzo è sul mio blog di Repubblica.it di Bologna, C@ffè letterario.Bo: http://caffeletterario-bologna.blogautore.repubblica.it/2011/03/23/viaggi-contro-il-nucleare-e-i-tagli-alla-cultura/ Cordiali saluti
Alberto Sebastiani

Lecco
Gentile signora Dacia, oggi ho avuto il piacere e il privilegio di ascoltarla nell'incontro avvenuto a Lecco. Ho voluto seguire un suo consiglio e ho letto il racconto pirandelliano da lei segnalato (Il treno ha fischiato). La ringrazio di cuore. La saluto cordialmente.
Claudio Santoro

Un suo libro tra mille
Gentile Dacia, ho ventidue anni e sono una sua assidua lettrice. È la mia scrittrice italiana preferita e ho letto quasi tutte le sue opere, inclusi i testi teatrali. Riconoscerei un libro scritto da lei tra mille. Adoro l'autobiografismo che trasuda da quasi ogni suo romanzo, mille elementi della sua infanzia, adolescenza e età matura che posso ritrovare qua e là, tra le pagine, tra righe fatte di parole così "plastiche". La ammiro profondamente, da quando ero bambina. Cercavo da tanto un modo per esprimerle semplicemente la mia ammirazione e gratitudine e finalmente ho trovato il forum. Lei è inestimabile.
Anna Testa (Napoli)

Avidità
Cara Dacia, ci siamo conosciute "dal vivo" tanti anni fa, mi affacciavo spesso qui nel lontano 2000. A maggio lei scese a Bari dove ebbi il piacere di conoscerla e scambiare qualche pensiero. Gustai, emozionata di ascoltarla a pochi metri da me, le poesie tratte da "Se amando troppo": un pomeriggio speciale! Oggi sono tornata qui per salutarla. Ho riletto il suo "Pazzi noi, ci stiamo mangiando la terra"(pubblicato nella rubrica "Il sale sulla coda"-dicembre 2010) e ho pensato di lasciar qui un proverbio indiano, un monito per tutta l'umanità: "Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro". Un abbraccio forte
Margherita De Napoli

Una studentessa che aspetta il suo aiuto dalla Turchia
Signora Maraini, Le scrivo dalla Turchia,studio la lingua e la letteratura da 5 anni, adesso faccio il mio master e vorrei scrivere una tesi su Lei. Mi piace moltissimo il suo libro che si chiama Le voci ma non posso trovare questo libro e anche i suoi altri libri in Turchia adesso e non c'é nemmeno una tesi scritta ma continuo a trovarli ma vorrei leggere i suoi libri in italiano o che cosa mi consiglia? Grazie mille
Merve

Selezioni serie?
Era l'anno 2002 e mio figlio superò gli iscritti al S.Anna di Pisa. Agli orali gli fu chiesto se conoscesse delle opere di Pirandello. Menzionò "Il treno ha fischiato". Tra l'ilarità generale fu abbandonato al suo triste destino: non diventare un santannino. Non mi dica che avrebbe dovuto mostrare le sue qualità altrove, sono rifiuti che segnano uno speranzoso ragazzo di 19 anni ad un passo dall'ingresso in una scuola prestigiosa. Peccato che non vi siano mai registrazioni audio degli esami in modo da poterli confutare. Ieri però è riuscito a stringerle la mano. Per me, sua mamma, è stata una consolazione postuma. Tutto il bene del mondo per Lei, Dacia, in salute e letizia.
Anna Maria

Nuovi Argomenti
Gentile signora Maraini, mi dispiace disturbarla personalmente, ma vorrei mettermi in contatto con la rivista in oggetto. Gli indirizzi e i numeri di telefono reperibili sul sito della rivista non sono validi. Grazie
Maria Grazia

La seduzione dell'altrove
Gent.ma Sig.ra Maraini, desideravo sapere se e come era possibile contattarla per organizzare una presentazione del Suo libro in oggetto o eventualmente un Suo intervento sulla violenza sulle donne (Passi affrettati - in collaborazione eventualmente con amnesty international locale), in provincia di Milano. Grazie molte per un Suo riscontro. Le auguro un ottimo lavoro. Cordialità Annalisa D'Orazio
Annalisa
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può gentilmente inviare i suoi contatti? Un cordiale saluto

TESI SU DACIA MARAINI
Carissima signora Maraini, mi sto per laureare e come tesi ho deciso di trattare la sua vita e le sue opere, più in particolare un suo libro, La lunga vita di Marianna Ucria, avrei tante cose da chiederle... Dove posso scriverle? Distinti saluti
Francesca Pantile
Buongiorno, sono l'amministratore del forum. Può inviare i suoi contatti? Grazie, un saluto

Reportage emergenza nucleare
Gentilissima Sig.ra Maraini, mi spiace disturbarla ma vorrei mettermi in contatto con Lei per avere informazioni e utili contatti per mio marito. Lui è un fotografo giapponese e in questo momento ha fatto un lungo reportage su quello che purtroppo è successo in Giappone. Ha scattato delle interessanti foto sul disastro che ha colpito questo paese a me caro visto che ci vivo con la mia famiglia. Vorrei mostrare queste foto o trovare un editore che possa pubblicarle perché la gente specialmente in Italia possa realmente comprendere. Se fosse possibile vorrei mostrarLe le foto per avere un Sua professionale opinione. Gentilmente vorrei sapere dove poterle inviare o un contatto anche mail. La ringrazio per la Sua attenzione
Paciletti Anna

Un'inaspettata storia di eventi
PREISTORIA DI UN NOMADE Genesi di un dio spoglie opime Non odiavo Hebel; ma d'altronde da qualche parte bisognava pur iniziare; ho protetto Qajin con un segno, mentre si allontanava verso il paese di Nod; ho anche tentato di affogarli tutti, ma. Oltretutto, in seguito, e col senno di poi, ho scoperto che non ero stato nemmeno io a mandar giù tutta quell'acqua; perché altrimenti, col senno di adesso, vi assicuro non se ne sarebbe salvato neanche uno; e del mio arco non vi sarebbe stata traccia, né in cielo né in terra. Sono solo inchiostro nelle mani dei miei nomadi, in quelle loro spaurite e fantasiose menti. Non so perché mi trovo in questa situazione, ma so che non mi piace affatto. Così per liberarmi di loro e nascere per mio conto ho deciso, a mia volta di servirmi del loro inchiostro per catturarne le anime e i ricordi: e dei ricordi il soffio, e delle loro anime la parte mortale.
Roberto S. Caldine
Caro Roberto Il suo scritto di afflato biblico ha una sua energia letteraria apprezzabile, bravo! Non capisco però la furia punitiva. Il Dio biblico era collerico e punitivo. Ma ricordiamoci che poi è venuto Cristo, suo figlio, a dirci che dobbiamo amare e capire e accogliere. Provi a sorridere un poco della sua collera "divina" e vedrà che avrà piu piacere a muoversi nel mondo. Un caro saluto da Dacia m

Il Poeta-regista e la meravigliosa soprano
Non riesco a recuperare questo importante scritto, è impossibile! Avete idea di come fare? Grazie
Giorgio Fontana
Caro Giorgio Il testo è stato pubblicato e distribuito assieme al Corriere della sera due anni fa. Ma è stato ristampato come racconto nel libro che si chiama "La ragazza di via Maqueda" pubblicato da Rizzoli. Lo trova in tutte le librerie. Grazie dell'attenzione comunque. Un saluto affettuoso da Dacia m

Senza titolo
Signora Maraini molto temo or sono, decenni, vidi in una esposizione nelle scale di Piazza di Spagna, sulla destra, esposto un quadro di forma circolare del diametro di circa un metro che rappresentava un presepio con la Madomma a destra, San Giuseppe a sinistra ed il Bambino al centro. Credo che lo esponeva Lei, infatti io rimasi disorien tato sapendo che Lei era una scrittrice. Quel quadro mi è rimasto impresso nella memoria perchè vi lessi dei significati e messaggi interessanti. Se ha tempo da dedicarmi le chiedo di voler chiarire questo mio ricordo damdomi risposta nel forum. La ringrazio moltissimo e la saluto
Alberto Trionfetti
Caro Alberto Mi dispiace ma ci deve essere stato un equivoco. Io non ho mai dipinto né mi sono mai messa a esporre o vendere pitture d'altri. Mia madre invece, che si chiama Topazia Alliata, è stata pittrice e anche brava, ora a Palermo stanno organizzando una esposizione delle sue pitture . In questo momento sta in ospedale con il femore rotto e io vado e vengo dal Policlinico. Le dirò del suo interessamento. Ma dubito che il quadro fosse suo, perchè non mi risulta che abbia mai dipinto dei soggetti sacri.Glielo chiederò. Bellissimi sono invece i suoi paesaggi siciliani degli anni Trenta e poi molti ritratti di famiglia. Un caro saluto da Dacia M

Le parole non bastano mai
Gent.ma Dacia, sono una studentessa del Liceo di Bivona, paesino del'entroterra siciliano. Insieme alla mia insegnante di italiano stiamo svolgendo un piccolo laboratorio di lettura su scrittori del '900. In particolare ogni gruppetto di lavoro all'interno della classe deve approfondire a libera scelta lo studio di un autore. Il mio gruppo ha scelto in maniera univoca di avvicinarsi alle sue opere. Abbiamo subito percepito un'affinità, spontanea e quasi magica, come due persone che si capiscono al primo sguardo. Forse questa complicità affine è spiegabile, dalle molte cose che ci accomunano e avvicinano alle sue opere. Infatti siamo un gruppetto di quattro ragazze e Lei parla spesso del "volto" delle donne,che con caparbietà affrontano la vita; un'altro aspetto affine è da ricercare nel nostro essere siciliane, proprio come Marianna Ucrìa. Sopratutto è stata la sua narrativa ad avvicinarci, imparato a conoscerla, viaggiato con Lei tra realtà e fantasia, sofferto e gioito con i suoi personaggi e attraverso le sue opere abbiamo osservato ogni sfaccettatura della società tra odio e amore. Presa da così tanto entusiasmo e ammirazione non ho potuto fare a meno di comunicarle la nostra stima e attaccamento alla sua figura come mentore. Nutriamo umilmente la speranza di poterla incontrare, le porgo perciò un invito all'Istituto L. Pirandello pronta ad accoglierla con entusiasmo. Aspettando risp
Sara
Cara Sara Mi fa piacere che abbiate scelto i miei testi con la preferenza per Marianna Ucria. Non so bene dove si trovi Bivona, ma io sarò in Sicilia dal 2 al 10 maggio, cominciando da Catania e finendo a Palermo, incontrerò molte scuole. Del giro si sta occupando la libraia Luisa Cavallotto di Catania. Telefonando alla libreria potete farvi avere le date del giro e magari venire a trovarmi. Vi aspetto volentieri. Un carissimo saluto Dacia m.

Scritto
Fiesole, 25.01.2011 Le vorrei inviare un mio scritto, come devo fare?
Roberto
Caro Roberto L'ho già detto tante volte: Mandate a questo forum i vostri scritti, di dimensioni limitate naturalmente, non piu di qualche pagina. Io leggerò e farò un commento. A presto, Dacia M

Donne e Berlusconi
Mi sento offesa. Ho 58 anni, mi sono laureata a 24, a 28 avevo 2 figli, a 40 ero vedova. mi sono impegnata anche sul lavoro: ho faticato il doppio, guadagnato la metà e ottenuta la metà del riconoscimento che sarebbe andato ad un uomo. Ora sono rassegnata a veder crescere la mia età pensionabile a 65 anni, per dare "ossigeno" alla nostra economia. Ho cercato di insegnare ai miei figli il valore dell'impegno e della dignità che da questo deriva.... a che scopo? Dove sono le donne italiane, quelle vere non quelle da "vetrina"? perchè non ci facciamo vedere? perchè, giovani e vecchie, non scendiamo in piazza e rivendichiamo la nostra "esistenza"? non c'è più nessuno che ci rappresenta... che sia vero o no lo schifo del potere (e lo è purtroppo, ognuna di noi ha vissuto sulla propria pelle il fatto di essere solo "donna"), perchè sempre le donne devono fare la parte peggiore del fango? chi ci rappresenta? Dobbiamo riscendere in piazza e subito.
Chiara Bruzzichelli
Cara Chiara È curioso che la sua lettera mi sia capitata sotto gli occhi proprio oggi, domenica 13. Infatti oggi si compie quello che lei si auspicava: le donne scendono in strada a protestare. Spero che ci sia anche lei. Io ci sarò. Auguriamoci di essere in molte. Un carissimo saluto da Dacia m

Riflessioni
Immagino che lo saprà già, ma io l'ho scoperto soltanto ora, cliccando per la prima volta sul suo sito. Lei è nata lo stesso giorno di Robert Louis Stevenson, e anche se io non credo agli oroscopi, sarà solo una bella coincidenza che siate due grandi scrittori? È una delle poche donne che ammiro, di quelle vere e autonome, bellissime ma che non hanno sfruttato la propria bellezza perchè non ne avevano bisogno. Il suo cervello ha saputo fare di meglio di quanto avrebbe potuto fare qualunque spogliarello. Perché oggi anche le donne che sembrano volere dimostrare di essere intelligenti, devono per forza avere atteggiamenti e aspetti mignotteschi, che siano giornalistre, scrittrici, politiche o semplici casalinghe. Ma perché, mi domando io, a cosa è servita l'evoluzione se vedo mio marito e tanti uomini comportarsi come i maschi delle scimmie bonobo, sensibili alle chiappe rosse di qualunque femmina del loro gruppo? Ma che tristezza, spesso vorrei appartenere a un'altra specie.
Daniela Setti
Cara Daniela La sua lettera ben scritta e piena di umorismo mi ha fatto sentire meno sola in questa domenica di solitudine. Meno male che nel mondo ci sono donne come lei. Sinceramente credo che siano la maggioranza. Tacciono o brontolano sotto voce. Spesso per non passare da "moraliste". Il che pare oggi la peggiore delle accuse.Ma scusi, chi è che stabilisce qual'è la differenza fra una indignazione morale e il moralismo? Di solito lo dedice chi si sente criticato. Quindi non abbia paura. Protesti, che è sano. La sua indignazione non è moralismo, glielo posso assicurare. Nasce da un sentimento della giustizia calpestata, della dignità mortificata, della bellezza diventata merce di scambio. Non contro le donne, ma per le donne e la loro integrità. Un abbraccio da Dacia


Gent.ma Dacia Maraini. Le mando queste tre poesie per una suo breve giudizio: SULLE COLLINE Sera// I paesetti/ riposano// sulle colline. MAGIA Nel silenzio/ del bosco,un uomo// diventò/ pino.// Lo rimutò/ in uomo// la voce/ di un bambino. BIANCORE Biancore/ lucente.// Nessuna /macchia// nel pallido/ celeste.// Profuma/ il mare.// La schiena/ nuda/ della donna// fa tremare/ il sangue.// DAL MARE Esce/ dal mare:/ gli occhi/ di neve,// il corpo/ di menta/ e di miele.
Adriano Accorsi
Caro Adriano Lo sa che scrivere poesie brevi lapidarie è piu difficile che scriverne di lunghe e narrative? Da qui la perfezione dell'Haiku, quando si tratta di vera poesia. Le sue brevi liriche accendono una luce, ma solo a metà. Manca qel breve giro dell'iunterruttore linguistico che renderebbero luminosa la stanza del pensiero. Tanto per fare un esempio: "paesetti/ riposano// sulle colline" ...è' una frase povera. Manca di luminosità. Mentre, tralasciando la parola Magia che è troppoo usata e ambigua, la frase: "nel silenzio/ del bosco,un uomo// diventò/ pino" ha respiro. È luminosa e originale. ci rifletta e continui, ma con pazienza e determinazione. Molti auguri da Dacia m

Ricordi del Tuo tempo che fu....
Sicilia. Porticello. Spiaggia dell'olivella. Casa Maggiacomo a picco sul mare. Agata. Giorgio. Scomparsa la casa ed i due ragazzi di allora. Bagheria. Villa Alliata con porticato ad U. Saloni e le feste curate dai Tuoi Nonni. La terrazza con mattoni bleu ed in fondo la vista sul mare. Ristrutturata, non vi aleggia più lo spirito di allora. Giovanni Russo (Bei ricordi tra l'altro anche con cugini yuki tony e dacia) p.s.LA VILLA C'È SEMPRE TRANNE MIO PADRE E MIA ZIA.
Fabry Maggiacomo Alliata
Cara Fabry La villa c'è sempre, ma in che condizioni? Non ci sono piu stata da anni, ma l'ultima volta ricordo di avere visto lo sfacelo, e sopratutto l'orrendo proliferare di case e casette abusive che stanno fra la antica villa e il mare. chi le ha costruite? chi ha permesso lo scempio? chi ha distrutto l'incantesimo? I ricordi per fortuna sono più vivi di chi vuole distruggerli. È più facile sconciare un territorio che il ricordo dell'integrità di quel territorio. Un saluto affettuoso da Dacia m

La luce pura serva al male oscuro
Ho letto il sale sulla coda di oggi -1.1.2011- e mi ha molto colpito, tanto da sentire il bisogno di dire qualcosa. Il contenuto mi ha colpito meno, il titolo invece mi provoca un blocco allo stomaco. Quel male oscuro che toglie fame e sete. Con il passaggio al sottotitolo che porta l'immediata equiparazione, dello stesso -quello- male oscuro che ha "travolto" la vita della santa e che travolge la vita di tante famigle di oggi. Sì penso sia stato un azzardo da parte sua, perché nella storia di Caterina c'è stata tanta luce che nella vita di queste ragazze non c'è. Non posso nemmeno pensare alle loro mamme che soffrono, e all'impotenza, difronte a un male oscuro (solo il loro è veramente oscuro). Dentro la storia di Caterina da Siena c'è una scelta pecisa, di Amore, presa nell'irrazionalità della fede, ma non nella malattia, che poi irradierà di luce tutt'intorno. Che Caterina, la pura, possa proteggere le tante Caterine di oggi. Grazie per qs. opportunità x riflettere.

Cara anonima Le premetto che i titoli non li sceglie mai l'autore ma l'articolista del giornale che è lì apposta per invogliare a leggere. Detto questo, la mia idea non era di togliere nobiltà o santità a Caterina da Siena, ma al contrario, di dire che le ragazze di oggi, quando si negano il cibo non lo fanno solo per moda, come si suole dire, ma per bisogno di spiritualità, proprio come Catarina. Non trovo niente di dissacrante nel dire questo. Ho scritto un testo teatrale pieno di ammirazione, rispetto e tenerezza per la santa. Non è lei in questione. È chiaro che se si privava del cibo lo faceva per raggiungere piu presto il suo sposo divino ed è straziante e commovente la sua giovane morte. Ma per dire che le ragazze di oggi, con l'anoressia esprimono qualcosa qualcosa di profondo: un malessere sincero di fronte agli orrori del mondo e al modo in cui il loro corpo è trattato, anche se non se ne rendono conto. Un caro saluto da Dacia m.

Informazione
Gentile Dacia Maraini, vivo in provincia di Pescara, mi chiamo Isabella, avrei piacere di frequentare un corso di scrittura creativa "serio", posso avere qualche consiglio da lei? Conosce qualcuno in Abruzzo a cui potrei rivolgermi? Le sarei tanto grata se potesse aiutarmi. Grazie
Isabella Tarì
Cara Isabella Sta per partire la scuola di teatro, drammaturgia, regia e recitazione che dirigo io.La scuola quest'anno è itinerante. Si sposta da Pescina a Villetta Barrea, da Gioia a Pescasseroli e si tiene una volta al mese per due giorni, un sabato e una domenica. Se vuole iscriversi può rivolgersi a teatrodigioia@tiscali.it Oppure telefoni a Fiorella Graziani 3476219167 (lasci detto). Oltre a me troverò come insegnanti Emma Dante, Ottavia Piccolo, Spiro Scimone, Boris Vecchio, Piera Degli Esposti. Non so se ci sono ancora posti, ma lei provi. Un caro saluto da Dacia m

Invito a un incontro con gli studenti del liceo M. Morandi di Finale Emilia (MO)
Gentilissima Sig.ra Maraini, sono la prof.ssa Luisa De Lucia del liceo Morando Morandi a Finale Emilia. Ho fatto leggere le sue opere ai miei studenti e essendone rimasti estasiati, mi farebbe molto piacere che loro incontrassero "l'autrice". Sarebbe un momento esaltante la celebrazione del 60° anniversario della fondazione del nostro istituto. Si parla del periodo ottobre/dicembre 2011. Se l'invito può essere accettato, gradirei saperlo per organizzare l'evento. Nell'attesa di una sua risposta, invio cordiali saluti.
Luisa De Lucia
Buonasera, sono l'amministratore del forum. Potrebbe inviare il suo indirizzo mail? Un cordiale saluto

Complimenti
Buongiorno signora Dacia, volevo avere delle informazioni per ciò che riguarda il suo pensiero sulla scrittura delle donne, poiché sto scrivendo una tesi proprio su di lei,in particolar modo dovrei analizzare Colomba e Isolina. Nel primo capitolo ho parlato in generale, dal punto di vista storico del come mai delle scritture delle donne non si è mai saputo molto,nonostante ci siano tantissimi testi, scoperti da poco, che furono scritti da donne. Volevo appunto capire il suo punto di vista sulla scrittura, ho gia acquistato Amata scrittura, e le porgo i miei complimenti proprio per la semplicità con il quale è scritto, non c'è la superbia ed è bello vedere i punti di vista dei vari ragazzi\e scrittori\rici. Attendo risposte. Cordiali saluti
Serena
Cara Serena Intanto mi scuso per il ritardo delle mie risposte, ma ho avuto un mese di inferno. Se lei manda delle domande precise al forum, le risponderò domanda per domanda. La sua questione così com'è ora risulta un poco generica e non saprei da dove cominciare. A presto, affettuosamente, Dacia maraini

Intervista
Gentile Dacia Maraini, sono Ilaria Biancacci, giornalista e direttrice del mensile online www.unosguardoalfemminile.it. Ci siamo conosciute alla presentazione del suo libro "La seduzione dell'altrove" a Roma. Ho provato a contattarla via email per l'intervista ma la sua casella di posta continua a rimandarmi indietro il messaggio. Vorrei poterla intervistare per il nostro prossimo numero che sarà dedicato al viaggio. Spero di ricevere una sua risposta. Cordiali saluti
Ilaria Biancacci
Cara Ilaria Scriva al curatore del Forum, il gentile Gialuca, e lui mi passerà la sua richiesta. Le risponderò privatamente. Un caro saluto da Dacia ma

Il titolo di un suo romanzo
Gentile Dacia, tanto tempo fa ho letto un suo romanzo nel quale in un certo momento parla del trasporto degli animali al macello, ammassati nei camion, e descrive i loro occhi caldi e languidi che ci guardano per l'ultima volta. purtroppo non ricordo molto altro pertanto non riesco a risalire al romanzo, ma lo vorrei tanto poiché mi ha suscitato emozioni intense e poiché ora che sono stata invitata a leggere qualcosa contro la vivisezione degli animali, questo suo testo mi si propone nella memoria come un contributo adeguato. saprebbe darmene il titolo? Grazie mille.
Duska
Cara Duska sa che non lo ricordo nemmeno io. Ho scritto tante e tante volte nei miei libri di animali sofferenti, straziati, che non saprei dirle. Forse la descrizione che indica lei sta in "Dolce per sé" quando parlo di un asino legato al freddo e al gelo per notti e notti. Forse sta nell'ultimo romanzo "IL treno dell'ultima notte". O forse ancora si tratta di Colomba in cui parlo della strage dei cervi. Adesso non ho il tempo di andare a controllare. Spero di averle dato qualche indicazione. Un saluto affettuoso da Dacia m

Il viaggio di Fosco
Il viaggio di Fosco è appunto quello di chi vive con lo spirito di un gioco attraversando interi continenti senza alcuna paura del nuovo, anzi, con grande desiderio di scoprire nuove mete. Sto ancora leggendo questo libro e mi sembra molto interessante scoprire come un uomo di quell'epoca possa avere questo spirito dentro che lo spinge alla continua ricerca, e al modo estremamente moderno di vivere della sua famiglia, bello anche scoprire che Lei ha abitato i più bei luoghi della mia citta' ed altresi' incuriosito nel visitarli ancora oggi, a parte Bagheria la più vicina via P.pe Belmonte... grazie buonasera
Sergio Blandi
Caro Sergio Grazie per la testimonianza. La sua è una lettera che non chiede risposta. Un saluto affettuoso da Daciam

Progetto "Autori al Buio"
Gentile Sig.ra Maraini, mi chiamo Santopolo Marilena e lavoro per il Centro di Trascrizione Braille di Teramo. In seguito alle molte difficoltà economiche che stiamo affrontando per la crisi che ha decimato i finanziamenti alle ONLUS, stiamo cercando di trovare nuovi spunti per far sì che la cultura non venga mai negata ai giovani disabili visivi. Parte, infatti, quest'anno, una rassegna che prenderà il nome di "Autori al Buio", in cui alcune opere di autori contemporanei verranno trascritte in Braille e in Large Print e donate all'Unione Italiana Ciechi di Teramo per essere poi a completa disposizione dei non vedenti dell'Abruzzo. La rassegna prevede alla fine un incontro con l'autore, dove alcuni ragazzi ipovedenti e non vedenti leggeranno alcuni brani. Abbiamo subito pensato a lei come prima autrice perché sappiamo quanto apprezzi la nostra terra, avendola visitata più volte, le chiedo pertanto la sua disponibilità e collaborazione. Grazie mille e Buon anno.
Marilena Santopolo
Cara Marilena State facendo un bellissimo lavoro. Lei ha detto bene: io mi sento molto vicina a chi non vede. Una volta ho letto un libro mio, Bagheria, da cimna a fondo, gratuitamente, per loro. Ma qui si tratta di Braille. Va benissimo. Sono disposta anche a venire a conoscere i suoi amici. Si rivolga direttamente a Gianluca della redazione del Forum. Mandi la sua mail, le risponderò privatamente e cercheremo di trovare una data insieme. Un carissimo saluto da Dacia m

Poesie
Gent.ma Dacia Maraini, le invio queste tre poesie per un suo breve giudizio. Grazie. SULLE COLLINE Sera. I paesetti riposano sulle colline. Macerata, Montalbano MAGIA Nel silenzio del bosco, un uomo diventò pino. Lo rimutò in uomo la voce di un bambino. Treia, Monte Verde FELICE La pozza d’acqua è felice: ha imprigionato il cielo. Treia, viale Nazario Sauro
Adriano Accorsi

Il silenzio
Il silenzio, quel sottile distacco fra ombra e sole; piegati ad esso, vi sono l'ingiuria degli anni che passano o bombe di noia che lo ricattano. Nel silenzio, quelo vero, quello da me cercato, trovi calci e sogni, o bave di sangue sui fazzoletti: le mille gocce di un male taciuto con sberle mediatiche. Poi ti fermi: e muori, solo adulandoti.
Roberta Borgia
Cara Roberta La sua poesia è dotata di grazia e sapienza. "Il silenzio, quel sottile distacco fra ombra e sole; piegati ad esso, vi sono l'ingiuria degli anni che passano o bombe di noia che lo ricattano." va benissimo. Non sono tanto d'accordo con "sberle mediatiche", che ha un tono giornalistico, non corrispondente al resto. Si tenga a quel dolente silenzio carico di ombre. Non cerchi innesti stilistici troppo stridenti. Ma brava! un saluto affetuoso da dacia m

Racconto
Gentile Dacia La ringrazio per aver preso in considerazione il mio racconto e per avermi dato dei consigli. Tanti auguri
Carla Moretti
Cara Carla Moretti Il suo racconto è ben fatto. UN quadretto a olio, con tutte le cose al loro posto. Ma sembra un quadro di cento anni fa. Si può anche fare il verso al verismo, con spirito eclettico, ma allora bisogna prendere le distanze e farne materia di riflessione linguistica. Lei invece ci affoga dentro. Provi a leggere più letteratura moderna. Provi a stare coi piedi nel mondo in cui viviamo, così poco veristico e manierato. Un carissimo saluto da Dacia m

Remember my father, who spied my lover.Remember my lover who killed my father
Gentilissima sig. ra Maraini, sono una studentessa di Lingue della Sapienza di Roma e sto scrivendo una tesi su Margaret Clarke, scrittrice e drammaturga canadese. In particolare, sto traducendo un adattamento dell’Amleto shakespeariano, ma tutto al femminile, un Amleto senza Amleto insomma. L’approccio, le tematiche trattate, lo spessore dei personaggi femminili non fanno altro che rievocare in me, da quando ho cominciato a lavorare alla traduzione di questa opera, passi dei suoi amati libri.Insomma, non so se sia possibile, ma in qualche modo vorrei costruire un ponte: c’è un’opera in particolare in cui pensa di aver dato voce alle donne e ai loro sforzi per cercare di ribellarsi contro una società maschilista che le opprime? So che nell’ampio panorama delle sue opere la mia domanda può sembrare ingenua, tuttavia mi piacerebbe far “incontrare” due donne così "lontane" che hanno dato un contributo al teatro e alla letteratura per alcuni versi simile. Ho provato io stessa a cercare “questo libro” ma ho avuto paura di perdermi nei miei ricordi di adolescente, non più bambina ma non ancora donna, un po’ come l’Ofelia di questo Amleto. Ringraziandola per la sua attenzione, le porgo i miei più cordiali saluti.
Chiara C.
Cara Chiara Buona l'idea di fare incontrare due autrici di teatro così lontane geograficamente ma vicine per scelte di soggetti e di stile. Per quanto mi riguarda, posso segnalarle la rivisitazione di un testo classico che si chiama "I sogni di Clitennestra". Ma forse la cosa migliore è che lei scelga da sè nei due volumi che comprendono quasi tutto il mio teatro che ha pubblicato Rizzoli e si chiama "Fare teatro". Non le dico di comprarlo perchè costa troppo, ma vada in una biblioteca e se lo faccia prestare. Poi mi fa sapere. Un carissimo saluto da Dacia m

Tesi di laurea Teatro della Maddalena
Gentile Sig.ra Maraini, sono una studentessa specializzanda di Storia del Teatro dell'università La Sapienza di Roma. Il mio progetto di tesi riguarda la ricostruzione storica e l'analisi drammaturgica dell'esperienza del Teatro della Maddalena. Per me sarebbe davvero un onore, oltre che un occasione di crescita personale, poterle porre qualche domanda su come il teatro della Maddalena abbia preso vita e si sia sviluppato. Confido in una sua risposta e le porgo i miei più sinceri auguri di buon anno.
Eleonora Viola
Cara Eleonora Mi fa piacere che lei si occupi del teatro della Maddalena, che è stato importante per le donne e che sta già scivolando nel dimenticatoio. Le donne sopratutto sembra che provino quasi un piacere masochistico a buttare via le proprie memorie. Quindi, grazie per illavoro che fa. Mi mandi delle domande precise, le risponderò. Un saluto affettuoso da Dacia m

Le razze
Cara Dacia Maraini, vorrei raccontarle una curiosa coincidenza. Mi reputo una sua fedele lettrice e credevo di aver letto tutti i suoi libri, ma qualche giorno fa, rovistando nella libreria di casa mia ho trovato il suo libro "Mio marito", che non solo non avevo mai letto, ma che soprattutto mi è servito come fonte di ispirazione per la mia tesi di laurea in giurisprudenza sulla "condizione della donna nella storia del diritto penale italiano". Concludo dicendole che trovo meravigliose le pagine che lei ha dedicato alla sua famiglia, tanto affascinanti da sembrare più un romanzo che un'autentica biografia. Se mai avrò un figlio spero di trasmettergli il grande insegnamento lasciatole da suo padre: le razze non esistono.
Valeria
Cara Valeria Grazie per le belle parole. Effettivamente il libro di cui lei parla, "Mio marito", è poco conosciuto. Pubblicato molti anni fa continua a circolare sopratutto in paesi lontani, come libro su cui molti imparano l'italiano. Mi fa piacere che abbia colto uno degli indegnamenti più importanti di mio padre: le razze non esistono, esistono le culture e i popoli. Detto oggi sembra ovvio, ma allora, in un momento di ubriacatura razzista dell'Europa intera, era davvero un azzardo coraggioso. Infatti l'abbiamo pagato tutta la famiglia con due anni di campo di concentramento. Un saluto affettuoso da Dacia m

Marianna Ucria e la musica
Ciao, ci tenevo a farle i complimenti per questo suo meraviglioso romanzo e volevo inforarla di una piccola curiosità appresa, il romanzo sopra citato ha dato l'ispirazione alla famosa cantautrice catanese Carmen Consoli per scrivere nell'ormai lontani anni novanta il brano "Sulla mia pelle", contenuto nell'album d'esordio Due parole del 1996. Il brano racconta a grandi linee la storia di Marianna Ucria per poi sfociare in una serie di considerazione personali sull'argomento. La invito ad ascoltarla. Complimenti ancora per i suoi libri e buon lavoro
Giuseppe
Caro Giuseppe Sapevo della canzone di Carmen Consoli perchè mi aveva avvertito lei stessa. La canzone è bella e sono orgogliosa che una musicista intelligente e raffinata come la Consoli abbia voluto raccontare la storia di Marianna. Una volta l'ho anche invitata a venire a cantare -non solo su Marianna ma scegliendo quello che voleva- al festival teatrale che dirigo a Gioia dei Marsi, ma lei non poteva. Poi l'ho persa di vista. Ora penso che sia diventata inaccessibile. Ma sarei felice di averla ancora al festival di Gioia. Un carissimo saluto da Dacia m

Auguri e ringraziamenti
Carissima Dacia sono giorni e giorni che rimugino su come farti arrivare un mio pensiero. Avrei potuto chiedere il tuo e-mail ma non volevo essere invadente e indiscreta. Poi ho capito che la delicata intenzione di raggiungere il cuore dell'altro non è mai invasiva e indiscreta, almeno nell'intento. Ora scopro il tuo forum e uso questo mezzo. Sono Gabriella Romano, l'autrice del libro che tu hai arricchito con la tua prefazione. Volevo dire solo due parole al riguardo: mi sono sentita onorata, lusingata ma soprattutto "scoperta". Hai colto aspetti di me e della mia scrittura che io stessa non mi ri-conoscevo. Grazie dal profondo del mio cuore. Quando qualcuno osserva con tanta cura e perizia la tua anima pare quasi che la tua vita si riaccenda e prenda una direzione fino ad allora ignorata. Mi auguro di incontrarti al più presto per stringerti in un grande abbraccio. Intanto ricevi i miei più sinceri auguri per un anno nuovo denso di amore e di scoperte strabilianti!
Gabriella Romano
Cara Gabriella Non credo di avere la capacità di leggere l'anima, ma di leggere una scrittura sì. Fa parte del mio mestiere. Anche perché non si tratta solo di un mestiere fatto a freddo ma ci metto molta passione. Un saluto affettuoso da Dacia m

L'età del malessere 1963
Cara Dacia, le scrivo per complimentarmi per tutta la sua produzione letteraria recente e passata e per confessarle- ci ho messo 4 anni per trovare la forza- che ho studiato approfonditamente per la mia tesi sul Bildungsroman - Romanzo di formazione il suo romanzo L'età del malessere con protagonista Enrica Battini. Io sono una ragazza di 29 anni e quando nel 2006 ho letto il suo libro - il primo delle sue opere a passare tra le mie mani - l'ho trovato interessante, bello molto leggibile e soprattutto estremamente contemporaneo, perché lo stato d'animo della protagonista è molto simile a quello di molti giovani più o meno miei coetanei ai gironi d'oggi. Ora devo recuperare leggendo le altre sue opere e volevo complimentarmi per l'ultimo suo lavoro "La seduzione dell'altrove" leggerlo è compiere un viaggio alla conoscenza di altre persone e mondi rimanendo comodamente seduti in poltrona o passeggiando. La saluto caramente, a presto, magari per un'intervista... un sogno reale. Buon 2011.
Viviana
Cara Viviana Se vuole mandarmi delle domande, lo faccia pure, le risponderò appena posso. Grazie per l'attenzione, un caro saluto da Dacia M

Da una Bagherese
Gentile Dacia, sono Giuseppina Tomasello da Bagheria e ho avuto il privilegio di essere compagna di scuola e di banco di Yuki. Ho anche avuto il piacere di frequentare Villa Valguarnera, per cui vi ho conosciuti tutti. Siamo anche andati a ballare, in compagnia di mio fratello, con Yuki più volte e con Lei una sola volta. Le scrivo perché ho una bella storia vera, da sottoporre al suo prezioso giudizio, che riguardava la mia nonna. Mi piacerebbe farne un libro, ma mi mancano i mezzi e la cultura. Se Lei vorrà, glielo manderò e sarà Lei a decidere sull'argomento. Con stima (e mi permetto) con affetto
Giuseppina Tomasello
Cara Giuseppina Grazie per le intenzioni e la fiducia, ma la scrittura è un fatto molto personale. Sono sicura che lei potrà scrivere bene la storia di sua nonna. Ma non si imbachi subito in un romanzo di ottocento pagine. Prima si cimenti con piccoli scritti. Li mandi a qualche rivista, ce ne sono tante in rete. Io comunque sono sempre a disposizione per analizzare una pagina. La metta qui sul forum. Un saluto affettuoso da Dacia m.

Ho intervistato Alberto Moravia
Ciao Dacia poco più che trentenne per conto del giornale dove lavoravo ho intervistato Alberto Moravia. Ho poi pubblicato due libri. Sono al terzo: VENDETTA NON PAGA PEGNO. Affronto, con la scusa del thriller, il problema del diverso. IL DIVERSO NELLA SPECIE ANIMALE VIENE AGGREDITO FINO ALL'ELIMINAZIONE. NELLA SPECIE UMANA, LA VITTIMA DEL PREGIUDIZIO, RISULTO' VINCENTE. Sono in contatto con un ottimo editore ma come hai ampiamente espresso nella tua intervista del Corriere della Sera, gli editori vorrebbero una prefazione. Che ne dici? Semmai parliamone, sono spesso in Abruzzo. Almeno una risposta? Francesca. Vedi il sito su google francesca de fontaine.it Sono insieme anche ad Alberto Moravia e potrai risentire la sua voce in quanto l'intervista è registrata.
Francesca De Fontaine
Cara Francesca Purtroppo non posso accontentarla. Mi arrivano una dozzina di richieste di prefazioni ogni mese. Dovrei fare solo quello. E poi se dico no ad alcuni, non posso dire sì ad altri, sarebbe scorretto. Ma vedrà che il suo libro saprà camminare con le sue gambe. Lo metta sulla strada e lo lasci andare. Auguri! Dacia m